Inter-Roma e il rigore su Bisseck, mancano 50 secondi dall’audio della sala VAR mandato in onda

L'inchiesta sugli arbitri che scuote il calcio italiano continua ad arricchirsi di dettagli e sfumature che aggiungono tasselli a cosa sia accaduto davvero in questa vicenda e nella sala VAR di Lissone. Udinese-Parma a Salernitana-Modena: per ora sono queste le partite emerse nell'inchiesta della Procura di Milano che cerca di far luce sulle presunte omissioni e irregolarità nella gestione degli arbitri, sotto la guida del designatore Gianluca Rocchi.
Nelle ricostruzioni di questi giorni viene tirata in ballo anche Inter-Roma, giocata il 27 aprile 2025 e terminata con il punteggio di 1-0 in favore dei giallorossi, risultato cruciale ai fini dell'assegnazione dello scorso campionato. Si sono riaccesi i riflettori sull'episodio del discusso contatto tra Ndicka e Bisseck, uno dei punti centrali contenuti nella lettera-esposto di Domenico Rocca, l'ex arbitro che ha sollevato tra i primi un polverone sulla gestione tecnica e politica dell'AIA. Rocca si chiede perché in quel caso Gervasoni, supervisore di giornata al VAR, non avesse segnalato il rigore come fatto da Rocchi in Udinese-Parma attraverso il famoso ‘codice dei segni'.
"Perché Gervasoni, super visore di giornata, non "bussa" ai Var per far assegnare un calcio di rigore netto (dove la Commissione al raduno ammette pubblicamente davanti a tutti arbitri e assistenti che abbiamo perso un rigore netto) a favore dell'Inter? Errore grave, che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli?". Queste le parole scritte da Rocca sull'episodio. Ma cosa accadde allora davvero nella sala VAR quel giorno?
L'audio dell'episodio fu mandato in onda a Open VAR su DAZN solo a campionato terminato, scelta contestata dai tifosi dell'Inter, con ammissione di colpa da parte dello stesso Rocchi. Nei giorni successivi all'avvio dell'inchiesta, nuovi retroscena hanno arricchito un quadro già misterioso e complesso. Repubblica ha riferito di un presunto dialogo tra il VAR Di Bello e l'AVAR Piccinini, con il primo a stoppare il confronto su un possibile rigore a favore dell'Inter con un perentorio "Fatti i fatti tuoi". Una frase che non è presente nell'audio reso pubblico durante Open Var, così come altri stralci della registrazione originale.

Cosa accadde in sala VAR dopo il contatto Ndicka-Bisseck: la ricostruzione
A Open VAR furono mandati in onda 37 secondi di audio VAR, a fronte di un'azione durata circa un minuto e mezzo, tra il contatto Ndicka-Bisseck e la fine dell'azione. Mancano di fatto tra i 50 e i 60 secondi rispetto alla registrazione originale della sala VAR. L'audio integrale è stato dunque tagliato, prassi che non rappresenta un caso isolato. Le registrazioni dei dialoghi al VAR che vengono poi mostrate su DAZN, secondo quanto appreso da Fanpage.it da fonti vicine all'AIA, sono frutto di tagli e editing per ripulire l'output finale da eventuali termini inappropriati o espressioni sconvenienti. Quale fosse il contenuto della parte di audio rimossa, prima della messa in onda durante Open VAR, non è ad oggi oggetto di indagine da parte della Procura di Milano.
Oggi Gervasoni, supervisore al VAR durante Inter-Roma, viene ascoltato dal pm di Milano per il suo intervento esterno alla sala VAR in occasione di Salernitana-Modena di Serie B dello scorso anno: "Convocati per un solo episodio, risponderemo”. Queste le parole del suo legale di Gervasoni. Non è escluso che si possa presentare l'occasione di chiarire agli inquirenti anche cosa sia accaduto durante quel minuto e mezzo successivo al contatto tra Bisseck e Ndicka nella sala VAR di Lissone.