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Perché Sinner non si è ritirato contro Cerundolo nonostante il malessere: è la regola del campione

Pur menomato da problemi fisici Jannik Sinner non si è voluto ritirare contro Cerundolo al Roland Garros, comportandosi come fanno solo i veri campioni.
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A freddo la delusione è naturalmente meno cocente, ma la botta è stata forte, fortissima. La vittoria di Sinner al Roland Garros per molti sembrava certa. Invece fuori al secondo turno e in modo incredibile: avanti di due set e 5-1! Indimenticabile, in negativo stavolta. Mentre tanti criticano scelte e programmazione, senza avere cognizione di causa, va sottolineato invece il modo in cui Jannik ha gestito la sconfitta. Non ha fiatato, non ha trovato scuse ed ha continuato a giocare fino alla fine, ben sapendo, anche se la speranza è sempre l'ultima a morire, che non avrebbe avuto chance di ribaltare il risultato.

Sinner ko con Cerundolo al Roland Garros

Avanti di due set e di due break Jannik aveva la partita in pugno. Invece è finita malissimo. Sinner si è sentito male, per colpa del caldo banalmente, ma in realtà lui stesso ha dichiarato di essere stato male nella notte precedente, e dopo aver iniziato ad accusare un malessere, che Cerundolo era riuscito a percepire, in base allo stile di gioco modificato all'alba del terzo set, ha vinto due game su venti.

Sinner ha dato una lezione autentica. L'ha data anche a chi dice di fare il tifo per lui. Perché da più parti tanti, che evidentemente si sono approcciati da poco al tennis, si sono chiesti perché Jannik abbia deciso di continuare a giocare nonostante il fisico non lo aiutasse più. Certo da pensare che il numero 1 del tennis abbia pensato di poter recuperare, che nel quinto set magari tutto può ribaltarsi di nuovo, sperando in una sua ripresa e magari in un po' di paura nell'argentino, incredibilmente galoppante verso la vittoria.

Sinner ha continuato a giocare menomato e perde al quinto set

Ma in realtà i grandi campioni, se proprio non sono in grado di giocare per un problema serio, non si ritirano. Il campo non lo lasciano. Lo fanno per rispetto dell'avversario, in primis, ma anche del pubblico e del torneo stesso. Si lotta perché è lo status che lo impone, ma lo è anche la mentalità che hanno solo i campioni. In poche parole: devi perdere sul campo. Quante volte è capitato anche a Nadal di giocare in condizioni difficili, palesemente infortunato, ed ha sempre continuato, indefessamente. Come anche Federer o Sampras, ma anche Djokovic che lo ha capito da grande.

"Ho iniziato a sentirmi stordito, poca energia, ma faccio i complimenti a Cerundolo"

Un campione vero non si ritira e non trova scuse e Jannik, ancora una volta, non ha accampato scuse. Non era al top ma non si è arrampicato sugli specchi: "Ho perso per una cosa che nel tennis può accadere. Ho iniziato a sentirmi molto stordito, con pochissima energia, e ho provato a chiudere il match ma non avevo forza. Il quarto set l’ho un po’ lasciato andare per provare ad avere più energia nel quinto, ma non sono riuscito a tenere il primo game e da lì è andata in discesa per il mio avversario, a cui faccio i complimenti. Stamattina mi sono svegliato che non stavo bene, ho cercato di tenere gli scambi corti e all’inizio colpivo molto bene, poi a un certo punto ho sbattuto contro un muro e basta“.

Poi ha ribadito: "Stanotte non ho dormito bene e quando mi sono svegliato facevo fatica, però può succedere: durante l’anno ci sono sempre un paio di giorni in cui non ti senti perfetto, oggi è stato uno di quelli. Ero piatto con tutto il corpo, non ricordo l’ultima volta che mi sono sentito così debole. Ho provato a restare lì con tutto quello che avevo, ma questo oggi era il massimo. Peccato, perché i primi due set e anche il terzo li stavo giocando molto bene, ma questo è lo sport. Faceva caldo ma non troppo, non è stato un problema di caldo o di condizioni: oggi il problema ero solo io".

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