Sinner supera Jodar a Madrid e frena i paragoni: “Non sono sullo stesso piano di Djokovic e Nadal”

Jannik Sinner ha battuto Rafael Jodar (6-2, 7-6) e conquistato la semifinale del Masters 1000 di Madrid. E non è stata affatto una passeggiata, a giudicare dalla reazione dello spagnolo nel secondo set: il numero uno al mondo ha dovuto sfoggiare i colpi migliori e "spingersi al limite" (come ha ammesso lui stesso a fine incontro) per domare il talento del giovane che non s'è lasciato prendere da timori reverenziali e ha giocato contro un avversario fortissimo dando il meglio di sé. Per certi versi è sembrato un déjà vu ma il numero uno al mondo ha smontato l'accostamento illustre che gli è stato proposto in conferenza stampa facendo professione di sincera umiltà. "Non posso mettermi sullo stesso piano loro", ha ammesso replicando al giornalista che gli ha ricordato del Sinner di qualche anno fa, nelle sfide contro Novak Djokovic o Rafa Nadal.
Allora era il "ragazzo" di San Candido a vestire i panni dell'outsider e della promessa, del giocatore che ha tutto per esplodere ma esce dal campo con una pacca sulla spalla e lo sguardo basso dello sconfitto. Perché perdere fa male sempre nonostante la consapevolezza di trovarti di fronte a qualcuno molto più forte di te. Tra rispetto per i campioni affermati, attenzione verso i giovani talenti e una gestione sempre più consapevole delle proprie energie, il suo percorso appare in continua evoluzione, anche da numero uno al mondo.
L'umiltà di Sinner in conferenza, gli menzionano Djokovic e Nadal: "Non è la stessa cosa"
Jannik Sinner ha dimostrato ancora una volta grande lucidità nel valutare sé stesso rispetto ai giganti del tennis. Le sue parole restituiscono l’immagine di un atleta maturo, capace di coniugare ambizione e umiltà, rispetto e realismo. Parlando delle sfide affrontate in passato contro Novak Djokovic e Rafael Nadal nel 2021, ha sottolineato una differenza fondamentale. "Io sono diverso da loro e non è la stessa cosa. Quando ho giocato contro Nole aveva già vinto molti Slam, era numero 1 da molti anni. Stesso discorso per Rafa. Non posso mettermi sullo stesso piano loro".
Il rapporto con i giovani talenti: "Blockx è un po' sottovalutato"
Sinner ha commentato anche l'emergere di nuovi giocatori, come Jodar e Joao Fonseca, mostrando attenzione ma anche cautela. "Non posso prevedere il futuro. Ci sarà sempre un sacco tanto da dire…", dice incalzato dalle domande dei giornalisti spagnoli su Jodar. "Gli auguro solo il meglio, ma non spingetelo troppo. A volte ti entra in testa ed è difficile uscirne". Il messaggio è chiaro: talento e aspettative devono essere gestiti con equilibrio, soprattutto in una fase così delicata della carriera. E tra i nomi sul tavolo ne ha aggiunto un altro: "Non si può dimenticare Alexander Blockx, è un po' sottovalutato ma un giocatore incredibile".
La gestione della stanchezza: tra limiti e crescita personale
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la gestione fisica e mentale. Dopo settimane intense di competizioni, Sinner ha raccontato le difficoltà nel restare sempre su massimi livelli di rendimento. "Ho giocato tanto negli ultimi mesi, non ho avuto molti giorni liberi. Ma allo stesso tempo ho cercato di spingermi al limite per vedere cosa potevo raggiungere… Ogni giorno è diverso. A volte hai dolore, a volte sei stanco o nervoso. È tutto normale. Cerco di gestirlo in modo positivo e continuare a spingere".
In campo è solo ma alle spalle ha un team che lo segue passo dopo passo, Jannik ribadisce quanto sia importante per il suo successo il lavoro del team he lo supporta. "Anche se alla fine in campo sono solo, ho una squadra grandiosa alle mie spalle. Mi spingono nella direzione giusta".