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Il ricordo di Lelio Luttazzi a Domenica In, la moglie: “Fu vittima di un orrore di Stato”

Ospite a Domenica In la moglie del musicista scomparso nel 2010, che alla fine degli anni Sessanta rimase vittima di un errore giudiziario che compromise la sua vita, costringendolo a quasi un mese di carcere ingiustificato.
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A cura di Andrea Parrella
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Lelio Luttazzi nella puntata del 21 maggio di Domenica In. Il grande musicista, scomparso nell'estate del 2010, è stato ricordato dalla conduttrice, Mara Venier, e la moglie Rossana Luttazzi. Una carriera, quella del musicista, che era stata radiosa fino alla fine degli anni Sessanta, con Luttazzi che aveva avuto grande spazio in televisione. Poi la vicenda che, di fatto, sconvolse l'esistenza del musicista, compromettendola inesorabilmente e indipendentemente dal suo valore. Lo racconta proprio la moglie, che conobbe Luttazzi cinque anni dopo il grande errore giudiziario in cui il musicista fu coinvolto:

Il giudice parla di orrore di Stato. Io l'ho conosciuto nel 75, cinque anni dopo questa esperienza. Aveva fatto 27 giorni di reclusione in cella di isolamento. Lui era molto amico di Walter Ciiari, che era a Bologna, telefona a Lelio e dice alla governante di scrivere un numero di telefono, perché da Bologna non riusciva a farlo. Chieda al maestro di farlo lui e dica di chiamarlo al Baglioni di Bologna. Lelio si sveglia, riceve questa commissione, fa il numero di telefono, risponde una voce roca, romana, gli passa la notizia e questo qui gli chiede se serva qualcosa. Lelio chiede cosa e il tizio risponde "nel caso chieda a Walter Chiari".

L'errore giudiziario e il risarcimento

Quindi prosegue: "Ci fu un'intercettazione telefonica, dopo dieci giorni sono arrivati a casa sua, l'hanno smontata. Non gli hanno messo le manette per fortuna, l'hanno messo in cella col buiolo, non aveva diritti all'avvocato e a lui lo permisero dopo 15 giorni. In galera scrisse Operazione Montecristo. Quando l'ho conosciuto erano trascorsi anni, ma arrivavano ancora nuvole nere, un dolore che l'ha inseguito per tutta la vita". 

Una vicenda che ha avuto risvolti e ha risarcito Lelio Luttazzi solo in parte: "Lelio ha iniziato a far cause per anni e anni, perché si scrivevano cose sbagliatissime. Con due case di un quotidiano molto importante e un settimanale, lui comprò la barca che chiamò Oblomov".

Il ritorno in Tv con Fiorello

Negli anni successivi il musicista si eclissò parzialmente dal mondo dello spettacolo, nonostante il sostegno dei tanti amici tra cui Arbore. Un grande ritorno ci fu, tuttavia, proprio in televisione: "Tornò in televisione con Fiorello, mi telefonò due o tre volte, io cercavo di convincere Lelio che inizialmente non voleva, ma alla fine Rosario lo ha convinto".

La morte nel 2010

Nel 2010 Lelio Luttazzi scomparso in seguito a una grave malattia, una neuropatia periferica che si era aggravata tre mesi prima del decesso. Muore per complicazioni la notte dell’8 luglio 2010 a 87 anni di età, nella sua casa di Trieste: "Non ero assolutamente preparata alla sua morte – racconta la moglie – l'unica idea geniale che abbia avuto in vita è stata quella di creare una fondazione  a lui intitolata un mese dopo la sua morte. È stato l'inizio di un percorso lavorativo e devo dire che il lavoro mi ha aiutata. Anche perché io sono molto severa con me stessa, non mi perdono nulla, penso si possa sempre fare meglio". "Non aveva capito di stare male, non così tanto", aggiunge Rossana Luttazzi, che ricorda tuttavia con affetto l'ultimo concerto tenuto dal maestro, nel 2009.

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