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Lol 4 - Chi ride è fuori

Maccio Capatonda vince LOL 2: “Comicità che non avevo mai fatto, ho superato le insicurezze”

Parla Maccio Capatonda, che spiega perché lo show di Amazon potrebbe essere l’inizio di una nuova fase della sua carriera. E aggiunge: “LOL poteva essere uno dei reality che inventavo a Mai Dire Gol”.
A cura di Andrea Parrella
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Si è chiusa con la vittoria di Maccio Capatonda la seconda edizione di LOL – Chi ride è fuori, show comico di Amazon Prime Video che è stato un fenomeno indiscutibile delle ultime stagioni. Al secolo Marcello Macchia, Maccio ha avuto la meglio su Virginia Raffaele, che dopo sei ore di resistenza si è lasciata andare a una risata provocata, c'era da scommettere, da Corrado Guzzanti. Abbiamo intervistato Maccio Capatonda a poche ore dalla pubblicazione degli ultimi due episodi, per farci raccontare questa esperienza.

Innanzitutto complimenti, si possono fare per la vittoria di LOL?

Penso di sì. Più che della vittoria sono molto contento di essere arrivato fino alla fine con mostri sacri come Virginia a Corrado, che è tra i miei maestri, un personaggio che mi ha cresciuto dal punto di vista comico.

Il terreno è scivoloso, le puntate sono già uscite da diverse ore ma siamo ancora nel territorio dello spoiler. Come hai vissuto e come vivi questa cosa di non poter dire nulla?

Non ho parlato con nessuno e ho ancora il timore di poterlo fare, abbiamo questa clausola di riservatezza che da mesi ci impone di essere silenziosi su tutto. Avevo quasi paura di dire che avessi fatto il programma. Ma è giusto, perché LOL si basa essenzialmente su quella suspence. Io trovo sia molto bello vivere in funzione della messa in onda, come succedeva una volta con i telefilm.

Il duello finale tra Virginia Raffaele e Maccio Capatonda
Il duello finale tra Virginia Raffaele e Maccio Capatonda

Cambiano i tempi ma i meccanismi che funzionano restano uguali. Dopo anni di tutto e subito, binge watching, si torna a giocare con l'attesa dello spettatore, come accadeva un tempo. 

Sì, a me piace molto, credo dia più valore ai prodotti e secondo me Amazon avrebbe anche potuto osare immaginando tre momenti di uscita, anziché due.

Come hai vissuto il rivederti dall'esterno e guardarti insieme a chi non sapesse nulla di quello che era successo?

Per me era la prima volta in un programma di cui non avevo controllato regia e montaggio, si trattava di una situazione spiazzante, ne ero intimorito. Mi sono fidato perché è così che funziona LOL, ma le prime quattro puntate nemmeno volevo vederle, proprio per questo timore. Le ho spiate la mattina in cui sono uscite, poi le ho viste la sera con la mia fidanzata e i vicini di casa, ma avevo le mani sugli occhi.

Di cosa avevi paura?

In generale avevo timore delle mie reazioni e di quelle di chi mi stesse accanto. Quando sei dentro LOL vivi una realtà ovattata e ti sobbarchi anche delle responsabilità del programma intero, non solo delle tue. Inoltre c'era l'elemento aggiuntivo del confronto con la scorsa edizione che era stata stellare.

Come consideri il risultato (sia per te che per i tuoi amici)?

Visti tutti questi presupposti penso che il risultato sia ottimo. Hanno riso, gli è piaciuto e io mi sono un po' tranquillizzato, anche se trovo continuamente cose che avrei potuto fare e non ho fatto. Per me è stata traumatica in senso buono, mi buttavo per la prima volta in una comicità dal vivo che non esisteva nel mio repertorio, ho superato un limite che mi ponevo da anni.

Per esempio?

Su tutte la performance con i trailer, che io non avevo mai proposto così dal vivo. Uno di quelli che ho fatto – Babby l'orsetto – era storico, mentre gli altri erano nuovi. Questa per me è stata una cosa inedita.

Maccio ripropone i suoi celebri trailer dal vivo
Maccio ripropone i suoi celebri trailer dal vivo

In effetti si è percepita una progressione del tuo personaggio, nei primi episodi sembravi più legato proprio per questo retaggio da intrattenitore puro che ti mancava. 

