Chi è Sabrina Martina, l’attrice che presta il volto a Giulia Cecchettin nel film “Se domani non torno”

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Ha 27 anni, una carriera tra cinema e fiction e una laurea in Psicologia clinica: Sabrina Martina interpreta Giulia Cecchettin in Se domani non torno, al cinema dal 5 novembre.

Prima di immaginare un futuro davanti alla macchina da presa, Sabrina Martina pensava di diventare traduttrice per i tribunali. La recitazione è arrivata quasi per caso, attraverso alcune fotografie scattate dalla madre e un corso a Roma. Oggi, a 27 anni, si trova ad affrontare uno dei ruoli più importanti e delicati della sua carriera: prestare il volto a Giulia Cecchettin in Se domani non torno, il film diretto da Paola Randi che arriva in sala giovedì 5 novembre e racconta la vicenda della giovane uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turettanella notte tra l’11 e il 12 novembre 2023.

Accanto a lei ci sono Filippo Timi, che interpreta Gino Cecchettin, Tecla Bossi nei panni di Elena e Tommaso Allione in quelli di Davide. Liberamente ispirato al libro Cara Giulia, scritto da Gino Cecchettin insieme a Marco Franzoso, il lungometraggio sceglie di guardare alla storia attraverso gli occhi della famiglia, raccontando non soltanto la scomparsa della ragazza, ma anche il dolore di chi resta e il percorso che porta a trasformare una perdita privata in un impegno pubblico contro la violenza sulle donne. Una responsabilità importante per Martina, chiamata a restituire sullo schermo non soltanto una figura diventata simbolo, ma soprattutto la ragazza che era prima della tragedia.

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Filippo Timi e Sabrina Martina

Dalla fotografia della madre ai primi provini: gli esordi di Sabrina Martina a 13 anni

Sabrina Martina è nata a Rho il 15 ottobre 1999. Ha vissuto nel Milanese fino ai 18 anni, prima di trasferirsi in provincia di Roma per seguire il proprio percorso professionale e universitario. La sua storia con la recitazione comincia quando ha appena 13 anni, senza che avesse mai pensato davvero di fare l’attrice. A raccontare come tutto sia iniziato è stata lei stessa in un’intervista a Donna Moderna: sua madre Anna, che realizzava bomboniere a mano e aveva una passione per la fotografia, amava scattarle immagini e aveva trovato nella figlia il suo soggetto preferito. Un’amica di famiglia, colpita dalla sua espressività, suggerì di inviare quelle fotografie ad alcune agenzie. Una di loro la contattò e le propose un corso di recitazione a Roma, inizialmente organizzato per otto sabati. Quei pochi incontri diventarono quattro anni di studio, durante i quali la madre la andava a prendere a scuola, la accompagnava in stazione sul treno per raggiungere la Capitale e la riportava a casa la sera. Un impegno non indifferente, affrontato mentre Sabrina frequentava il liceo linguistico a Legnano e cominciava a sostenere i primi provini. La recitazione, però, non era stata il suo primo progetto per il futuro: in un’intervista del 2021 a La Gazzetta dello Spettacolo, Martina aveva raccontato che avrebbe voluto diventare traduttrice per i tribunali.

La carriera tra cinema e televisione: da I Capatosta a Odio l’estate

Le prime esperienze professionali arrivano quando è ancora giovanissima. Nel 2015 entra nel cast di I Capatosta, sitcom trasmessa da Boing, nella quale interpreta Emma, mentre nel 2017 arriva uno dei suoi primi ruoli televisivi importanti, quello di Viola Morra in La strada di casa, la fiction di Rai1 con Alessio Boni. Nello stesso anno prende parte anche alla seconda stagione di Non uccidere. Poi, nel 2019, entra nel cast de Il silenzio dell’acqua, dove interpreta Grazia, un’adolescente di 16 anni con disturbo bipolare, e torna a vestire i panni di Viola nella seconda stagione de La strada di casa.

Parallelamente alla televisione, Martina si fa spazio nel mondo del cinema. Nel 2017 recita in La ragazza nella nebbia, il thriller diretto da Donato Carrisi, e l’anno successivo è nel cast di Nessuno come noi, la commedia di Volfango De Biasi. Nel 2020 arriva un’esperienza molto diversa dalle precedenti: Odio l’estate, il film di Massimo Venier con Aldo, Giovanni e Giacomo, nel quale interpreta Alessia, la figlia del personaggio di Giovanni Storti. Un set che le permette di confrontarsi con il registro comico e di lavorare accanto al celebre trio. Negli anni successivi continua a dividersi tra produzioni televisive e cinematografiche, da Luce dei tuoi occhi, la fiction di Canale 5 con Anna Valle, a Nero a metà 3, la serie Rai con Claudio Amendola. Nel 2022 torna sul palcoscenico con lo spettacolo teatrale World Builders, poi seguono il film L’Arca di Giorgio Caporali, arrivato nelle sale nel 2025 e la serie Tutta Scena, diretta da Nicola Conversa e disponibile su RaiPlay, in cui dà il volto a un’aspirante attrice alla ricerca del proprio posto nel mondo.

