Mariasole Pollio conduttrice di Ante Factor 2026: “Il mio XPass è quello di Gabbani, sogno un biopic musicale”
Mariasole Pollio, 23 anni e un sogno nel cassetto nitido: fare l'artista. Da Ante Factor al set cinematografico, non ama le etichette e, allergica ai pregiudizi, ritiene che cinema, radio e tv siano un asse legittimo per chiunque voglia far parte del mondo dello spettacolo senza il limite della categoria. Nel backstage del talent torna a raccontare le emozioni dei giovani concorrenti prima di salire sul palco da giovedì 22 ottobre, in diretta dal backstage di XF poco prima di tutti i Live Show, su Sky e NOW. Tra talenti esplosivi e messaggi d'amore che la commuovono — come l'X-Pass di Giacomo Calò assegnato da Gabbani, Fanpage.it è in grado di anticipare che è lei il volto scelto per la seconda volta da Sky, dopo essere stata portavoce dell'Italia all'ultimo Eurovision Song Contest. Intanto si prepara al grande schermo dove interpreta Dorina al fianco del Pino Daniele di Massimiliano Caiazzo, nel film Je so pazzo di Nicola Prosatore (in uscita al cinema dal 15 ottobre), coltivando il sogno di un biopic su una cantante famosa: "Mi piacerebbe molto, un po' come ha fatto Serena Rossi con Mia Martini, che è una delle mie cantanti del cuore".
Sei cresciuta a Napoli ascoltando Pino Daniele, ma interpretare Dorina significa entrare anche in una dimensione più privata dell'artista. Qual è stata la scoperta più sorprendente che hai fatto su di lui attraverso questa storia?
Una conferma è vedere quanto quest'uomo amasse la sua musica in maniera viscerale. Era proprio tutto per lui: una ragione, un rifugio, secondo me anche una salvezza. Mi è piaciuto proprio vedere quest'uomo così sensibile, così attento al mondo, scrivere sia del lato migliore che in quello peggiore. Pino non si è mai risparmiato nel raccontare, ad esempio se parliamo di Napoli, né i lati belli né quelli più difficili: se pensi che diceva che Napul'è ‘na carta sporca, lo faceva con una grande sensibilità. Sono rimasta affascinata dall'umanità di quest'uomo, da questa poesia che non voleva essere perfetta e che, nella sua imperfezione, la rendeva così vera per tutti.
Sei spesso in giro e hai attivato una distanza, qual è il tuo rapporto con Napoli oggi?
È il posto dove torno per riconnettermi. Ricordo che prima, quando andavo a scuola o anche solo 5-6 anni fa, appena diciottenne, volevo evadere per scoprire il mondo e vedere cose nuove. Questo mi è servito per capire dov'è casa mia: casa è il posto in cui ritorni e ti ritrovi. Oggi per me Napoli è quel pensiero felice quando mi manca casa, quando voglio ritrovare la serenità.
Dorina non è soltanto la donna che ama Pino Daniele, è una persona con una sua identità molto forte, ha una sua storia. Come hai lavorato per darle una voce autonoma, senza farla diventare semplicemente un personaggio al servizio del protagonista?
Sono partita dall'amore, perché è l'amore che muove tutto. Più hai amato qualcosa, più ne hai sofferto, più ne hai capito la complessità e più hai deciso, nonostante tutto, di rimanere vicino a una persona che apparteneva alla sua arte. Abbiamo lavorato grazie alla generosità di Dorina: in una lunga intervista con Nicola Prosatore, si è aperta e ci ha permesso di capire quali fossero i suoi ricordi più belli e anche le sue ferite più profonde. Pper renderla vera e autonoma, ho voluto restituirle ogni emozione, anche i silenzi, perché era proprio dai suoi silenzi che traspariva una forza gigantesca. E soprattutto non l'ho mai giudicata: non ho mai giudicato le sue scelte né i suoi sentimenti, mi sono lasciata andare proprio alle emozioni.
L'hai incontrata di persona?
Sì ed è stato uno scambio incredibile, nel senso che mi ha aperto il suo cuore e i suoi ricordi. Volevo essere sincera e onesta con lei e con questo ruolo. Volevo raccontare le emozioni di questa donna che aveva una forza anche silenziosa, la forza di un legame molto giovane, di un'intimità, ma anche la complessità di stare vicino a un uomo così pieno d'arte come Pino. Non volevo fosse solo "la moglie di", ma una parte fondamentale nella vita di quest'uomo, che gli ha permesso secondo me di diventare il gigante che poi è stato.
Quando hai visto Massimiliano Caiazzo in scena per la prima volta, cosa hai pensato del suo modo di interpretare un personaggio quasi mitologico come Pino Daniele?
Ci siamo staccati completamente dall'idea del mito. Una volta capito quello che stavamo andando a fare, dopo aver studiato e scavato nella memoria, personale e collettiva, abbiamo iniziato a vivere i sentimenti di questi personaggi. Per me non c'era Massimiliano che interpretava Pino, ma un giovane Pino con la mia Dorina, e ci siamo tenuti per mano in questi sentimenti: dai primi incontri, alle difficoltà, al matrimonio, alla costruzione di una famiglia. Eravamo i nostri personaggi, non li guardavamo da fuori per dire "sto interpretando Pino" o "sto interpretando Dorina": eravamo liberi di divertirci, di essere onesti e di cercare di essere il più delicati possibile nel riportare queste emozioni in scena.
La canzone di Pino Daniele che è la colonna sonora della tua vita?
