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Zeudi Di Palma, il fandom e i 100mila euro in beneficenza: quello che abbiamo saputo sulle raccolte fondi

Abbiamo verificato una a una le donazioni pari a circa 100mila euro totali che le Zeudiners, il fandom di Zeudi Di Palma, sostengono di avere destinato in beneficenza. Tra Gaza e l’Italia, ecco cosa abbiamo scoperto.
A cura di Stefania Rocco
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Grazie alla comunicazione che è stata fatta tramite i miei social, più di 100mila euro sono stati devoluti in beneficenza per Gaza”. Quando Zeudi Di Palma ha pronunciato questa frase a Belve, la scorsa settimana, abbiamo avuto l’impressione che la sua fosse stata una risposta improvvisata, quella di qualcuno che non conosce con precisione i dati di questo fenomeno. Qualcuno che si fosse limitato a ripetere, senza certezze precise, una serie di informazioni generiche apprese un po' per caso.

Di fronte a questa incertezza ci siamo quindi chiesti quanto ci fosse di verificato in questa dichiarazione: si trattava di una sparata televisiva partorita per giustificare “il fondo da 50mila euro” a lei stessa indirizzato dalle fan o c’era davvero della sostanza? Abbiamo quindi deciso di approfondire, di cercare di capire – raccolte, versamenti e cifre alla mano – quanto ci fosse di vero in quella dichiarazione.

E la risposta è stata una: tutto. Le donazioni esistono, sono state tutte correttamente versate e ammontano davvero alla cifra monstre di circa 100mila euro.

Per verificare ogni singolo dato ci siamo affidati a quanto comunicato nella pagina “charity” del sito Zeudiners che elenca decine di raccolte benefiche sostenute. A partire da quei dati, abbiamo proceduto a una verifica meticolosa di tutte le donazioni, voce per voce, contattando direttamente ogni singola associazione coinvolta.

E se sul fronte del suo canale Twitch stiamo ancora cercando di capire come si giustifichino statisticamente i numeri record e chi siano i principali finanziatori, sulla solidarietà la risposta è già arrivata. E questo è quello che abbiamo saputo.

Quasi 50mila dollari destinati alle associazioni attive a Gaza

Il primo scoglio che abbiamo cercato di superare era proprio quello citato da Zeudi nel programma condotto da Francesca Fagnani: i fondi per la Palestina. Fanpage.it si è messa in contatto con The Zaynab Project, associazione che fornisce aiuti umanitari nella Striscia. E la conferma è stata netta: dalle Zeudiners hanno ricevuto 43mila dollari, già utilizzati per l’acquisto di cibo e medicinali. Ma non è tutto: altri 9mila euro sono stati inviati ad altre due associazioni, Care for Gaza e GazaGreatMinds. Dunque, la donazione della quale Zeudi parlava genericamente è documentata.

Le associazioni attive a Napoli: versamenti sia al Pride che a Scampia

Ci siamo spostati quindi sul territorio nazionale e, in particolare, ci siamo messi in contatto con le numerose associazioni napoletane per le quali le Zeudiners avevano avviato una serie di raccolte fondi. L’associazione Dream Team – Donne in rete, attiva a Scampia (quartiere difficile del napoletano dal quale Zeudi proviene), ci ha confermato al centesimo ogni singola donazione indicata sul sito. La presidente ci ha inoltre raccontato di come decine di fan internazionali siano fisicamente andate a visitare la struttura, facendosi carico delle spese di viaggio. Lo stesso riscontro è arrivato dai rappresentanti del Vesuvio Pride e del Napoli Pride: le donazioni sono state regolarmente ricevute e, anche in questo caso, la community si è mossa fisicamente, arrivando da tutto il mondo per partecipare alla manifestazione a fianco dell’ex concorrente del Grande Fratello Vip.

Il sostegno alle associazioni che si occupano di bambini e animali

Abbiamo poi contattato gli enti che si occupano di salute infantile e tutela degli animali citati dal gruppo. Anche in questo caso, la risposta non è cambiata. Il Comitato Chianelli (che si occupa di sostenere i bambini colpiti da malattie oncoematologiche e le loro famiglie) e AGBE (Associazione Genitori Bambini Emopatici) hanno confermato la ricezione dei contributi. Circa 5mila euro sono stati invece destinati a una serie di canili in tutta Italia. In questo caso la verifica è stata ancora più specifica: i responsabili delle strutture ci hanno confermato l'arrivo non solo di denaro, ma di aiuti concreti come medicinali per patologie particolari e decine di confezioni di cibo. A confermare di avere correttamente ricevuto le donazioni raccolte dal gruppo anche OIPA, Asso.Gio.Ca. (l’associazione cui fa capo l’iniziativa Un paniere per te) e Salmastra.

Inusuali ma trasparenti: le cifre detratte per i regali a Zeudi Di Palma

Dall'analisi meticolosa delle singole raccolte (effettuate tramite piattaforme come GoFundMe, Chuffed o PayPal) è emerso un dettaglio interessante. In due sole occasioni, legate al Natale e al compleanno di Zeudi, una piccola parte della somma (sempre inferiore ai 1.000 euro) è stata scorporata dalla beneficenza per l'acquisto di un regalo fisico da destinare a Di Palma. Va sottolineato però un punto fondamentale: la natura mista della raccolta, sebbene inusuale, era dichiarata apertamente fin dall'inizio nelle comunicazioni ai donatori. Chi versava sapeva esattamente che una parte della cifra donata sarebbe servita a coprire l’acquisto di un regalo. Non sappiamo, invece, se e in quanta parte Zeudi abbia attivamente partecipato alle raccolte organizzate dalle sue fan.

In un periodo storico contrassegnato da storie come quella del cosiddetto “Pandoro-gate” in cui il confine tra beneficenza e marketing è apparso spesso opaco, quello di Zeudi Di Palma e della sua community resta un caso interessante da approfondire nel mondo della beneficenza reale e documentata, sebbene in questo caso ad adoperarsi in maniera indipendente da Di Palma siano soprattutto coloro che la sostengono. Se da un lato la nostra ricerca sulle dinamiche economiche che alimentano il suo canale Twitch resta aperta, dall'altro la prova dei bonifici non lascia spazio a interpretazioni. Che sia un'operazione di immagine o puro altruismo, poco cambia per chi quegli aiuti li ha ricevuti. Le Zeudiners, fandom spesso contestato per l’aggressività di certe reazioni, hanno dimostrato l’esistenza di un modello che non ha precedenti nella storia dei reality show. E questo, probabilmente, a prescindere dalla volontà di chi le ispira, che in questa occasione ha agito più come veicolo di condivisione che come reale motore dell’iniziativa.

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