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La danza, la laurea in Psicologia clinica e la formazione a Londra

Accanto alla recitazione, Sabrina Martina ha coltivato per molti anni una grande passione per la danza, che ha accompagnato gran parte della sua crescita. A La Gazzetta dello Spettacolo aveva raccontato di aver frequentato corsi di danza per 18 anni, un’esperienza che le è tornata particolarmente utile sul set di Luce dei tuoi occhi, dove ha potuto mettere insieme le due attività, interpretando una ballerina. Tra il 2021 e il 2023 ha conseguito una laurea magistrale in Psicologia clinica all’Università La Sapienza di Roma, riuscendo a portare avanti contemporaneamente gli impegni sul set e quelli accademici. Non ha mai considerato la psicologia un’alternativa alla recitazione o un piano B. A Donna Moderna ha spiegato di essersi iscritta semplicemente perché le piaceva studiare, anche su suggerimento del fratello maggiore, che le aveva fatto notare quanto amasse trascorrere il tempo sui libri. Dopo la laurea ha sostenuto anche l’esame di Stato e ha raccontato di voler completare il percorso con l’abilitazione. Gli studi, ha aggiunto, le hanno permesso di conoscere meglio la mente umana e di comprendere più a fondo i personaggi che interpreta, rivelandosi utili anche nel lavoro su Giulia.

La formazione artistica è proseguita anche fuori dall’Italia. Nel 2023 ha frequentato alla Royal Academy of Dramatic Art (RADA) di Londra il corso intensivo Spoken English for Actors, dedicato all’inglese per attori. Nello stesso anno ha partecipato al seminario “Liberare la voce naturale”, tenuto da L. Gambardella secondo il Metodo Linklater, un approccio al lavoro vocale che punta a rendere la voce più libera ed espressiva attraverso esercizi di respirazione, rilassamento e consapevolezza del suono.

Interpretare Giulia Cecchettin: il libro del padre, il provino e la responsabilità del ruolo

Per Sabrina Martina, Se domani non torno rappresenta un passaggio particolarmente significativo della carriera. Non soltanto per la portata del progetto, ma soprattutto per la delicatezza della storia che si è trovata a interpretare. Prima ancora di sapere se avrebbe ottenuto la parte, l’attrice aveva cominciato a prepararsi leggendo Cara Giulia, il libro scritto da Gino Cecchettin insieme a Marco Franzoso. Lo ha terminato in tre ore, piangendo continuamente, colpita non soltanto da quello che era accaduto alla ragazza, ma anche dal senso di responsabilità che aveva riconosciuto nelle parole del padre e nel suo desiderio di trasformare il dolore in speranza e in azioni concrete. Quando ha ricevuto la notizia di essere stata scelta, ha chiuso il telefono ed è rimasta dieci minuti in silenzio, senza riuscire a realizzare quanto stesse accadendo. “Ero felice ed ero spaventata“, ha raccontato a Donna Moderna. La paura era legata soprattutto alla consapevolezza del compito che le era stato affidato: restituire voce e corpo a una ragazza diventata un simbolo, senza perdere di vista la persona che è stata. Per affrontare il ruolo, Martina ha scelto di affidarsi completamente alla regista Paola Randi, che aveva avuto modo di confrontarsi a lungo con i familiari di Giulia e aveva maturato una visione precisa del racconto. In un’intervista al Corriere della Sera, l’attrice ha spiegato che l’obiettivo sul set era ricostruire la personalità e l’immagine di Giulia “con tutto il rispetto e il pudore possibili”, senza seguire l’onda mediatica e concentrando l’attenzione sulle emozioni.

Il suo coinvolgimento sul tema della violenza di genere precede l’assegnazione del ruolo. Sempre a Donna Moderna ha raccontato di aver partecipato alla manifestazione organizzata a Roma il 25 novembre 2023, pochi giorni dopo l’omicidio di Giulia, ricordando l’energia di quella giornata e la volontà condivisa di alzare la voce per rompere il silenzio che ancora circonda le vittime. Un’esperienza simile si è ripetuta durante la presentazione del film al Giffoni Film Festival, dove oltre cento ragazze e ragazzi tra i 15 e i 19 anni hanno assistito alla proiezione. Al termine, molti hanno sentito il bisogno di intervenire, raccontando esperienze personali o facendo domande su situazioni che fino a quel momento non avevano avuto il coraggio di condividere. Per Martina è stata la dimostrazione di quanto ci sia bisogno di confrontarsi, parlare e sentirsi ascoltati. È una delle ragioni per cui spera che Se domani non torno possa contribuire ad alimentare una riflessione che non si esaurisca con la visione del film: “Anche il cinema può dare il suo contributo”, ha spiegato, “perché è il mezzo più immediato e democratico per risvegliare delle riflessioni”. Una prospettiva che accompagna il suo lavoro e che restituisce il senso della responsabilità con cui ha scelto di interpretare Giulia.

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