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Roland Garros

Boris Becker categorico: “Sinner ha un problema mentale. Quando si pensa troppo, non si dorme più”

L’ex campione tedesco di tennis ha analizzato la sconfitta e l’eliminazione a sorpresa del numero uno al mondo, provato da un malore proprio quando stava servendo per il match. “Non ha cercato scuse ma ha detto: Colpa mia”
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Il Roland Garros è stato scosso da uno dei colpi di scena più clamorosi degli ultimi anni: Jannik Sinner è stato eliminato al secondo turno dopo una sconfitta maturata al quinto set in rimonta contro l'argentino Juan Manuel Cerundolo. Un risultato fragoroso, soprattutto perché il numero uno del ranking mondiale era considerato tra i grandi favoriti del torneo complice l'assenza di Carlos Alcaraz (che salterà anche Wimbledon). Boris Becker ha analizzato il crollo del campione italiano da diverse prospettive ma la sintesi del suo pensiero è focalizzata su "un problema mentale e non solo fisico". In buona sostanza, crede che il tennista alto-atesino a un certo punto vada in tilt perché non riesce più a gestire la pressione e quel caos che lo mette in subbuglio dentro. La sua imperturbabilità è solo apparente, quel che non si vede dice altro. "Mi è piaciuto che non abbia cercato scuse e abbia semplicemente detto: È stata colpa mia".

Sconfitta che rompe le certezze del tennis moderno

Negli ultimi anni il circuito si era abituato al dominio costante di Sinner e di Carlos Alcaraz nei tornei del Grande Slam e negli appuntamenti più importanti. Questa superiorità apparente aveva quasi creato l'idea che tutto fosse abbastanza scontato e che, di riflesso, non ci fosse possibilità alcuna di competere per quei tennisti che sono nella classifica top mondiale, ma distanza siderale rispetto ai due più forti. Il fato e lo sport, ancora una volta, hanno ricordato che nulla è prevedibile.

Sinner, contro ogni pronostico, è stato eliminato dall'argentino (numero 56 del mondo), lasciando tutti sorpresi. Al termine del match ha dichiarato con grande lucidità: "Non avevo energie, e può succedere. Nessuno è un robot. E il caldo non c'entra del tutto". Una frase molto onesta che sintetizza perfettamente il momento difficile vissuto dal numero uno del mondo.

Boris Becker: "Non è un problema fisico, ma mentale"

L'azzurro era considerato il principale candidato al titolo, anche in virtù della finale persa l'anno scorso proprio al Roland Garros contro Alcaraz, una partita entrata nella storia del tennis. Quest'anno, invece, non è stato possibile immaginare alcuna rivincita a causa dello stop forzato dello spagnolo per infortunio al polso. Il suo percorso recente sembrava confermare questo status: vittorie a Monte Carlo, Madrid e Roma lo avevano consacrato come giocatore dominante sulla terra battuta.

Tra le analisi più dure e dirette spicca quella di Boris Becker, che ha offerto una lettura molto netta della sconfitta. "Secondo me, non può essere un problema fisico, deve essere mentale – le sue parole al canale tedesco di Eurosport -. Non sappiamo cosa gli stia succedendo dentro. Quanta pressione si sta mettendo addosso? Ha detto di aver dormito male. Quando si pensa troppo e si è nervosi, è difficile dormire…".

L'ex giocatore tedesco ha definito la sconfitta come una delle più grandi sorprese degli ultimi anni nei tornei del Grande Slam: "Era considerato imbattibile". Sinner aveva iniziato la partita in modo dominante, portandosi avanti rapidamente di due set e arrivando a servire per il match nel terzo. In un momento cruciale, però, non è riuscito a chiudere l'incontro pur avendo avuto due opportunità per farlo: "Ha servito due volte per chiudere la partita, ma non ci è comunque riuscito. Questo è il suo grande problema".

Secondo Becker, proprio nei momenti decisivi delle partite più importanti emergerebbero le sue difficoltà: "Quando le partite dei tornei più importanti si protraggono fino alla fine o la situazione si fa intensa, spesso si imbatte in difficoltà fisiche, e forse anche mentali".

Elogio della sportività di Sinner: "È colpa mia"

Becker ha poi sottolineato il possibile peso del calendario e il surplus di impegni a cui ha fatto fronte dall'inizio dell'anno. S'è sì ripreso tutto quanto aveva perso a causa della squalificata concordata con la Wada (sospensione di tre mesi) ma a un costo altissimo, a giudicare da come sono andate le cose a Parigi. Anche a Roma, durante il match degli Internazionali contro Medvedev, aveva dato qualche segnale di cedimento ma fu aiutato dalla la benevelenza degli dei che gli mandarono la pioggia in soccorso.

Calendario alla mano, Jannik è stato costantemente in viaggio dall'inizio di marzo: "Ha giocato in California, Florida, Monte Carlo, Madrid e Roma, e ha continuato a vincere – ha aggiunto Becker –. Ma a un certo punto, si è sentito semplicemente esausto. È umano e ha avuto una brutta giornata, può succedere a chiunque. Non so se sia stato il caldo. Ha giocato per due ore e all'improvviso ha iniziato a mostrare segni di crampi".

Il tedesco ha comunque apprezzato la sincerità dell'azzurro che ha perso 18 dei 20 game successivi, ribaltando completamente l'inerzia dell'incontro. "Mi è piaciuto che non abbia cercato scuse e abbia semplicemente detto: È stata colpa mia".

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