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Pino Insegno: “Per le critiche sto malissimo, non sono logiche e mirate”

Il conduttore, dopo la prima settimana difficile de Il Mercante in Fiera, si racconta a BellaMà, parlando dell’effetto che le critiche generano su di lui: “C’è quasi l’attesa di dire: Hai visto? Sei raccomandato! Ma sono 43 anni che faccio questo mestiere!”.
A cura di Andrea Parrella
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La prima settimana del Mercante in Fiera di Pino Insegno non è stata da fuochi c'artificio. Il doppiatore e conduttore del programma che torna in Tv dopo anni su Rai2 ha raccolto risultati poco esaltanti nelle prime puntate, ricevendo non poche critiche per il calo dopo una partenza discreta, con ascolti scesi sotto il 2%.

Una strada in salita che Insegno aveva evidentemente messo in conto, visto anche il vociare che ha accompagnato il suo ritorno in Rai, inesorabilmente legato, oltre che alla sua storia professionale, anche alle simpatie politiche per l'area di centrodestra ora al governo. Insegno ne ha parlato a BellaMà con Pierluigi Diaco, che gli ha chiesto esplicitamente come stia in relazione a queste critiche e all'effetto che generano su di lui. "Male, male, male. Ci soffro moltissimo – dice Insegno – perché le critiche non sono logiche, non sono mirate. Uno inizia un programma e si aspetta vada male, a priori. Invece di dire che il game non mi piace e capire perché".

In sostanza Insegno chiede tempo e analisi più profonde, anche in relazione a uno spazio di palinsesto non favorevole per Il Mercante in fiera: "Rai2 è una rete che deve essere scoperta in certi orari. È stata una scommessa la mia, quella di accettare quello slot, che crescerà e arriverà dove deve arrivare. Un giornalista dovrebbe dire: il programma parte dallo 0,8%, allora che arrivi al 3% o al 4% è una fatica importante". Quindi sottolinea di percepire una forma di pregiudizio nei suoi confronti e l'attesa che fallisca: "C’è quasi l’attesa di dire: Hai visto? Sei raccomandato! Ma sono 43 anni che faccio questo mestiere!". Dispiaceri che non gli impediscono di continuare ad essere sereno:

Io mi ricarico uscendo, andando al bar a prendere un caffè e vedendo il sorriso del barista, di quello che mi offre il caffè o mi dà una pacca sulla spalla… Un microcosmo che mi ridà la forza di ricominciare.

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