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Milo Infante e l’offerta impareggiabile di Mediaset: “Rai può trattenerlo solo calandosi le braghe”

Sul destino di Milo Infante regna il silenzio assoluto. Lui non avrebbe ancora dato le dimissioni, ma tra i corridoi Rai c’è chi è convinto che il suo passaggio a Mediaset sia praticamente a un passo e che Rai abbia poche speranze di trattenerlo.
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Quindi Milo Infante lascia la Rai? È la domanda di queste ore, dopo il retroscena di ieri pomeriggio con cui DavideMaggio.it ha annunciato l'offerta di Mediaset per portarlo a Cologno Monzese e strapparlo al servizio pubblico. Le possibilità che il conduttore di Ore14 e Ore14 di sera, nonché vicedirettore nell'ambito della Direzione Approfondimenti Rai, possa effettivamente cambiare casacca sono concrete.

Il silenzio di Milo Infante dopo l'ultima puntata di Ore14 di sera

Al momento solo bocche cucite, da parte di Infante che dopo l'ultima puntata di Ore14 di sera dello scorso venerdì si è rifugiato in un silenzio, ma anche da parte Rai. In questi minuti Adnkronos fa sapere che l'azienda non ha ricevuto ufficialmente alcuna lettera di dimissioni dal conduttore, dopo che nelle scorse ore era emersa dall'azienda l'intenzione di provare a fare tutto il possibile per trattenerlo.

Ma fino a dove può spingersi questo possibile? L'offerta di Mediaset a Infante si muoverebbe su due binari: ruolo e compenso. Nel primo caso, l'azienda della famiglia Berlusconi avrebbe messo sul piatto un ruolo dirigenziale di rilievo e una cifra importante, probabilmente ben più alta di quella con cui la Rai può competere. Perché se sotto il profilo del ruolo il servizio pubblico potrebbe trovare spazi di manovra per presentare a Infante una controproposta adeguata, non è detto che al potere possano corrispondere soldi.

Cosa può fare Rai per trattenere Infante: i casi di Vespa e Maggioni

La Rai è infatti vincolata da un tetto stipendi da 240mila euro annui al quale Infante è già molto vicino. Il suo compenso è di poco superiore ai 230mila euro all'anno, come riporta il sito Rai. Per aggirare questo limite, lo ricorda in queste ore Affari Italiani, la Rai potrebbe adottare una soluzione simile a quella pensata per nomi come Bruno Vespa o Monica Maggioni, che hanno proseguito il loro rapporto con l'azienda in collaborazione esterna dopo il pensionamento e le dimissioni. L'escamotage ha consentito alla conduttrice di In mezz'ora e Newsroom di raddoppiare quasi il suo compenso in un anno.

Infante potrebbe essere trattenuto dalla Rai attraverso un simile stratagemma? Tra i corridoi del servizio pubblico la risposta che arriva a Fanpage è semplice e prosaica: "Se Rai si cala totalmente le braghe forse ce la fa". Non è chiaro fin dove l'azienda possa e sia disposta a spingersi, né come riempirebbe il vuoto lasciato da Infante (in queste ore si parla dell'ipotesi Giletti o di quella Sottile). Di certo questa estate sarà cruciale per la carriera del giornalista, un volto televisivo per troppi anni considerato una figura gregaria in Rai, che grazie a una professionalità e un'abnegazione notevoli, a 57 anni appare prossimo a uno scatto che lui riterrà certamente naturale e fisiologico, ma che ad occhi esterni ha il sapore della consacrazione. O scegliere la nuova via Mediaset, di certo più remunerativa e con l'entusiasmo dei nuovi progetti, o restare in Rai per rafforzare il suo posizionamento in azienda.

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