Ravagnani dopo lo scontro con Diaco: “Attacco violento e scorretto, grazie a Milly non mi sono sentito solo”

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Intervista ad Alberto Ravagnani che commenta su Fanpage.it lo scontro avuto con Pierluigi Diaco a BellaMà. Il concorrente di Ballando con le stelle parla di “un attacco violento e scorretto” e ringrazia Milly Carlucci e gli autori per avergli espresso vicinanza. Ora intende lasciarsi l’accaduto alle spalle e concentrarsi sul suo percorso nel programma di Rai1.

Alberto Ravagnani rompe il silenzio dopo il confronto con Pierluigi Diaco, che nel programma BellaMà lo ha incalzato con domande inerenti la sua sfera privata pretendendo di conoscere dettagli intimi anche quando il concorrente di Ballando con le stelle si è detto a disagio. In un'intervista rilasciata a Fanpage.it, il trentatreenne ha dichiarato: "È stato un attacco violento e scorretto". Tuttavia, si dice sereno e desideroso di mettere da parte l'accaduto e concentrarsi sul suo percorso nel programma del sabato sera di Rai1. Ringrazia Milly Carlucci e gli autori di Ballando che non lo hanno fatto sentire solo. La conduttrice, infatti, è intervenuta e ha dichiarato di trovare l'accaduto inaccettabile.

Alberto, come stai?

Bene. Sono sereno e carico per la puntata di sabato, anche se un po' scombussolato per il trambusto che si è creato.

Da ore si parla del confronto tra te e Pierluigi Diaco.

Non mi aspettavo quello che sarebbe successo, l'ho trovato un attacco violento e scorretto ma scelgo di guardare avanti con serenità, soprattutto se penso a quello che mi aspetta: la puntata di sabato e il prosieguo del percorso a Ballando con le stelle. Sono sereno e tranquillo, quindi spero che la faccenda si concluda qui. Per quanto mi riguarda è così. Ballando è la mia sfida, mi richiede impegno e so che mi fa bene, quindi desidero dedicare le mie energie al mio percorso, alle prove e al bellissimo lavoro che sto facendo con Erica Martinelli. Voglio continuare a vivere ogni momento con entusiasmo, passione e gratitudine, concentrandomi su ciò che conta davvero.

Milly Carlucci e gli autori di Ballando con le stelle ti hanno espresso la loro vicinanza.

Mi ha fatto molto piacere che Milly, come capofila, e dietro di lei tutta Ballando con le stelle abbiano manifestato vicinanza rispetto a quello che è successo. Non mi sono sentito solo e questo mi ha fatto capire che Ballando con le stelle non è solo un programma, ma è davvero una famiglia.

A Ballando hai dichiarato: "Continuano a vedermi come l'ex prete e inizio ad avere paura che questa cosa possa andare avanti per un po' di tempo". L'impressione è che nonostante tu non sia più sacerdote, molti vorrebbero che continuassi a comportarti come tale.

Il tempo che ci ho messo per prendere e metabolizzare la mia scelta è stato piuttosto lungo. Forse le persone hanno bisogno di più tempo per comprendere i passaggi che sto facendo. Lo capisco. Io non rinnegherò mai il mio passato, semplicemente oggi ho un'altra veste, un altro ruolo e dinamiche diverse. Però ogni volta che mi rimproverano perché mi comporto in un certo modo sento un po' di tensione dentro di me, sento stridere delle corde, ma credo che faccia parte del gioco. Devo evolvere come persona. Che sia la giuria di Ballando o un'intervista in un programma Rai qualsiasi, ogni situazione diventa per me un banco di prova in cui posso dimostrare anche a me stesso la nuova libertà guadagnata.

Se all'inizio Barbara D'Urso e Alberto Matano ti dicevano: "Tu sei qui per la tua storia, se non parliamo di quello di cosa parliamo?", nelle ultime due puntate la giuria ha parlato solo di ballo. Anche questa è una conquista. 

Ultimamente, in effetti, sta andando così. Non che io non voglia parlare della mia vita da prete, anzi mi rendo conto che da lì potrebbe venire fuori qualcosa che arricchisce le persone. Quella è la mia storia. Il contributo che posso dare al mondo, lo darò anche in quanto ex prete ovviamente. Però mi piacerebbe che la mia esperienza di vita venisse vista come un'opportunità, una risorsa, una ricchezza, come la vita di tutti d'altronde.

E poi c'è chi è convinto che per te fosse ancora troppo presto per partecipare a Ballando con le stelle, sindacando sui tuoi tempi. 

A chi mi dice: "Dovevi nasconderti dietro un sasso o in cima a un monte a pregare", io rispondo che mi sono nascosto nel segreto del mio cuore per un anno e mezzo abbondante. Ho dedicato del tempo al discernimento, al confronto. È stato un lavoro intimo e riservato fatto prima di prendere questa decisione. Certo, l'abbandono del ministero è un passaggio di vita importante, ma io non sono un'altra persona. Sto facendo un percorso di evoluzione che a un certo punto mi ha portato a una grossa discontinuità. Con il passare dei mesi, uno spettacolo a teatro e un viaggio dall'altra parte del mondo, è arrivata l'esperienza di Ballando.

Non credo comunque che ci si possa sentire autorizzati a giudicare le scelte di vita degli altri. 

Chi mi accusa pensa che per me Ballando sia un'opportunità economica e lavorativa. Invece, il principale motivo per cui ho deciso di accettare questa proposta è che ne ho bisogno. In questo percorso di evoluzione sento che mi fa bene. Non sono una persona superficiale, sono molto consapevole di quali siano i punti della mia umanità che hanno bisogno di essere toccati, curati, potenziati e hanno a che fare con il corpo, le emozioni, la relazione con gli altri, non sentirmi più dentro un ruolo che mette distanza fra me e il prossimo. Il ballo mi permette di fare tutto questo.

Carolyn Smith ritiene che il tuo percorso nel programma stia registrando un "miglioramento costante". Immagino che dietro ci sia tanto lavoro. Hai mai vissuto momenti di sconforto in sala prove?

Sì, in particolare durante la terza settimana. Mi sono trovato in difficoltà con l'esibizione, non riuscivo a fare le cose come avrei voluto, non riuscivo a performare e ho avuto un attimo di down. Paradossalmente quella settimana è stata la migliore, ho ricevuto il punteggio più alto.

Cosa provi poco prima di scendere in pista?

Tante cose, dalla paura allo sconforto fino al terrore (ride, ndr). Si mescolano tante emozioni. Poi mi dico che per fortuna c'è una maestra che balla accanto a me e allora mi rassereno e penso: "Ce la posso fare". Devo dire, però, che più vado avanti, più mi sento a mio agio. Non tanto con le telecamere, il pubblico, la giuria ma con me stesso. La sfida per me è questa: pensarmi come uno che balla, che si esprime attraverso il corpo, che deve riuscire ad arrivare al cuore delle persone, non con una predica o con un video ma con il mio corpo che si muove.

Un'ultima cosa. Rossella Erra, nella quinta puntata, ha dichiarato di essere convinta che tra te e Erica Martinelli ci sia un certo "calore" e sostiene di averlo notato dietro le quinte. Cosa ha visto?

Non so cosa abbia visto dietro le quinte (ride, ndr). Credo abbia visto due persone che ballano, che si vogliono bene, che stanno creando un rapporto. Avrà visto complicità, avrà visto del tenero, non lo so. Però ogni giorno io e Erica siamo qui e balliamo.

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