Zverev tira fuori un alibi per la sconfitta con Sinner a Madrid: “La finale doveva essere in notturna”

Spazzato via in meno di un'ora da Jannik Sinner, in un'umiliazione sportiva con pochi precedenti a livello di finale di un Masters 1000, Alexander Zverev si ritrova dopo l'atto conclusivo del torneo di Madrid a leccarsi ancora una volta le ferite dopo aver incrociato la racchetta col campione azzurro, che sta continuando a scrivere la storia del tennis. Per il tedesco è la nona sconfitta di fila contro Sinner, la quarta in questo 2026 senza vincere un set.
Qualcosa difficile da elaborare per uno che è pur sempre il numero 3 al mondo, nonché uno dei migliori tennisti dell'ultimo decennio. Non è facile ammettere che anche al proprio meglio e in tutte le condizioni di gioco, si è abissalmente inferiori – tecnicamente, tatticamente e mentalmente – dell'avversario. E allora ecco che si prova a tirare fuori qualche alibi, per cercare di convincere prima di tutto sé stesso e poi gli altri che senza quel particolare motivo o elemento del match, le cose sarebbero potute andare diversamente.

Zverev critica gli organizzatori di Madrid per l'orario "non equo" della finale con Sinner
Nella conferenza post partita, Zverev cita esplicitamente l'orario di inizio della finale di Madrid, che si è giocata alle 17. Una programmazione secondo lui non corretta nei suoi confronti, visto che in settimana aveva giocato sempre la sera negli altri turni: "In questo momento sono esausto, per essere sincero – risponde Sascha, quando gli si chiede delle sue aspettative per Roma e il Roland Garros – I tornei di due settimane sono difficili mentalmente, devi restare concentrato più a lungo. Anche qui, a me piace giocare le partite serali, ma mi sento un po' come se avessi il jat-lag, perché nell'ultima settimana non sono mai andato a letto prima delle 4 del mattino. Quindi è difficile".
"Capisco che le partite notturne siano più popolari per il pubblico e tutto il resto – continua Zverev – ma allora anche la finale dovrebbe essere in notturna. Così sarebbe più giusto per entrambi i giocatori. Perché quando hai giocato tutte le partite di notte e poi la finale è di giorno, è davvero complicato. Soprattutto contro Jannik è sempre difficile, indipendentemente da dove si gioca e da come stai giocando. Ma con questo sulle spalle è stato semplicemente impossibile oggi".
In effetti, a parte il primo turno contro Navone, giocato alle 16, Zverev ha sempre giocato nella sessione serale i successivi match di Madrid, contro Atmane, Mensik (finito in piena notte), Cobolli e Blockx, al contrario di Sinner che ha sempre giocato alle 16, tranne la partita con Norrie alle 11 (del cui orario si era lamentato). E tuttavia, pur concedendo l'occhio di riguardo avuto dagli organizzatori per il numero uno al mondo (non una novità da quando esiste il tennis), il divario enorme visto in campo non può essere giustificato con tre ore di differenza nell'inizio del match.
"Sono stanchissimo, oggi vedevo quattro palline arrivare verso di me"
Zverev esprime poi lo stesso concetto anche in tedesco: "Onestamente, sono davvero stanco. Come ho detto, capisco le partite notturne, capisco tutto. È molto popolare per il torneo e via dicendo. Ma allora bisognerebbe giocare anche la finale alla stessa ora. Non si può giocare di giorno. Lo so, è pomeriggio, non è presto. Però comunque bisogna contare anche le ore prima. Ogni giorno sono andato a letto alle 4 del mattino. Dormivo fino alle 12:00-12:30 perché altrimenti non potevo dormire solo 5 ore ogni notte. Oggi quindi dovevo iniziare il riscaldamento alle 12:30, il che significa alzarsi alle 10. Tutto l'orario è spostato. Oggi avevo la sensazione di vedere quattro palline che arrivavano verso di me, e piuttosto veloci".