
Sembra strano a dirlo oggi, tempo di verità incontrovertibili, personali e quasi sempre false (ossimorico tempo, senza dubbio), eppure bisogna ricordare fin dall'inizio di ogni discorso d'opinione che i dogmi sono stati buttati nell'immondizia della storia, anche quella piccola del successivo sport organizzato dagli inglesi, dalla Rivoluzione francese di fatto e dai pensatori illuministi precedenti di concetto. Questa premessa è obbligatoria perché essere senza dubbi è il trend di quest'epoca così post-post-moderna da aver fatto il giro e ritornare un'epoca dal pensiero forte anzi fortissimo, anche se trattiamo di nugae come il pallone. Se vogliamo parlare allo sfintere della gente allora va bene così, reel a più non posso su Allegri al Napoli si o no e procediamo, se vogliamo fare un discorso serio allora fermiamoci un secondo.
Allegri non è il male del calcio, non è l'allenatore che crea disastri, non è il diserbante malefico di ogni bellezza su un campo d'erba verde, è un allenatore con un'idea sicuramente non attuale, difficilmente prorogabile anche solo nell'immediato futuro, evidentemente in declino, ma pur sempre un allenatore che cercherà di portare qualcosa al suo club. Come lo devi valutare oggi Allegri? Ci sono tre parametri possibili, che valgono per tutti gli allenatori. Prima di tutto i risultati. I tifosi penseranno prima di tutto a questi. Seconda cosa, l'espressione del gioco sul campo: una parte dei tifosi guarderà anche questo parametro e sicuramente sarà la variabile che le persone pagate per mostrare il calcio italiano agli italiani e addirittura agli altri (auguri, compito complesso) devono considerare. Infine c'è l'effetto del calcio allegriano sull'intero sistema calcistico italiano e qui ne parliamo noi pochissimi, discettando di filosofie da salotti, scompartimenti di treni, videocall, ben sapendo però che i disastri della Nazionale e la bruttezza ormai quasi congenita del nostro calcio derivi anche dal modo in cui alcuni allenatori che sono stati vincenti hanno fatto giocare le loro squadre.

La profezia personale quindi è che Massimiliano Allegri possa vincere uno Scudetto con il Napoli, facendo felice tutto un popolo, ma che l'effetto sul calcio italiano e la sua "esportabilità" (anche semplicemente la sua estetica) verranno ulteriormente compromesse. Alzi la mano a quanti interessa il primo punto? Alzi la mano invece a chi interessa il secondo? Siamo schiacciati da una maggioranza bulgara. Altra contestualizzazione da fare perché altrimenti finiamo sempre a parlare di mondi paralleli. Il Napoli nella sua storia ha vinto quattro scudetti e avrà lottato davvero per vincerlo altre dieci volte (mi sono tenuto largo). Se partiamo da qui, vien da sé che la prima ovvia regola di un allenatore del Napoli è arrivare alla vittoria, sarebbe già la rivoluzione, perché chiedergli di farla usando bombolette di profumo alle rose invece delle baionette arrugginite? E' sempre successo ma questa volta ancora di più e per motivi storici maggiormente stringenti, che il percorso di Allegri al Napoli debba essere giudicato solo dai risultati in campionato (lasciamo stare la Champions League che è un mondo a parte e in cui il Napoli ha come miglior risultato un solo quarto di finale). Prevenire il giudizio sull'allenatore e la stagione della squadra per dogmi addirittura estetici è sciocco (sappiamo tutti che dopo 9 punti in 3 partite se ne ricorderanno in dieci contati).
Poi c'è l'idea personale che per alcuni dovrebbe diventare verità, come si accennava all'inizio ed è chiaro che Allegri sia un allenatore di polpaccio non di triangoli equilateri, guarda cosa il calciatore è non quello che ha, pesa i suoi uomini come i cavalli, non li giudica tanto per quello che pensano, in questo è tremendamente vecchio e dipende forzosamente dalla qualità della rosa: se hai Pogba e Tevez è una cosa, se hai Gimenez e Leao è un'altra, oscillare tra il successo e l'insuccesso per questo motivo succede a tutti gli allenatori, ma a lui più degli altri. Il suo è in poche parole un calcio da 5,5 fisso, che diventa 7 se hai i primi due, che diventa 3 se hai gli altri due.

La certezza però è fare il grande errore nel prendere Allegri pensando che debba fare il gestore di calciatori. I gestori non servono più a nulla, scordateveli. I calciatori sono medie aziende, si gestiscono da soli, non hanno bisogno dell'allenatore per farlo. I calciatori contemporanei amano invece gli allenatori che diano gioco alla squadra, li facciano migliorare nel contesto collettivo e così far crescere il proprio valore individuale. Questo vale ancora di più nel contesto della Serie A, vero e proprio campionato OGM, in cui attraverso giri procuratizi arrivano calciatori stranieri (nell'80% dei casi scarsi) che devono incrementare artificiosamente il loro valore per poter essere venduti e in questo modo far muovere i soldi. Allegri un gioco contemporaneo non sa darlo, ha un'idea stantia del gioco all'italiana mentre se proprio si vogliono prendere alcuni principi di quel vecchio concetto collettivo bisogna guardare all'Atletico Madrid di Simeone. Nel 2026 senza gioco non vai da nessuna parte.
Detto questo che è chiaro, in pratica lo dice Allegri stesso, una riflessione che interconnette quello che si è scritto finora: la rosa del Napoli è già molto buona (se l'Inter non avesse i due migliori attaccanti della Serie A, sarebbe la migliore per distacco), bastano le tre vittorie di cui sopra per infuocare l'ambiente, la Serie A è impantanata e da quel che si vede non sembra la stagione della rinascita juventina e milanista, la storia del Napoli parla di una squadra in seconda-terza fila rispetto alle altre. Mescoliamo tutto e immaginiamo uno Scudetto o un campionato del Napoli molto vicino all'Inter. Può serenamente succedere, sarebbe un momento di grande gioia per la città e i tifosi azzurri, pochissimi vedrebbero il come.
Oggi se torniamo a quel "per me" maledetto di cui tutti ci nutriamo, Allegri farà giocare male la squadra oltretutto stanca in alcuni elementi chiave, vincerà molte partite con uno spettacolo orribile e questo si ripercuoterà anche sulla Nazionale, impoverendo ancora di più l'intero sistema. Ma questo "per me" potrebbe essere spazzato dal quinto? Gente con la mano aperta e le cinque dita in bella vista già mi salutano.