Monica Guerritore: “Ho avuto un tumore e finito sei cicli di chemio, curata grazie alla diagnosi precoce”

Per quattro mesi Monica Guerritore ha continuato a presentarsi davanti a fotografi, colleghi e pubblico senza raccontare cosa stava vivendo. Dietro una parrucca con la frangetta, mentre portava in giro il suo primo film da regista dedicato ad Anna Magnani, l’attrice affrontava sei cicli di chemioterapia. Adesso, dopo aver concluso le cure, ha scelto di raccontare quel periodo che è riuscita a lasciarsi alle spalle.
"Ho finito oggi il ciclo di chemio di 4 mesi. Ed è tutto rientrato", ha raccontato in un video, spiegando che il valore fuori norma trovato ad aprile durante un controllo periodico è tornato nella norma grazie alla diagnosi precoce. La scoperta era arrivata all'improvviso, individuata per tempo grazie alla diagnosi precoce: "Era a metà aprile e a un controllo che faccio periodicamente, uno dei valori era fuori norma, il Ca125". Da lì il consulto con il suo oncologo, il professor Enrico Cortesi del Policlinico Umberto I di Roma, e l'inizio della terapia: "Pochi giorni dopo ho fatto la prima chemio, la prima di un ciclo di sei".
Monica Guerritore aveva già combattuto contro un tumore al seno nel 2006
Per l’attrice e regista si tratta del secondo confronto con una malattia di questo tipo. Era il 2006 e Guerritore si ammalò di tumore al seno. All’epoca aveva 48 anni e, come oggi, la scoperta era arrivata nel pieno di un impegno sul set. Fu Umberto Veronesi, cui scelse di affidarsi, a operarla tempestivamente. Il risultato dell’istologico svelò poi che si trattava di una malattia a bassa aggressività, cosa che permise a Monica di non sottoporsi alla chemioterapia adiuvante. Per curarsi fu sufficiente la terapia ormonale. Proprio quell’esperienza ha insegnato all’attrice il valore della prevenzione che, a distanza di 20 anni da quell’intervento chirurgico, le ha consentito di intervenire nel più breve tempo possibile anche questa volta.
La parrucca durante le presentazioni di Anna: “Non dovevo parlare di me, ma del film”
Monica, anche questa volta, ha scelto di restare al lavoro anche durante i cicli di cura. Quando i capelli hanno iniziato a cadere dopo le prime sedute di chemio, ha deciso di coprire i segni della terapia. Per evitare distrazioni e domande probabilmente. Voleva continuare a concentrarsi sulla realizzazione del suo film: "Da brava attrice ho nascosto dietro una parrucca con una frangetta e un taglio strano di capelli quello che mi accadeva". Così ha portato avanti le riprese di Anna, il film su Anna Magnani che rappresenta anche il suo debutto alla regia: "Dovevo andare avanti, e per farlo non dovevo far trapelare niente. Non era di me che dovevo parlare, ma del film".
Dopo la diffusione della notizia, Guerritore è intervenuta nuovamente per chiarire alcuni aspetti del suo racconto e chiedere cautela nel modo di riportare la vicenda. "Nessuna falsità dai giornali o dai siti… vi prego", ha scritto, spiegando di non volere generare alcun fraintendimento e che quel valore che aveva fatto scattare il campanello d’allarme è oggi rientrato. Ha preferito, ed è un suo diritto, non addentrarsi nei dettagli della diagnosi, né raccontare se si sia trattato di una recidiva o se invece la diagnosi si riferisse a un nuovo primario. Conta quanto lei stessa ha scelto di condividere, per poi chiedere di non avanzare alcuna supposizione.
I numeri del tumore al seno in Italia: fondamentale è la diagnosi precoce
La storia raccontata da Monica Guerritore riporta l'attenzione su un tema centrale nella lotta ai tumori: l'importanza dei controlli periodici. Nel suo caso, come ha spiegato lei stessa, è stato un valore fuori norma emerso durante un controllo a far scattare il percorso di approfondimento e a permettere di intervenire tempestivamente. Il tumore al seno resta la neoplasia più frequente tra le donne in Italia, ma negli ultimi decenni la possibilità di diagnosticarlo in fase iniziale ha cambiato drasticamente le prospettive di cura. La prevenzione e gli screening consentono infatti di individuare molti casi prima che la malattia raggiunga stadi più avanzati, aumentando le possibilità di trattamento efficace. In Italia sono 56mila le nuove diagnosi poste ogni anno. Nel 2026 si stima che la sopravvivenza a 5 anni per chi si ammala di questa patologia si attesti intorno all’88%.
La malattia che non deve definire: la scelta di Monica Guerritore
Per mesi Monica Guerritore ha continuato a fare quello che fa da tutta la vita: lavorare. Mentre affrontava la chemioterapia, l’attrice ha partecipato alle presentazioni di Anna, il film su Anna Magnani che segna il suo debutto alla regia, senza raccontare pubblicamente cosa stesse vivendo. Una scelta ponderata ma che affonda le radici in una esigenza profondamente personale: al di là del suo ruolo di figura pubblica, Guerritore non voleva che la malattia diventasse il centro dell’attenzione. Così ha trovato un modo per proteggere la sua parte più privata e allo stesso tempo continuare a portare avanti un progetto a cui teneva molto, senza che il focus si spostasse inevitabilmente altrove. Un modo per proteggersi comprensibilmente umano, quello di evitare che fosse la malattia a definirla. Da qui la scelta di parlarne solo quando avesse potuto parlarne al passato.