6 Dicembre 2022
11:28

Caterina Shulha: “In Italia ho realizzato i miei sogni, ma spero di tornare in una Bielorussia libera”

Caterina Shulha è la protagonista di due film usciti di recente in sala: “The Land of Dreams” e “Ipersonnia”, due progetti ambiziosi e insoliti per il panorama cinematografico italiano. La sua carriera, iniziata in tv, sta crescendo sempre di più e pensare che non avrebbe mai immaginato di poter fare l’attrice un giorno.
A cura di Ilaria Costabile

Grandi occhi azzurri, capelli biondi, sorriso angelico difficile dimenticare il volto di Caterina Shulha giovane attrice già protagonista di numerose fiction Rai e ora al centro di due importanti progetti al cinema, "The Land of dreams" e "Ipersonnia", che hanno spinto ancora più in alto la sua carriera. Si tratta di due titoli ambiziosi e che si distinguono nell'odierno panorama cinematografico, un musical e un thriller, sintomo del fatto che anche in Italia c'è la necessità di sperimentare e Caterina si dice pronta a cimentarsi in nuove sfide: "Per un attore è fondamentale superare i propri limiti".

A Fanpage.it la 29enne si è raccontata, parlando del suo passato in Bielorussia, dove è nata e cresciuta prima di trasferirsi in Italia a 12 anni, ricordando il suo primo set ed entrando anche dietro le quinte del suo privato, dove è mamma di Lorenzo, nato nel 2017 e delle gemelline Nina e Futura nate dalla relazione con Marco Belardi. Novità all'orizzonte, tra cui la seconda stagione della serie Sky "Il Re" con Luca Zingaretti, oltre che nuovi film al cinema in uscita nel 2023: "Sono molto felice" ci racconta, e non abbiamo dubbi sentendo vibrare la sua voce al telefono.

In sala il 29 novembre è uscito Ipersonnia, un thriller noir con Stefano Accorsi di cui sei protagonista. Un progetto ambizioso per il cinema italiano, ce lo racconti?

Ho avuto la fortuna di lavorare a progetti non ordinari per il panorama cinematografico italiano, è sempre una sfida. Ipersonnia è un thriller noir, ruota tutto attorno a un presunto complotto ai danni di David, il protagonista. C'è qualcosa di fantascientifico nell'immaginare un mondo in cui le pene carcerarie sono imposte attraverso un sonno intermittente, e poi c'è una storia d’amore. È un film distopico, anche visivamente è costruito in maniera inaspettata per il mercato italiano, infatti è stato venduto in molti Paesi, sarà in sala anche in Francia, in Belgio.

Il tuo personaggio, Viola, ha un qualcosa di etereo, si confonde tra la realtà e la fantasia di David (Stefano Accorsi). Come ha tradotto questa dimensione in scena?

Il ruolo di Viola è abbastanza ambiguo, sia nel contesto dei personaggi, sia nell'ambito della storia che compie continui salti temporali. Sembra quasi un personaggio immaginario, spunta lungo il percorso di David quasi come se fosse un'apparizione, è stato interessante capire come portarla sullo schermo. Mi sono focalizzata sulla storia d'amore, perché Viola è innanzitutto un personaggio che porta un po’ di calore in tutta la vicenda. Poi la resa delle immagini dipende dal regista. Tra l'altro c'è un dettaglio simpatico.

Ovvero?

È Viola di nome e di fatto, il viola è bandito di solito, invece è la prima volta che mi chiamo Viola in un film e indosso questo colore con una certa nonchalance, senza tener conto della scaramanzia.

Caterina Shulha è Viola in Ipersonnia
Caterina Shulha è Viola in Ipersonnia

Lo hai detto tu stessa, hai preso parte a progetti di ampio respiro. A novembre, sempre al cinema, è uscito "The Land of Dreams", un musical cosa che in Italia è piuttosto insolita. Quanto lavoro c'è stato dietro questo film?

