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“La Rai perde ascolti e autorevolezza”, l’ad Rossi sotto attacco in commissione di vigilanza

Dopo circa un anno di silenzio, l’ad Rai Giampaolo Rossi si presenta in commissione di Vigilanza. Duro l’attacco dell’opposizione, che contesta la gestione del Servizio Pubblico, sottolineando la perdita di ascolti e di autorevolezza oltre che la mancata pluralità di informazione.
A cura di Ilaria Costabile
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Dopo mesi di lunghissima attesa, l'amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi si è presentato in Commissione di Vigilanza. Tanti i temi affrontati e di cui è stato chiesto conto dopo oltre un anno di silenzio da parte della dirigenza Rai. Ne è emerso un confronto duro con le opposizioni, che hanno contestato la gestione del Servizio Pubblico.

Le contestazioni dell'opposizione: dal calo di ascolti, alla mancata autorevolezza Rai

Primo tema affrontato, il calo degli ascolti, soprattutto nei mesi di campagna referendaria, sebbene non sia solo questo il punto toccato dal capogruppo M5S in vigilanza, ovvero Dario Carotenuto, che ha esordito dicendo: "Non si può non constatare la perdita nella sfida degli ascolti con Mediaset e, allo stesso tempo, quella di autorevolezza rispetto a La7". L'esponente pentastellato ha poi continuato il suo discorso sostenendo che Rossi non ha mai davvero risposto alle contestazioni arrivategli circa la gestione di spazi informativi di necessaria importanza per il servizio pubblico, come il Tg1 e il Tg2, che hanno omesso di trattare argomenti rilevanti come la vicenda che ha visto protagonista l'orami ex sottosegretario alla Giustizia:

La presentazione di Rossi è sembrata più una fiction che un momento di informazione reale. Cosa è stato fatto quanto Tg1 e Tg2 hanno omesso per giorni di parlare del caso Delmastro? Che autorevolezza può avere una narrazione di questo tipo davanti a cittadini che ormai si informano anche sui social e sempre più spesso abbandonano il servizio pubblico? Le responsabilità sono evidenti.

Contestato un generale abbandono di tematiche importanti per un'informazione che sia plurale e variegata, ma incalza Carotenuto, anche le trasmissioni che erano solite occuparsene non hanno più la stessa voce in palinsesto: "Sono stati abbandonati temi fondamentali come l'ambiente, è scomparsa la trasmissione Petrolio e sono state tagliate puntate a Report. Eppure è anche grazie a Report se gli italiani hanno conosciuto vicende importanti, come quelle che hanno coinvolto Santanchè, oggi dimessasi". 

Infine, impossibile non menzionare il caso Petrecca. L'ex direttore di Rai Sport ha tratteggiato un ritratto della Rai con la sua telecronaca davvero desolante, oltre al fatto di essere stato più volte sfiduciato dalla sua redazione. Carorenuto chiede, quindi, se al suo posto verrà chiamato qualcuno di davvero competente: "o avremo una scelta dettata dalla vicinanza al governo?". 

Le risposte di Giampaolo Rossi alle opposizioni

Giampaolo Rossi risponde punto per punto alle contestazioni rivoltegli dalle opposizioni, sostenendo che l'offerta informativa sul referendum, in Rai, è stata ampia ed equilibrata, aggiungendo: "Vorrei ricordare, visto che vengono prese come modelli di pluralismo e di grande informazione altri broadcaster, che in realtà con due distinte delibere l'Agcom ha ordinato a Discovery Italia e La7 un riequilibrio perché dai dati del primo ciclo di monitoraggio era emersa una sotto rappresentazione delle posizioni del sì". In merito alla questione Petrecca, invece, sostiene la posizione di Marco Lollobrigida, attualmente a capo della testata sportiva:

La responsabilità attuale della testata è stata affidata in via transitoria al vicedirettore Marco Lollobrigida e quanto prima dovremo individuare il nuovo direttore anche perché la scadenza dei prossimi eventi sportivi, a partire dai Mondiali di calcio, esige una pianificazione che comunque è già in atto con l'azione che sta facendo il direttore ad interim.

Infine, Rossi si è concentrato su Sigfrido Ranucci, rivolgendogli un duro attacco dal momento che nei mesi scorsi ha contestato il concorso per interni Rai, che dividendo le risorse nei telegiornali regionali indebolisce trasmissioni come Report e Presa Diretta che rappresentano un valore aggiunto per la Rai; cosa che non farebbero figure come Tommaso Cerno e Salvo Sottile che, invece, contribuiscono ad affossare la Rai, essendo vicine al Governo.

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