Milo Infante si è dimesso dalla Rai, ufficiale il passaggio a Mediaset. Il conduttore: “Per me è un punto di arrivo”

La telenovela si avvierebbe alla conclusione, e il finale sarebbe quello che la Rai temeva. Milo Infante avrebbe sciolto la riserva: il conduttore di Ore 14 avrebbe comunicato a Viale Mazzini l'intenzione di consegnare a breve le dimissioni per accettare la proposta di Mediaset, dove andrebbe a condurre una striscia quotidiana sulle reti del Biscione. Secondo quanto apprende Fanpage.it, l'offerta economica messa sul tavolo da Cologno Monzese sarebbe monstre, di quelle che non lasciano margini di trattativa a un'azienda pubblica vincolata dal tetto ai compensi. A riprova, il fatto che – come scrive invece Dagospia – a Infante sarebbe stata proposta la condirezione di Videonews, affiancando Siria Magri. "Offerta irrinunciabile", secondo gli addetti ai lavori.
La Rai, d'altronde, avrebbe potuto trattenere Infante solo "calandosi le braghe", come aveva dichiarato una nostra fonte nel tardo pomeriggio di ieri al nostro giornale. È stato fatto, eppure non è bastato.
Il comunicato Mediaset e la conferma di Milo Infante
Nelle ore successive alle indiscrezioni raccolte in questo stesso articolo, è arrivato il comunicato stampa di Mediaset con le prime parole di Milo Infante:
Mediaset per me è un punto di arrivo. Ringrazio Pier Silvio Berlusconi per la fiducia e per l'opportunità di entrare a far parte di una realtà che rappresenta da sempre un punto di riferimento per la televisione italiana. Affronto questa sfida con entusiasmo, curiosità e con la voglia di mettere la mia esperienza al servizio di nuovi progetti e nuove idee.
Confermate tutte le indiscrezioni. Si legge nel comunicato: "Infante sarà da subito al lavoro con il vertice aziendale per sviluppare nuovi progetti editoriali e televisivi. Il giornalista avrà inoltre un ruolo di vertice nell'area dell'informazione del Gruppo, contribuendo alla definizione delle strategie e allo sviluppo dell'offerta news di Mediaset".
La comunicazione della Rai
Poco più tardi, è arrivata anche la comunicazione ufficiale da parte del servizio pubblico con una nota alla stampa: "RAI comunica che si conclude la collaborazione professionale con Milo Infante, in seguito alla sua lettera di dimissioni formalizzata questa mattina al capo del personale". E ancora: "Nel ringraziarlo per l'attività svolta nel corso degli anni nelle strutture editoriali e produttive della Rai, l'Azienda gli rivolge i migliori auguri per il prosieguo del proprio percorso professionale".
Il confronto con la Rai e l'ultimo tentativo di Corsini
A ricostruire le ore decisive è stato Affari Italiani, secondo cui ieri si sarebbe svolto l'incontro tra il direttore dell'Approfondimento Paolo Corsini e Infante, suo vice direttore ad personam. Il giornalista aveva informato l'azienda dell'offerta di Mediaset con appena 24 ore di anticipo, quando ormai la notizia era diventata di dominio pubblico.
La Rai avrebbe provato a trattenerlo accogliendo la sua richiesta: portare la parte fissa del compenso a 240.000 euro, il massimo consentito dalla legge, indipendentemente dal numero di conduzioni. Lo stipendio di Infante si compone infatti di una quota fissa, legata al ruolo di vice direttore, e di un'indennità di conduzione per le presenze in video. Per ottenere un trattamento analogo a quello di Vespa e Maggioni, Infante avrebbe dovuto dimettersi da dipendente per firmare un contratto da esterno, fuori dal tetto: un'opzione che la Rai, sempre secondo Affari Italiani, non avrebbe escluso. Non è bastato. Dopo essersi preso 24 ore di riflessione, il conduttore avrebbe comunicato la sua scelta: Mediaset, fortissimamente.
C'è poi un dettaglio che racconta molto del clima attorno a questa operazione. Nelle ultime 24 ore, come risulta a Fanpage.it, a Cologno Monzese è scattato un vero e proprio silenzio radio. Nessuno parla, nessuno si esprime, nemmeno chi sarebbe direttamente toccato dall'arrivo di Infante e rischierebbe, legittimamente, di vedersi pestare i piedi.
L'approfondimento Mediaset è un territorio già affollato, con equilibri costruiti negli anni e gerarchie consolidate. L'innesto di un volto forte come quello di Infante, reduce da due stagioni di ascolti in crescita costante con Ore 14, è il classico sasso lanciato nello stagno. E allora ecco che la destinazione di Infante, almeno per adesso, sarebbe quella di un daily (come apprendiamo sempre da Affari Italiani) e non una prima serata. Si tratta di un dettaglio tutt'altro che secondario: occupare la fascia quotidiana, dove il giornalista ha costruito la sua identità televisiva più recente, calmerebbe gli animi dei colleghi che presidiano il prime time e ridurrebbe il rischio di sovrapposizioni interne.