Sì, l'evoluzione c'è stata anche perché dopo un paio d'ore ti apri. Ma va detta una cosa, non poter ridere minimamente, che in quel caso vuol dire non poter muovere nemmeno gli angoli della bocca, non era solo un motivo di inibizione, ma anche di tensione. Questo meccanismo di LOL è micidiale, ti impedisce di fare il matto per la stessa ragione per cui vorresti farlo, far ridere gli altri, perché rischi di ridere tu involontariamente. Col tempo però si è creata più confidenza, ci sentivamo tutti sulla stessa barca, sensazione durata pochissimo visto che la prima ammonizione ha resettato questa condizione di tranquillità.

La formula del divieto di LOL ricorda molto a quei reality parodia che facevi a Mai Dire Gol, cito "Il Gabinetto" dove il concorrente doveva fare di tutto per non cantare sotto la doccia. Avevi letto nel futuro?

Diciamo che quelle parodie nascevano dall'intento di creare delle esagerazioni su questo meccanismo di chiusura che è da sempre un principio base dei reality. Adesso che mi ci fai pensare, però, LOL poteva anche essere un mio finto reality della Gialappa's del 2005.

Ci avessi pensato prima, oggi saresti ricchissimo.

Ma forse non avrei fatto nient'altro, chissà. Magari propongo ad Amazon "Il divano scomodo" e vediamo che si può fare.

Alcune polemiche sull'edizione dell'anno scorso riguardavano il fatto che molte gag venissero riprese in maniera identica nelle diverse edizioni di tutti i paesi. Come hai pensato agli sketch da proporre?

Sono partito dall'idea di preparare solo cose che prevedessero possibili interazioni, penso che il segreto di LOL sia tutto qui. Puoi prepararti quello che vuoi ma paradossalmente è meglio se le tue gag non vengono come immaginavi perché c'è maggiore possibilità di spiazzare te stesso e gli altri. LOL è il territorio della cazzata all'improvviso e su questo non puoi mai prepararti abbastanza, ma solo lasciarti andare e sfidare gli altri concorrenti.

Questa edizione è uscita poche ore prima dell'invasione dell'Ucraina. La cosa ha fatto riflettere perché si è tornati a parlare dell'opportunità di ridere durante una guerra, un po' come era accaduto a inizio pandemia. Che ne pensi?

Durante la pandemia io avevo provato a sdrammatizzare sulla vita di clausura in casa del lockdown, senza mai parlare di Covid, provando a raccontare a modo mio una cosa che stavamo vivendo sulla nostra pelle. In questo caso è più difficile, ma io credo sia sempre possibile ritagliarsi lo spazio, nell'ambito di un'intera giornata passata a guardare notizie sulla guerra, per un momento in cui si rida. Penso anche che sia giusto concederselo e che non si faccia del male a nessuno, restando consapevoli del momento bruttissimo che si vive.

Ho chiesto a un amico cosa volesse chiederti pochi minuti prima di intervistarti. Mi ha risposto "un autografo", che è quasi una battuta in stile Capatonda. Sei consapevole di essere una specie di mito per una certa generazione?

Avverto di avere un grande calore da parte di una fetta di pubblico, però sono sincero nel dirti che non avverto questa mitologia della mia persona. Penso che chi fa il mio lavoro non possa avvertirla, perché altrimenti si adagerebbe sugli allori. Più che altro io vivo su di me la sensazione di inadeguatezza e insoddisfazione per ciò che faccio, che mi spinge sempre a fare meglio e cercare qualcosa di nuovo per il pubblico. Dopodiché ognuno ha le sue necessità di gratificazione e anche io vado a leggere i commenti, ma forse quelli negativi sono più stimolanti di quelli positivi.

LOL 2 ha mostrato un Maccio che non conoscevamo?

Direi che è stato un banco di prova per una riflessione sulla mia comicità, su quello che posso fare e cosa no, permettendomi di far capire anche come nascano certi numeri. Per quello che facevo io, il videomaker, andare in uno spazio così e fare quello che mi pare è un'occasione enorme. Ma credo valga anche per gli altri comici, trovarsi in quella stanza, con quelle regole, apre un'infinità di soluzioni, tant'è che come dicevo resta l'amarezza per quello che non ho fatto.

È il presupposto per farlo altrove?

Assolutamente, infatti sto iniziando a preparare uno spettacolo dal vivo, finalmente, dopo anni di timori e timidezze nei confronti di questo tipo di intrattenimento.

Conosci bene i Jackal e ci hai collaborato, hai parlato con Ciro Priello che aveva vinto la prima edizione? 

Non avevo detto a nessuno e nemmeno a lui che avevo vinto e non ci avevo potuto parlare nemmeno prima che venisse annunciata la mia partecipazione. Abbiamo fatto anche delle cose insieme nel frattempo, ma io non potevo dirgli assolutamente nulla. LOL è una doppia costipazione: non puoi ridere e non puoi nemmeno dirlo.

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