Doc 4, Sara Lazzaro sulla morte di Agnese: “Ho provato malinconia, nell’ultima scena con Argentero stavo male”

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Intervista a Sara Lazzaro. L’attrice che nella serie Doc 4 interpreta Agnese commenta la morte del suo personaggio: “Lo sapevo da due anni, non è stata una mia scelta”. Poi si racconta: cosa ne pensa del finale, l’ultimo giorno di set con Luca Argentero, l’affetto travolgente dei fan e dove la rivedremo.

Sara Lazzaro ha interpretato Agnese Tiberi nella serie Doc – Nelle tue mani per circa sette anni. Nella quarta stagione, la trama racconta gli ultimi mesi di vita di Agnese dopo la diagnosi di mesotelioma al quarto stadio. Trascorre il tempo che le rimane con il marito Andrea Fanti, interpretato da Luca Argentero. L'attrice, nell'intervista rilasciata a Fanpage.it, ha colto l'occasione per precisare: "Non ho scelto io di lasciare la serie". Poi ha commentato il finale riservato al suo personaggio e ha ricordato l'ultimo giorno di set che non è stato affatto facile.

Cosa hai provato quando ti hanno comunicato che Agnese sarebbe morta?

L'ho saputo a novembre di due anni fa. Ad Agnese è stato diagnosticato un mesotelioma al quarto stadio, non c'erano molte vie di uscita. Non facciamo una serie fantascientifica, ma una serie medica realistica. Quindi, alla luce della direzione che hanno preso gli autori, era inevitabile raccontare la morte di questo personaggio. L'ho accettato, l'ho accolto, però ho avuto un momento di tenerezza e di malinconia all'idea di salutarla.

Cosa ha significato per te interpretare Agnese in questi anni?

Potrei scrivere un libro (ride, ndr). Agnese mi ha accompagnato per 7 anni. Sono cresciuta come donna, è stata una delle prime volte in cui ho interpretato una persona più adulta di me. Ho fatto i conti con un femminile diverso. Una madre che ha affrontato un lutto che io non posso comprendere fino in fondo perché fortunatamente non mi appartiene, però mi ha costretto a farmi delle domande molto profonde e significative.

Gli spettatori di Doc – Nelle tue mani hanno amato particolarmente il tuo personaggio.

Era divisiva. C'era chi l'appoggiava e chi non la comprendeva, chi ha visto durezza o antipatia e chi ha visto fragilità, vulnerabilità e dolcezza. È bello creare una crisi positiva nello spettatore e spingerlo a prendere una posizione. Ognuno è diverso e di conseguenza si pone con il personaggio in modo diverso. Agnese mi ha donato tantissimo. Sono molto grata, la amo moltissimo, è un personaggio che tuttora difendo. E poi ho un bellissimo rapporto con Luca (Argentero, ndr).

Avete fatto un bel pezzo di strada insieme.

Sono molto orgogliosa di quello che abbiamo costruito in questi anni e di quello che siamo riusciti a creare sullo schermo. Molte cose sono nate spontaneamente crescendo insieme. Ammiro tanto anche gli sceneggiatori che mi hanno scritto delle lettere e dei messaggi bellissimi quando hanno preso questa decisione per Agnese. Mi sono sentita sempre molto stimata e rispettata all'interno della produzione.

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Molti si chiedono se sia stata una tua scelta quella di lasciare Doc. Approfittiamone per fare chiarezza.

Ecco, dato che ho l'occasione di dirlo, preciso che non l'ho scelto io. È chiaro, però, che mi piaceva l'idea di tutelare il personaggio e me stessa in una narrazione che fosse interessante e utile. Questo penso che sia fondamentale sia da un punto di vista artistico, ma anche per il pubblico, perché il rischio è di scadere in un brodo riscaldato poco interessante. Anche da spettatrice non lo vorrei, non mi piace l'idea di reiterare cose già fatte.

Gli spettatori speravano di vedere Agnese e Andrea finalmente felici.

Ti dico il mio pensiero. Credo che Agnese e Doc, alla fine della terza stagione, abbiano raggiunto il loro traguardo: una pace con sentimenti corrisposti e non conflittuali. Sarò brutale, ma penso che in televisione o in una storia drammatica ci voglia sempre il conflitto. È quasi una consuetudine che i personaggi risolti poi lascino la serie, perché è come se non ci fosse più molto da raccontare. E poi Andrea Fanti è un personaggio ancora in viaggio, questo aspetto credo sia fondamentale per portare avanti la storia.

Sei soddisfatta di come è stata messa in scena la morte di Agnese, con brevi flashback che ripercorrono i suoi ultimi mesi di vita accanto ad Andrea Fanti?

Premetto che stimo gli sceneggiatori Francesco Arlanch e Viola Rispoli. Dopo tutti questi anni siamo amici e spesso mi hanno reso partecipe della scrittura. Ma in quest'ultimo anno mi sono messa un po' da parte perché riconoscevo che c'era un passaggio di testimone, c'erano nuovi attori, nuovi personaggi, nuove storie. Ho preferito affidarmi alla narrazione che loro volevano portare avanti. Ammetto che anch'io non mi aspettavo un'uscita di scena un po' in sordina, vista la portata del personaggio. Però forse un altro finale non sarebbe stato gestibile. So che molte persone sono rimaste un po' deluse di non vedere altro. Mi hanno scritto lettere bellissime. A volte non riesco a leggerle tutte.

