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Franca Leosini: “Alcuni uomini sono destabilizzati dal ruolo delle donne, sanno opporre solo violenza”

In un’intervista a La Stampa, Franca Leosini parla della sua iconica trasmissione “Storie Maledette”, che ritorna in una Rai completamente rivoluzionata. La giornalista, poi, commenta i recenti casi di cronaca che hanno scosso l’opinione pubblica dicendo: “Non concediamo al male l’aura di originalità”.
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A cura di Ilaria Costabile
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Tra i programmi che restano ben piantati nel palinsesto di Rai3 c'è anche Storie Maledette, l'iconica trasmissione condotta da Franca Leosini in cui la giornalista racconta nel dettaglio, attraverso interviste entrate nella storia della televisione, i più cruenti casi di cronaca. In un'intervista alla Stampa ha commentato anche gli avvenimenti delle ultime settimane che hanno scosso l'opinione pubblica.

Il ritorno di Storie Maledette in tv

Storie Maledette torna in una Rai rivoluzionata: "Non posso negare di aver perso tanti punti di riferimento" dichiara l'iconico volto di Rai 3 che aggiunge: "Cambiare non è mai facile e a Raitre, soprattutto, eravamo una famiglia. Ma diamo tempo prima del giudizio, non siamo frettolosi o imprudenti nel valutare". Franca Leosini è da sempre stata una maestra nel condurre interviste minuziose, puntuali, che non lasciano spazio all'intervistato, se non quello di una risposta che sia altrettanto chiara e pulita. A questo proposito la giornalista dichiara di non aver mai permesso che qualcuno leggesse prima le domande fatte in trasmissione:

Io sono rigorosa. Studio gli atti dei processi dalla prima all’ultima parola. E ho una regola, inderogabile: mai anticipare le domande. Un punto sul quale non transigo. Una volta ho buttato mesi di lavoro perché la persona da intervistare voleva sapere in anticipo quello che le avrei chiesto. Non è una recita a soggetto. Nessun patteggiamento. I delitti non si giustificano mai. Ma possono essere interpretati

Franca Leosini sui recenti casi di cronaca

Dopo anni trascorsi ad affrontare e raccontare casi di cronaca, Leosini ha maturato una certa esperienza a riguardo e non si tira indietro nel commentare gli efferati delitti consumati in queste settimane, sottolineando come il proliferare dei femminicidi sia il sintomo di una società in cui gli uomini non sanno gestire il ruolo delle donne. La giornalista, infatti, dichiara:

L’estate è una stagione molto violenta. Sorprende che sempre più donne siano vittime dell’attenzione omicida. Una scia di dolore che non accenna a placarsi. Ci si chiede quale sia il problema profondo. Ci si chiede che cosa scateni tanto odio. Certo, l’importanza e il ruolo femminile nella società di oggi è sempre più rilevante. E certi uomini, destabilizzati da questa realtà incontrovertibile, sanno solo opporre violenza. La nostra rilevante presenza, sociale e familiare, ha svelato tante inadeguatezze che si traducono in sangue. Un aumento del male negli ultimi anni? Sono i corsi e i ricorsi, non concediamo al male anche l’aura di originalità.

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