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12 Settembre 2022
7:54

L’Italia campione del mondo e d’Europa vuole tutto: il prossimo obiettivo è l’oro olimpico

Un anno dopo il disastro ai Giochi di Tokyo, la pallavolo azzurra è campione d’Europa e del Mondo grazie al genio di Giannelli, il talento smisurato di Michieletto e la forza di Romanò. Ferdinando De Giorgi ha preso una Nazionale nel baratro, portandola in cima al mondo in un solo anno.
A cura di Jvan Sica
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Il 3 agosto 2021 la pallavolo italiana, almeno quella che riguardava la Nazionale, era finita. Alle Olimpiadi di Tokyo perdiamo ai quarti di finale contro l’Argentina, una buona squadra ma non eccezionale, lasciano la Nazionale elementi fondamentali del nostro movimento come Juantorena e Colaci, abbiamo intravisto qualcosa dai ragazzi giovani, come Michieletto, ma è evidente come siano ancora acerbi e c’è addirittura chi pensa che Giannelli sia sopravvalutato. Lascia anche il commissario tecnico, Gianlorenzo Blengini, che aveva guidato la squadra negli ultimi sette anni. Arriva Ferdinando De Giorgi e tutti pensano che non solo dobbiamo ricostruire, dobbiamo ripartire letteralmente da zero.

L’11 settembre 2022, un anno e un mese dopo siamo campioni d’Europa e del Mondo. E non può essere un caso.
Non è un caso perché De Giorgi sapeva benissimo che Alessandro Michieletto aveva vinto un Mondiale under 19 e poi un altro under 21, che Yuri Romanò aveva vinto l’Universiade, che Daniele Lavia era stato argento sia al Mondiale under 17 che a quello under 21, che Fabio Balaso aveva vinto i Giochi del Mediterraneo. Ferdinando De Giorgi sapeva che c’era talento, forza, intelligenza, consapevolezza e c’era anche l’abitudine a vincere nei giovani atleti che avevamo in panchina, per troppo tempo in panchina.

Lui li ha presi in blocco, gli ha dato responsabilità e ha detto a Giannelli di guidarli. Oggi siamo campioni di tutto (con l’Olimpiade fra due anni). Questa finale è stata come la voleva De Giorgi. Se la Polonia avesse puntato tutto sulla battuta, forzandola molto, avrebbe vinto. E così è stato per il primo set, deciso da un turno in battuta di Mateusz Bieniek, con la Polonia che recupera dal 21-17 per noi. Nel secondo set abbiamo retto grazie a un paio di murate su Kurek ed è lì che è cambiata la partita. I polacchi semplicemente hanno iniziato a sentire la fatica spossante di un quarto e di una semifinale durissimi, contro USA e Brasile, vinte entrambe al quinto set con un dispendio di energie pauroso.

Se alla Polonia togli la potenza, iniziano ad aver tanti dubbi. Questi dubbi non sa cancellarli il palleggiatore Marcin Janusz o il suo backup Grzegorz Łomacz e allora non resta che continuare a tirare fortissimo in battuta, che inizia però ad essere meno precisa e a tirare ancora più forte in attacco, con muri su muri presi da tutti gli schiacciatori polacchi. L’abbiamo vinta aspettando che passasse la sfuriata e poi tutti insieme l’abbiamo portata a casa.

Simone Giannelli è stato straordinario, togliendo ogni punto di riferimento possibile al loro muro, è il migliore palleggiatore al mondo se si mettono insieme la creatività, la presenza a muro e la bravura in battuta. Alessandro Michieletto semplicemente migliora ogni partita che gioca. In quel quarto olimpico contro l’Argentina sembrava un enorme pulcino in balìa di scelte difficilissime per un classe 2001, oggi è un campione totale eccezionale anche in ricezione. Fabio Balaso è stato un libero clamoroso, soprattutto nel reggere l’onda d’urto delle battute polacche. È stato eletto migliore libero del Mondiale e la concorrenza era incredibile. Daniele Lavia è stato il miglior attaccante della finale e questo fa davvero saltare dalla sedia. Per anni Lavia è stato considerato come un buon schiacciatore-ricevitore, ma senza la potenza e le scelte da uomo decisivo. Oggi l’ha decisa lui con variazioni continue.

Al centro i polacchi schieravano forse il meglio che c’è oggi in circolazione, Jakub Kochanowski e Mateusz Bieniek, ma noi abbiamo non solo capito come iniziare ad instillargli dei dubbi, ma con Anzani, Galassi e poi Russo abbiamo iniziato a dare loro fastidio. Quando Anzani ha finalmente urato in uno contro uno Bienek, lì tutti hanno capito che si poteva davvero vincere.

Insieme ai titolari, è fondamentale citare anche Giulio Pinali, Francesco Recine, Riccardo Sbertoli, Mattia Bottolo, Leandro Mosca e Leonardo Scanferla, tutti giovani, tutti forti e tutti che giocano nel campionato migliore al mondo, la Superlega che, come tutti i campionati ultra-competitivi, crea campioni. Questa vittoria è un insegnamento per tutti gli altri sport, in primo luogo il calcio. Bisogna portare i giocatori giovani a vincere nelle loro categorie per poter davvero ripartire.

Infine questa vittoria si lega oggi a un’altra grande impresa italiana, la vittoria dell’Italbasket contro la fortissima Serbia di Nikola Jokic. Il 1° agosto 2021 Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi fecero diventare quel giorno come uno dei più importanti della nostra storia sportiva. Ma anche questo 11 settembre 2022 non scherza.

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