Caso arbitro Rocchi

Gervasoni e la ricostruzione di 4 ore di interrogatorio con il pm di Milano: c’è un’intercettazione

L’interrogatorio di Gervasoni davanti al pm Ascione è durato poco più di quatto ore: gli viene contestato l’episodio di Salernitana-Modena dove spunta anche un’intercettazione.
A cura di Ada Cotugno
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È durato quattro ore l'interrogatorio di Andrea Gervasoni, supervisore al VAR autosospeso dopo essere stato indagato come Gianluca Rocchi per concorso in frode sportiva. L'ex arbitro è stato ascoltato nella caserma della Guardia di Finanza di via Oglio, a Milano, dove ha risposto dell'episodio di Salernitana-Modena contestato dal pm Maurizio Ascione ascoltando anche un'intercettazione inedita: avrebbe sollecitato l'addetto al VAR Nasca a richiamare l'arbitro Giua all'on-field review ma nei discorsi rientra anche l'audio di Inter-Roma non trasmesso in forma integrale, dato che mancherebbero circa 50 secondi che non sono mai stati mandati in onda.

Gervasoni esclude qualsiasi tipo di manomissione ma il suo avvocato Michele Ducci insiste che l'interrogatorio si sia focalizzato soltanto sulla partita di Serie B incriminata, senza parlare di altro. E a chi gli fa notare che 4 ore sono tante per parlare di un singolo episodio ha risposto in maniera piuttosto netta: "Focus su Salernitana-Modena. Fai vedere il video, fai rivedere il video, senti quello che aveva da dire lui, senti il filmato, eccoci qua. E meno male che era una partita sola". Nel corso della deposizione la Procura gli ha fatto ascoltare l'audio di un'intercettazione che rappresenta la prova a suo carico, in cui due arbitri fanno riferimento al condizionamento sul rigore revocato al Modena.

Com'è andato l'interrogatorio di Gervasoni

Il supervisore al VAR si è presentato oggi davanti al pm per l'interrogatorio, al contrario di Rocchi che ha preferito non esporsi dopo essere accusato di concorso in frode sportiva. Gervasoni risulta indagato per l'episodio di Salernitana-Modena giocata un anno fa: in quell'occasione è stato concesso un rigore agli emiliani e poi revocato su intervento della sala VAR, probabilmente dopo aver fatto pressioni sull'arbitro Giua per rivedere l'episodio. La vera novità è rappresentata dall'intercettazione, usata dall'accusa come prova. La Procura ha fatto ascoltare a Gervasoni un dialogo tra due arbitri che fanno riferimento al suo condizionamento sull'addetto al VAR per richiamare il direttore di gara e gli sono stati mostrati anche i filmati della partita contestata. Nell'invito a comparire non vengono contestate le manomissioni all'audio di Inter-Roma del 2025, ma si presume che abbia avuto un ruolo essendo supervisore al VAR e per questo gli sono state mostrate anche quelle registrazioni.

Gervasoni e Rocchi sono stati accusati di concorso in frode sportiva
Gervasoni e Rocchi sono stati accusati di concorso in frode sportiva

In sostanza dall'audio mancano dai 50 ai 60 secondi, mai andati in onda, ma secondo l'avvocato Ducci non si sarebbe parlato di questo durante l'interrogatorio nonostante sia durato oltre quattro ore. Gervasoni si è presentato puntuale all'appuntamento alle ore 11 nella caserma della Guardia di Finanza di via Oglio ed è uscito dopo poco le 15. "Non ho ascoltato nessun audio di Inter-Roma quindi non so cosa dire" ha confermato il suo avvocato che si è soffermato soltanto sull'episodio contestato che riguarda la partita di Serie B. Difende il suo assistito da ogni accusa: "Abbiamo risposto dell'episodio di Salernitana-Modena, in cui l'arbitro Gervasoni ha spiegato come lui non abbia interferito in alcun modo, lui era a fare il Var in Serie A, dunque in una palazzina, il Var in Serie B era in un'altra, dunque è difficile aver insistito, non lo ha fatto. Era presente, ma non in quella sala".

L'avvocato sostiene che nel corso delle quattro ore si sia parlato solamente di Salernitana-Modena senza toccare l'audio di Inter-Roma e neanche la sua presenza insieme a Rocchi il 2 aprile in un presunto colloquio a San Siro in cui, secondo l'accusa, venivano designati arbitri graditi al club nerazzurro. Gervasoni non aggiunge dettagli e non commenta neanche quando gli viene chiesto se ci sia stata una faida tra arbitri: "Mi sono messo a disposizione del magistrato e rimango ora in attesa. Ho dato tutte le risposte che dovevo".

Gervasoni si è autosospeso dal ruolo di supervisore al VAR dopo essere stato indagato
Gervasoni si è autosospeso dal ruolo di supervisore al VAR dopo essere stato indagato

Di cosa è accusato Gervasoni

Proprio come ha fatto Rocchi, anche il supervisore al VAR ha deciso di autosospendersi dopo l'inizio delle indagini in cui è accusato di concorso in frode sportiva. Ha ricevuto l'invito a comparire davanti al pm Ascione per il caso di Salernitana-Modena dell'8 marzo 2025, in cui c'è stato un rigore prima dato agli emiliani e poi revocato su intervento della sala VAR. Durante la partita Gervasoni avrebbe incalzato l'addetto al VAR Nasca affinché richiamasse al monitor l'arbitro Giua per rivedere la decisione iniziale: aveva concesso un penalty che poi è stato ritirato, probabilmente proprio a causa di queste pressioni che oggi gli sono state attribuite.

Durante l'interrogatorio a Gervasoni è stata contestata un'intercettazione tra due persone da cui emergerebbe un suo intervento con una "bussata" sul vetro della sala VAR per far modificare la decisione sull'assegnazione del rigore. Il legale Ducci però sostiene che il suo assistito si trovasse in un'altra palazzina in quel momento, dato che stava seguendo le partite di Serie A: ha depositato anche la planimetria tra le due strutture per dimostrare la distanza tra gli edifici e dare credito alla sua tesi. Non gli viene imputato ufficialmente l'episodio di Inter-Roma e la trattenuta di Bisseck in area di rigore, ma Gervasoni sostiene che non ci sia stata nessuna ingerenza e che si sia trattato di un erroraccio del VAR, e che i protagonisti della vicenda siano stati puniti giustamente con votazioni negative.

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