In questo momento, più di tutte, forse è Cerca ‘e me capì, ma anche Yes I Know My Way e Putesse essere allero. Non ne ho una sola, ogni periodo della mia vita ha una colonna sonora di Pino.
Parlando di X Factor: torni ad Ante Factor per raccontare i talenti prima che salgano sul palco. Quanta emotività ci metti nel fare da filtro prima che si esibiscano?
Io mi emoziono con loro. C'è un bellissimo scambio perché sono presente in quel momento e non cerco di rendere nulla di artefatto, voglio che sia tutto naturale. Li ascolto, li guardo e dico loro: "Ragazzi, io capisco la vostra emozione". E siccome amo e seguo il programma, guardo tutto, quindi quando li ho davanti so anche cosa c'è prima di quel momento. Cerco di stare lì calma, ma allo stesso tempo di far capire che c'è un'altra ragazza giovane che li capisce e che ha solo voglia di condividere un momento di felicità prima che si esibiscano.
Ante Factor, Prima Festival… è destino che tu debba anticipare sempre il meglio che verrà?
Pensa se dovessi anticipare il peggio! (ride, ndr) Questa è un'opportunità per poter crescere e imparare. Io guardo tutto quello che c'è prima, così mi preparo a quando dovrò fare quello che c'è dopo.
Ma intendi proprio come talento sul palco o alla conduzione?
Nel caso di X Factor, sono felicissima che ci sia Giorgia. Io parlo in generale, dato che mi hai citato anche il Prima Festival. Come cantante sul palco no, non rientra tra i miei talenti. Però mi preparo a tutti gli show per poi poterli, un giorno, condurre.
Comunque non mi sembra che tu abbia una cattiva voce…
Mi fa emozionare! Ti rivelo che mi piacerebbe fare un film che mi dia la possibilità di interpretare una cantante, ma ad oggi non vedo nella mia vita una carriera da cantante interamente dedicata alla musica. Vorrei che la musica continuasse a far parte della mia vita com'è oggi.
Quale cantante ti piacerebbe interpretare per un biopic?
Sai che non ci ho mai riflettuto seriamente? Ho sempre pensato: "Il giorno in cui arriverà, voglio che mi sorprenda".
Serena Rossi si è presa Mia Martini, e questo è un fatto.
Stavo per dire la stessa identica cosa (ride, ndr) Tra l'altro io amo Mia Martini e c'è anche uno dei ragazzi di X Factor che ha vinto l'X-Pass con Almeno tu nell'universo, quindi tutto torna in modo speciale.
Come sono i talenti di questa edizione?
Sono esplosivi. Vedo un'energia incredibile, proprio il fuoco negli occhi. Pensa solo all'X-Pass di Irama o a quello di Jake: due ragazzi giovanissimi con un timbro incredibile, che hanno veramente qualcosa da dire. Quando noto qualcuno che rappresenta la mia generazione con questo fuoco dentro, con la voglia di dire "io devo far parlare la mia musica", che quasi si spaventano prima di presentarsi e poi, quando cantano, tirano fuori i mostri che hanno dentro, dico: "Cavolo, se tutti riuscissero a parlare attraverso le proprie passioni, forse il mondo sarebbe più dolce".
È un po' il fine di X Factor quello di accompagnare la musica a un messaggio, no?
Assolutamente e mi ricorda sempre questo: la possibilità di tirare fuori anche le emozioni più cattive con una cosa buona come il proprio talento e le proprie passioni. Ad esempio c'è Danny Anania che ha cantato Non mi avete fatto niente di Ermal Meta. La performance può essere giudicata in vari modi, ma il mondo che quel ragazzo aveva dentro è oggettivo: quel graffio veniva da un dolore, si sente tutto, e quella roba mi paralizza.
Tra quelli dei giudici, qual è l'X-Pass che senti più vicino al tuo giudizio?
L'X-Pass di Gabbani, Giacomo Calò, che ha detto con le lacrime agli occhi che lo dedicava alla sua famiglia. Vedere un ragazzo così giovane che riconosce il valore della famiglia e dei sacrifici, e lo fa non solo per se stesso, è un messaggio d'amore potentissimo. E il voler realizzare i propri sogni non solo per se stessi, è un qualcosa in cui mi rivedo molto. Lui è arrivato con una missione, è molto chiaro.
Sul set devi scomparire dietro un personaggio, mentre nella conduzione porti in primo piano la tua personalità. In quale di questi mondi ti senti più vulnerabile e in quale più libera?
Forse nella conduzione sono più vulnerabile perché sono me stessa. Lì le emozioni sono live, non si possono rifare. Nel cinema, invece, abbiamo la fortuna di guarire i nostri dolori attraverso quelli degli altri. Per quanto riguarda la libertà, penso di rivendicarla in entrambi gli ambiti, perché non farei mai qualcosa che non mi rappresenta.
Un complimento che accogli senza imbarazzo e un pregiudizio che invece fai fatica ad accettare?
Mi piace tanto quando mi dicono che sono una grande lavoratrice perché mi sembra un modo di riconoscere il valore di quello che sto facendo e mi emoziona. Un pregiudizio che invece faccio fatica ad accettareè che un artista debba fare una sola cosa: o conduci, o reciti, o fai la radio. Lo trovo un pregiudizio totalmente old style. Che bello invece poter sperimentare più arti e conoscersi meglio. Io odio le etichette: l'arte è bella perché non si definisce.
A tal proposito, oggi ti muovi tra recitazione, conduzione e musica. Cosa risponderesti oggi a chi ti chiede cosa vuoi fare da grande?
Voglio fare l'artista.