A Milo Infante un contratto “stile Vespa” per restare in Rai senza il tetto dei 240mila euro da dirigente

Milo Infante non ha presentato alcuna lettera di dimissioni alla Rai al momento, è quanto riporta l'Adnkronos. Il conduttore di Ore 14 continua a essere al centro del tv mercato dopo gli insistenti rumors su un suo possibile passaggio a Mediaset, dove si è ipotizzato che potrebbe prendere il timone di un programma pomeridiano o in prima serata, sul binario che ora appartiene a Gianluigi Nuzzi.
Le voci provenienti dai corridoi Rai parlano di una trattativa serrata con la Rai perché questa ipotesi, quella del passaggio a Mediaset appunto, rimanga solo nel tam tam di notizie che da qualche giorno si rincorrono e lo vorrebbero anche in ruoli apicali. A quanto pare, Milo Infante starebbe trattando per la miglioria di un contratto che al momento gli impone un limite. "Sulla scia di quanto già accaduto ad altri volti dell'approfondimento Rai, da Bruno Vespa a Monica Maggioni, potrebbe, secondo alcuni, voler trasformare il suo contratto da dipendente in una collaborazione esterna pluriennale, che gli permetterebbe di sottrarsi al tetto retributivo di 240mila euro annui vigente per i dirigenti dell'azienda", riporta l'agenzia.
In Rai, infatti, Milo Infante ricopre un duplice ruolo di grande rilievo. È volto di punta di programmi di enorme successo, Ore 14 (nella pomeridiana di Rai 2) e Ore 14 di sera (in prime time, sempre sulla seconda rete) e ha dal febbraio 2022 ha l'incarico di Vice Direttore "ad personam" nell'ambito della Direzione Approfondimento, la macro-struttura Rai che coordina i programmi informativi e i talk show.
La concorrenza, in quel di Cologno, gli avrebbe allora offerto un pacchetto comprensivo della conduzione di un programma in prima serata e un ruolo dirigenziale apicale. Dai corridoi di Viale Mazzini (in particolare dalla Direzione Approfondimento guidata da Paolo Corsini) trapela però che la Rai stia facendo "di tutto per trattenerlo". Intanto la chiusura stagionale di Ore 14 ha portato con sé una frase di Stephen King, "ci sono altri mondi al di fuori di questo", che oggi più che mai è sembrata profetica.