Ballando, Filippo Zara sulla top line: “Ornella Muti era aggrappata a Pasquale, attacchi a Barbara D’Urso insensati”
Intervista a Filippo Zara, il ballerino e coreografo è un professionista noto al pubblico di Ballando con le stelle. Nel programma condotto da Milly Carlucci, infatti, ha avuto diversi ruoli. Ha accompagnato le ballerine per una notte e, nella passata edizione, ha sostituito Carlo Aloia al fianco di Nancy Brilli. Fanpage.it gli ha chiesto di fare luce sull'intricato caso della top line di Ornella Muti. C'era o non c'era? La giurata Barbara D'Urso, che ha sollevato il problema, ha ragione? Da sabato scorso non si parla d'altro: "Sono contento che la top line sia diventata virale. Finalmente si parla di ballo, si può dire che Barbara D'Urso abbia illuminato il nostro mondo".
Partiamo dalle basi, cos'è la top line?
Sinteticamente potrei dire che riguarda la postura della parte superiore del corpo, in particolare la posizione di spalle, braccia, collo e testa.
Barbara D'Urso ha ricordato a Pasquale La Rocca: "Mi facevi nera per la top line, mi aspettavo di vederla stasera, invece non l'ho vista". C'era o non c'era la top line di Ornella Muti?
Come hanno detto Carolyn Smith, Barbara D'Urso e Sara Di Vaira, la top line non c'era. Non mi spiego perché abbia causato tutto questo scalpore il fatto che l'abbia detto Barbara D'Urso. Sono d'accordo quando Sara dice che c'è un problema di comunicazione, si tende ad attaccare quello che dice Barbara, ma non ha senso perché Carolyn aveva espresso il suo stesso giudizio. E vorrei aggiungere una cosa.
Prego.
Barbara, nel corso della sua esperienza come concorrente a Ballando, aveva un potenziale diverso da quello che ha Ornella Muti. Né meno né più, semplicemente diverso. Ha studiato danza e Pasquale La Rocca, con lei, ha potuto puntare molto sulla tecnica perché le riusciva più facile. Questo è anche il motivo per cui Pasquale pretendeva tanto da Barbara.

Mi spiegheresti le imprecisioni nella top line di Ornella Muti?
La posizione dei gomiti, ad esempio. Erano molto bassi. Era un po' aggrappata a Pasquale La Rocca anziché essere appoggiata. I gomiti dovrebbero essere alti e creare una linea. La parte superiore del corpo dovrebbe essere molto allungata, estesa. Poi Pasquale La Rocca ha fatto una mossa furbissima, che da insegnante ho capito.
Quale?
Si sarà reso conto che Ornella aveva qualche difficoltà nella top line e ha puntato sulla fluidità della coreografia che era davvero bellissima. Per perfezionare la tecnica ci vuole tempo e credo che lui si sia reso conto che intestardirsi su quello rischiava di bloccare la fluidità del valzer. Quindi ha usato una posizione di allenamento.
Spiegami meglio.
È una posizione più chiusa che si usa quando si provano i passi o quando si spiegano durante l'insegnamento. Si usa tantissimo proprio perché ti permette di avere maggiore controllo del partner. Riesci a gestirlo meglio. Nella top line, invece, ognuno deve fare il suo. Quindi, come dicevo, Pasquale La Rocca è ricorso a una posizione di allenamento, più chiusa. Comunque la coreografia era talmente bella, che il fatto che la top line non ci fosse passava un po' in secondo piano. Ballando con le stelle, poi, ha una forte componente di show, spesso la coreografia non è estremamente fedele alla tecnica che applichiamo nelle gare. Stimo molto Pasquale, trovo che abbia una mente geniale a livello coreografico.
Come ti sta sembrando Barbara D'Urso nella veste di giurata?
Nella prima puntata mi sono chiesto: "Ma non sarà troppo buona?". Poi mi è piaciuta. Parla di danza e dice cose sensate, non solo perché ha studiato ma anche perché ha fatto un percorso pazzesco l'anno scorso. Si è impegnata. Lei e Pasquale erano molto focalizzati sul ballo. Hanno fatto davvero un ottimo lavoro. Viene attaccata perché parla di se stessa, ma credo sia normale che lo faccia dato che solo l'anno scorso ha vissuto quella stessa esperienza sulla sua pelle. A maggior ragione se hai davanti il tuo ballerino. A chiunque verrebbe naturale fare un paragone.

C'è una coppia che ti sta colpendo particolarmente?
Andy Díaz e Gioia Giovanatti. Secondo me non sono valorizzati abbastanza, perché ballano sempre tardissimo. Li trovo delicati. Gioia fa delle coreografie veramente belle. E poi mi sembrano molto affiatati, si vede che c'è tanto lavoro dietro. Le concorrenti, invece, sono tutte molto brave. Noemi Bocchi è pazzesca, continua a crescere. Insieme a Giovanni Pernice si sta impegnando tantissimo.
Ogni anno a Ballando si scatena il gossip su qualche coppia. Si parla di flirt e il più delle volte a sproposito. Mi spiegheresti che tipo di rapporto si instaura tra insegnante e ballerina?
Un rapporto che una persona che non balla non può capire. Un legame che nel nostro campo è normale e, ti assicuro, non si può paragonare a una relazione sentimentale. Io lo dico sempre: siamo amichevoli, ma non siamo amici. Si stabilisce un rapporto di grande fiducia, che a volte viene travisato.
Ti sarebbe piaciuto partecipare anche quest'anno?
Certo, a chi non piacerebbe partecipare a Ballando con le Stelle?
Come decidono su quali professionisti puntare?
Milly Carlucci è molto accurata e ragiona in base all'incastro giusto dei caratteri di allievi e ballerini. Anche se non c'è stata la partnership giusta per me, sono anni che lavoro con loro. Ho partecipando a Ballando on the road, ho vinto Dancing with the Stars Albania, poi mi hanno testato con i ballerini per una notte ed è stato bellissimo perché ho ballato con chiunque, da Anna Valle ad Arisa, da Maria Chiara Giannetta a Cristina D'Avena. E poi ho fatto un lavoro da 118 (ride, ndr). A Sognando Ballando, Pasquale La Rocca stava male e l'ho sostituito io. Stessa cosa con Carlo Aloia quando si è infortunato. Mi fa piacere che si rivolgano a me perché vuol dire che hanno fiducia. C'è un bel clima, è un bell'ambiente. Mi dispiace non esserci quest'anno, perché è sempre bello stare a Ballando.
Di cosa ti stai occupando?
Ho una scuola a Roma e ad Amelia. Faccio corsi in giro per l'Italia e il ballerino quando capita. Ho ballato con Raf e al Tim Summer Hits. Ho fatto dei videoclip. Insomma, mi do da fare. Nel mondo del latino è sempre un po' difficile lavorare, quindi sono andato fuori dagli schemi, concentrandomi più sul commerciale, sul moderno.