Le pagelle della Serie A 2025/26: Allegri è la fine del suo calcio, a Como spiegano come si fa

Con gli ultimi verdetti e le ultime vergogne è terminata una Serie A stanca, brutta e vecchia, anche se con Roma e Como in Champions League va a premiare i due progetti società-squadra più interessanti al momento. Ultimo giorno di scuola e anche tempo di pagelle, i voti non sono tutto ma il campionato ha espresso molto decisamente i promossi e i bocciati.
Federico Dimarco 8
Per buona parte dell’anno, finanche in finale di Coppa Italia contro la Lazio, il sinistro di Dimarco ha letteralmente dominato la Serie A. Questo depone non benissimo per il campionato (alla fine parliamo di uno che in passato veniva chiamato terzino, anche se c’è da dire che anche nel 1978-79 un terzino, Aldo Maldera, fu più che decisivo per lo scudetto milanista), ma ottimamente per Dimarco stesso, capace di andare oltre i suoi limiti difensivi, sprigionando un livello di accuratezza soprattutto nelle rifiniture da vecchio numero 10. Alla fine della fiera, Dimarco si porta a casa sei gol e la bellezza di 18 assist, un numero spropositato. Federico Dimarco ha ancora 28 anni, per cui può raggiungere da ora in avanti la completa consapevolezza nei suoi mezzi tecnici e pensare addirittura di migliorare.
Antonio Conte 7
Antonio Conte è stato sulla panchina della squadra azzurra due anni. Nel luglio del 2024 tutti i giornali riportano che Osimhen avrebbe potuto ripensarci sulla sua scomunica nei confronti di Partenope e tornare, così da formare il seguente tridente: Kvaratskhelia-Osimhen-Neres. A partire da questo attacco, in due anni Conte si ritrova a giocare la stagione appena terminata con il tridente Elmas-Hojlund-Vergara per tutta la parte centrale del campionato. Nonostante questo downgrade in star power che tanti altri allenatori avrebbero appiccato il fuoco a Castelvolturno vince un campionato e arriva secondo nel successivo. Sinceramente con tutte le trasformazioni e gli infortuni di questi due anni Antonio Conte ha fatto il massimo.

Massimiliano Allegri 2
Sarebbe stato da 6 in caso di qualificazione in Champions League, perché il problema di Allegri non è l’incapacità di raggiungere obiettivi medi o di non far giocare con ordine e raziocinio la sua squadra, il problema è che il calcio che propone nel 2026 non può andare comunque oltre il 6, una sufficienza onesta, appassionata, concreta e per molti versi anche soddisfacente. Saltare la Champions League però è un crollo totale anche di un’idea di calcio che nel 2026 è inapplicabile anche ad un livello medio(cre) come il campionato italiano.
Como 10
Era da 8 fino a poche ore fa, ma la Champions League esalta e accelera tutto. Il Como è l’unica vera proposta innovativa del mondo del calcio italiano. I fratelli Hartono hanno preso una squadra di calcio come branded entertainment per chi vuole godersi uno dei luoghi più belli al mondo. Como è lusso, bellezza, qualità della vita e passione per la ricercatezza. In base a questi valori hanno creato anche la squadra di calcio, pescando l’allenatore giusto, Fabregas e comprando calciatori che fanno del “giocare bello” il loro essere calciatori. Il giocatore più “bello” del campionato è del Como, Nico Paz, il gioco più bello del campionato è del Como di Fabregas, l’atmosfera più bella per vedere allo stadio e a casa una partita di calcio è a Como. In pochi anni il Como è passato dalla B all’Europa e volendo potrebbe spingere anche più forte. Chissà come verrà inquadrato il futuro della squadra ma è di sicuro il progetto società-squadra più interessante da seguire in Italia. Ora che è in Champions poi, sarà ancora più bello.
Juventus 4
La Juve ha perso completamente la sua identità, la vera grande promessa che ha guidato allenatori, giocatori e dirigenti nel corso di un secolo di vittorie. La Juve, così come la Nazionale italiana in una similitudine che racconta tanto dell’importanza della squadra bianconera per l’intero calcio italiano, non è più una squadra di giovani italiani di talento, di grandi calciatori stranieri, di avanguardia negli assetti di gioco e di visioni innovative nel management. La scatola bianconera è ancora rilucente, ha ottime strutture, stadio di proprietà e di alto livello, tutta la dimensione marketing e marketing regge ed è evidentemente tre passi avanti rispetto alle altre squadre, ma dentro la scatola ci sono calciatori scarsi, involuti, macchiette e monodimensionali. Si salvano davvero pochi uomini con i quali Spalletti ha cercato di salvare il salvabile, senza riuscirci.

Giornalismo e chiacchiera sportiva 3
Mentre sprofondavamo in un’ennesima esclusione dai Mondiali, noi abbiamo parlato per dieci mesi di tre cose: Pio Esposito è un bluff, Conte sa solo lamentarsi e poi alla fine, quando veramente nessuno seguiva più nulla, il classicone dei classiconi, gli arbitri falsano le partite. Bisogna insistere di più sulle difficoltà che hanno le nostre società e squadre in tutti i settori e non macerarsi su dettagli che prendono per mezza giornata il pubblico social e poi annoiano anche i più ottusi. Durante alcuni salotti sportivi a cui ho assistito (per pochissimo tempo, per carità), mi chiedevo: ma se già durante la partita ho visto e rivisto la moviola del VAR, perché devo sorbirmi la moviola della moviola con annesse discussioni a corredo? Ha senso tutto questo?
Luka Modric 8
A 40 anni vieni in Italia e sei il miglior difensore, il miglior centrocampista e il miglior attaccante della tua squadra. Ma che giocatore sei?
Fiorentina 4
Il più grande spreco di questa stagione. Un undici viola potrebbe far paura a tutti e invece si sono ritrovati a lottare per la salvezza per tutto il campionato. Non si sa bene cosa sia successo, anche a causa della morte del patron Commisso deceduto a gennaio. Si spera sia stata un’annata disperata e confusa anche per colpa del dolore e che il prossimo anno riparta qualcosa.

Eusebio Di Francesco 7,5
Dopo due retrocessioni consecutive, Eusebio Di Francesco salva una squadra più debole delle altre in lotta per la serie B. Bisogna esultare non solo per il grande risultato ma anche perché una persona di valore dentro e fuori dal campo per fortuna ha la sua rivincita.
Gian Piero Gasperini 7,5
Raggiungere la Champions League per la Roma dopo otto anni è un grande risultato. Quello che dispiace è che la qualificazione sia arrivata in un anno di confusione e diatribe. Oggi Gasperini sembra essere l’uomo forte della Roma e ha in mano la possibilità di fare la squadra che vuole (sempre considerando il budget) per un 2026-2027 in cui la Roma deve pensare al titolo. Il voto è per quello che è stato fatto e quello che si potrà fare. Vediamo cosa succederà.
I giovani italiani 3
Se togliamo Bartesaghi, Palestra e Pio Esposito (in parte anche Vergara, ma vediamo se il prossimo allenatore gli da un po’ di spazio) in dieci mesi nessuna squadra, anche di medio-bassa classifica ha tirato fuori una storia da seguire per quel che riguarda un calciatore italiano. Non c’è un calciatore che ti vien voglia di capire dove andrà la sua carriera. In Francia ne tirano fuori uno a settimana, in Inghilterra li comprano tutti, in Spagna se li tengono per insegnare ai più giovani. Noi non li coltiviamo, non li conosciamo, non gli consentiamo di giocare. E il campionato diventa sempre più brutto.