Hai una tua idea di come avresti voluto concludere il percorso di Agnese?

No, no, non è il mio lavoro. L'unica cosa che avevo immaginato era un "episodio – spiegazione" in cui avrebbero potuto esplorare come Andrea e Agnese affrontavano questa dipartita. Però devo dire che nonostante io non ci sia, sono onnipresente nella serie. Il peso e il valore di Agnese li abbiamo costruiti in questi anni di presenza, non va via solo perché non ha screen time. Ho molta fiducia negli sceneggiatori. Però capisco la reazione di chi si era affezionato ad Agnese.

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Sui social i fan di Agnese continuano a protestare. Ho letto messaggi come "Agnese torna, non possiamo vivere senza di te".

Mi lusinga e ne sono felice. Come dicevo, anch'io penso che magari sarebbe stata bella una chiusura un po' più esaustiva, ma già mentre te lo dico mi rendo conto che non sarebbe mai bastato, non so se mi spiego. Però comprendo la necessità di alcuni fan che avrebbero voluto un distacco più accompagnato.

Generalmente gli attori che lasciano una serie fanno fatica a continuare a guardarla. È anche il tuo caso?

La sto guardando da fan. A differenza degli anni scorsi, non conosco la trama, solo le parti che mi coinvolgevano. Non conosco la linea di tutti i personaggi. Per me è un'occasione per rivedere i miei colleghi, sostenerli. Sono dei compagni di viaggio a cui voglio molto bene. Mi piace vedere il loro lavoro e come hanno voluto trasformare questa storia. Ammetto che la puntata inizia troppo tardi e quindi la recupero su RaiPlay, però sì, continuo a guardare Doc. Mi fa sorridere che ci sia ancora Sara Lazzaro nei titoli di coda. Alcuni fan mi scrivono: "Oddio, ho avuto brivido all'idea di rivederti"

C'è un ricordo in particolare a cui ricolleghi l'ultimo giorno sul set?

È stato tragicomico. L'ultimo giorno giravamo la scena in cui io e Luca Argentero siamo alla Galleria Vittorio Emanuele II. Gli dico che deve rifarsi una vita e lui mi risponde un po' male. Quella era l'ultimissima scena, però quella sera avevo 40 di febbre. È stata un'esperienza abbastanza mistica (ride, ndr). Stavo veramente male. Chiaramente non potevo evitare di girare, perché dietro c'erano cento persone che stavano lavorando. Penso che bisogna tenere conto di tutti i lavoratori e rispettarli. Ricordo che avevo un sacco di strati addosso, sembravo l'omino Michelin. Avevo bisogno di caldo, stavo malissimo e speravo di dire le battute giuste. Però è stato molto emozionante nonostante fossi un po' sconnessa. La scena era con Luca, ma è rimasto anche Marco Rossetti. Siamo amici anche fuori dal set, le nostre cagnoline vanno d'accordo.

Quindi sei ancora in contatto con gli altri membri del cast?

Sì, si è creata una famiglia. Abbiamo anche una chat attiva tra di noi. È tutto ancora vivo, chiaramente li vedo meno rispetto al solito, ma li sto seguendo in TV, li vedo crescere e sono molto orgogliosa di loro. Doc è una creatura che sta prendendo una forma nuova anche attraverso la scomparsa di Agnese che ha definito in qualche modo il percorso di Andrea Fanti. Accolgo il fatto che per permettere agli altri di entrare in una fase nuova, forse Agnese non ci può più essere. Tutto qui.

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Quando i fan ti incontrano per strada come reagiscono?

Mi dicono: "Ma sei più giovane di come appari in TV, sei diversissima". Per interpretare Agnese mi hanno reso un po' più signora. Io sono molto casual, sportiva, easy quindi c'è un divario. La gente mi guarda e dice: "Ma non puoi essere tu". Sì, sono io.

Cosa c'è nel tuo futuro professionale?

Amo fare cose diverse. Nel mio futuro c'è Belve feroci di Riccardo Antonaroli, ma non sappiamo ancora quando vedrà la luce. Poi ho girato un horror quest'estate, la prima volta nella mia vita. Ho recitato in inglese, essendo madrelingua californiana è stato anche bello per me poter recitare di nuovo nella mia lingua madre. È un progetto ambizioso con un personaggio totalmente diverso dal solito. E poi lunedì inizierò a girare una nuova serie di cui non posso dire nulla. E probabilmente ne avrò un'altra subito dopo. Si stanno presentando diverse occasioni dopo un anno particolare, con la morte di Agnese, la serie La legge di Lidia Poët  che chiudeva e con il punto di domanda su Call my agent. Ho voglia di fare cose nuove.

Vuoi aggiungere qualcosa prima di lasciarci?

Sono grata al pubblico e a tutti coloro che mi hanno scritto, spero che questa intervista sia un'occasione per ringraziarli. Sono stati veramente incredibili. Sono riusciti a connettersi con Agnese e a vedere tutte le sfumature che le ho dato, mi ha commosso. Agnese e Andrea sono stati per me un esempio di resilienza di coppia, di voglia di superare le avversità insieme. Li ringrazio perché anche attraverso questi due personaggi ho imparato qualcosa in più sull'amore e sul perdono. Essere Agnese è stato un onore. Vado avanti con la mia carriera, con la mia vita, però lei sarà sempre con me.

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