La preparazione è stata senza dubbio più lunga di un film canonico. Sono stata scelta a fine maggio e per i primi di settembre avremmo dovuto registrare le canzoni a Roma, prima di partire per la Bulgaria, dove abbiamo girato gran parte delle scene. Per tre mesi ho preso lezioni di canto, mai fatto in vita mia, quindi ho iniziato dalle basi e in dieci giorni abbiamo registrato tutte le canzoni del film. A Sofia siamo rimasti quasi due mesi, provando le coreografie con i ballerini, le scene in piano sequenza.

Il film, tra l'altro, è girato in inglese.

Esatto, il co-protagonista è George Blagden che ha un tipico accento british. A film finito l'ho anche doppiato in italiano non volevo che mi doppiasse nessun'altro, è stato come girarlo di nuovo, una bella emozione.

The Land of dreams ha in sé richiami ad altri musical penso, ad esempio, a The Greatest Showman, ma c'è anche un certo richiamo fiabesco, come per la storia di Cenerentola guardando il personaggio di Eva. Quindi, cos'è che lo rende unico?

Sì, Eva è una lavapiatti, che pur lavorando continua a sognare. Credo che l'unicità stia nel fatto di poter mostrare quanto siamo capaci in Italia di realizzare prodotti del genere. Tutti i reparti del film, pur essendo una co-produzione, sono italiani, è come tornare indietro di anni, quando le nostre maestranze erano considerate inarrivabili. Spesso ci dimentichiamo di quanto eravamo bravi, anche a creare nuovi generi. Questo prodotto è sintomo del fatto che ci sono ancora dei progetti molto ambiziosi, in Italia a volte si ha paura di osare, invece bisognerebbe dare più voce a progetti nuovi, anche in vista dell'ascesa delle piattaforme che offrono prodotti sempre diversi.

Caterina Shulha è Eva in The Land of dreams
Caterina Shulha è Eva in The Land of dreams

C'è secondo te il rischio che si possa sperimentare più sulle piattaforme streaming che al cinema?

C'è molto più spazio, più possibilità, ma sono abbastanza serena sul futuro delle sale, a prescindere dall'ascesa delle piattaforme. Le presenze in sala sono crollate soprattutto dopo la pandemia, ma penso che chi era abituato non sarà mai assuefatto al fascino della sala.

Prima del cinema hai fatto tanta televisione. Due approcci completamente diversi alla recitazione, cosa hai portato con te del percorso in tv?

La televisione mi ha lasciato tantissima esperienza. Ricordo gli ultimi anni di fiction, soprattutto Un Passo dal Cielo, dove ho recitato per molto tempo, arrivavamo a girare anche venti pagine al giorno, quindi passare da questo ad un film per il cinema in cui si devono girare due o tre scene alla volta, ti fa rasserenare (ride ndr.) Ora, ad esempio, sto girando una serie per Sky (Il Re con Luca Zingaretti ndr.), dove i ritmi sono molto serrati e aver fatto molta tv ti dà quella velocità nel capire cosa ti stanno chiedendo di cambiare in un tempo ristretto, sapendo di non avere giorni per lavorare su quello che non va.

Caterina Shulha in Un Passo dal cielo
Caterina Shulha in Un Passo dal cielo

Un ricordo dal primo set.

Mi trovai a fare un provino per i Cesaroni, dove è accaduta una cosa che non mi è mai più capitata, il regista mi disse "guarda sei perfetta, io quasi ti confermerei". Il personaggio doveva guidare un motorino, quindi mi chiese: "Tu lo sai portare ovviamente" e io gli risposi di sì, ma il motorino non lo avevo mai visto nemmeno da lontano. Ricordo il set alla Garbatella, avevo preso tre lezioni per capire almeno come si accendesse un motorino, quindi avevo l'ansia di farlo partire, ma soprattutto di farlo fermare (ride ndr.) E comunque questo vizio non l'ho perso.

