Fabien Barthez truffato da Jérome Ducros: l’ex Campione del Mondo ’98 ha perso 2 milioni di euro

L'ex numero uno della Nazionale francese, Fabien Barthez, è stato truffato dall'ex presidente del Luzenac, di cui era amministratore e direttore sportivo ai tempi della clamorosa favola sportiva che portò il piccolissimo club transalpino a essere promosso in Ligue 2, la seconda divisione. Un'avventura che, però, finì malissimo e che, a distanza di anni, cede ancora in corso un processo contro Jérome Ducros con le accuse di frode e appropriazione indebita. Barthez, nello specifico, avrebbe finanziato la società con 2 milioni di euro che non gli sarebbero mai più stati restituti.
La favola del Luzenac, finita malissimo: Barthez ne fu amministratore e ds
La causa ancora in corso si riferisce ad un episodio risalente una decina d'anni fa e che fece parlare tutta la Francia e non solo: Luzenac, un piccolo villaggio di circa 500 abitanti nel sud-ovest della Francia, vicino a Tolosa, diventò nel 2014 la squadra di calcio di una delle località più piccole ad aver mai raggiunto la Ligue 2, seconda divisione francese. In sella a quella società c'era Jérome Ducros, presidente tra il 2012 e il 2014 e si avvalse di una schiera di imprenditori ed ex stelle del calcio per l'amministrazione economica e sportiva del progetto. Tra cui anche Fabien Barthez che assunse il ruolo di direttore sportivo e amministratore, per una favola sportiva che si concluse nel peggiore dei modi: la Lega rifiutò l'iscrizione in Ligue 2 per motivi di stadio e infrastrutture inadeguate e il club fu obbligato a ripartire dalle divisioni inferiori. Con il suo presidente che venne coinvolto in vicende burocratiche e giudiziarie poco limpide.

Il prestito al presidente Jérome Ducros: la causa per risarcimento ancora in atto
Proprio cavalcando l'onda del successo e della celebrità, Jérome Ducros si occupò in prima persona della raccolta fondi per le attività professionali e sportive, avendo ricevuto un budget da parte di una cordata fornata dallo stesso Barthez con un noto investitore di Tolosa, di circa 8 milioni di euro per realizzare proprio quelle strutture necessarie al salto di categoria. Che mai vennero realizzate: Ducros, al contrario, sembra utilizzò quei soldi in via personale, sperperandone gran parte, tra viaggi e spese folli come la gestione di una compagnia di jet privati con compagnie estere con cui si era indebitato. Da lì, la causa: alcune aziende contattarono proprio Barthez, nella figura di socio finanziatore, chiedendo il saldo dei debiti e a sua volta l'ex portiere portò nel 2021 in tribunale Ducros.
Jérome Ducros nello stesso anno venne giudicato colpevole e condannato a risarcire Barthez di 2 milioni di euro, cifra che l'ex Campione del Mondo non ha mai ricevuto, con Ducros che si è limitato a saldare altri debiti per poche centinaia di migliaia di euro. Ducros si è ritenuto sempre innocente di tutte le accuse e malgrado recentemente il tribunale di Tolosa con una nuova sentenza gli ha confiscato alcune proprietà, il loro valore (attorno agli 800 mila euro) risulta lontanissimo dalla somma che deve a Barthez.