Quale vizio? 

Continuo a comportarmi così, mi dicono: sai andare a cavallo? Sì. Sei andata su Marte? Sì. Non è cambiato molto il mio approccio a questo lavoro. Poi subentra la responsabilità, quindi devo essere assolutamente in grado di fare qualsiasi cosa e allora inizio a studiare.

Una curiosità: è vero che hai introdotto una clausola in ogni tuo contratto che ti consente di tornare a casa il giorno del compleanno dei tuoi figli?

Con questo lavoro non sai mai quando inizi, quando finisci, capita che stia un mese intero a casa, come periodi in cui ci sono molto meno, ma non posso sapere se quei momenti combacino con i giorni del compleanno, che per me sono molto importanti, quindi ho introdotto questa clausola. È successo che in progetti con i giorni contati mi dessero da contratto solo il giorno del compleanno, per cui capitava che arrivassi la sera prima, e poi ripartivo la notte del compleanno, dopo averlo festeggiato. Da quando il grande è all'ultimo anno di materna devo inserire anche le recite di Natale, sto cercando di corrompere la troupe con dei cioccolatini per avere il giorno libero (scherza ndr.)

Hai dichiarato che se fossi stata in Bielorussia sarebbe stato impossibile fare questo lavoro. Avevi un sogno alternativo da bambina?

Da piccolina facevo dei mini concerti, organizzavo l'aspetto folkloristico di compleanni, feste in famiglia, ma non pensavo potesse mai diventare un lavoro, era un mondo impossibile per me. Una volta arrivata qui ho fatto il liceo linguistico, pensavo di voler fare la traduttrice. Quando ho fatto i primi provini pensavo fossero dei lavori in attesa di trovare, come dicono i genitori, "un lavoro serio", ma man mano che li facevo continuavo a superarli ed ero molto soddisfatta. Il resto vien da sé.

Pensi di far vedere ai tuoi figli dove è nata la loro mamma?

Il grande, Lorenzo, l’ho sempre portato, da quando è nato siamo andati almeno due volte all’anno. Ci ho sempre tenuto tantissimo. Quando vai lì è un po' come stare in un'Italia di almeno 30-40 anni fa, quindi ero curiosa anche di vedere il contrasto tra mondi diversi. Con le gemelline, che sono più piccole, ancora non sono andata, spero in un futuro di poter tornare in una Bielorussa libera.

Come hai affrontato questi mesi di angoscia per il conflitto in Ucraina?

Soffrendo molto. Ho mia madre qui, ma i miei nonni, mio zio, i miei cugini sono tutti lì, da qui posso aiutare e provare a fare qualcosa, ma non si può mai davvero comprendere come stiano vivendo le persone che sono lì. Nel mio piccolo, quello che posso fare è informare chi è qui, non solo attraverso ciò che si vede al telegiornale, ma raccontando anche vicende di persone che conosco.

Abbiamo parlato di sogni, ho letto che ti piacerebbe interpretare un personaggio "cattivo". Perché?

Sempre per sperimentare qualcosa di nuovo. Da quando ho iniziato questo lavoro, essendo io bionda, carina, minuta, dolce, non mi hanno mai fatto fare dei ruoli che avessero un lato oscuro, un po’ cattivo. Però c'è da dire che i ruoli femminili votati alla vendetta non sono tantissimi, manca questo lato noir, quindi vedremo. Chissà.

Paolo Belli:
Paolo Belli: "Mi spaventa il tempo che passa ma sono un privilegiato, ho realizzato i miei sogni"
Giancarlo Magalli dopo la malattia torna in tv:
Giancarlo Magalli dopo la malattia torna in tv: "Vi racconto la mia lotta contro il tumore"
Luciana Littizzetto riabbraccia la
Luciana Littizzetto riabbraccia la "figlia" Svetlana fuggita da Minsk: "Non ci siamo mai arrese"
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni