Dal 40,8% dell'estate del 2014 al 22,8% del dicembre 2017. Sono i numeri diffusi dall'ultimo sondaggio realizzato dall'istituto Ixè per l'Huffington Post a restituire con chiarezza le dimensioni della crisi del partito guidato da Matteo Renzi. Una crisi tanto più grave perché ormai mancano davvero pochi giorni allo scioglimento delle Camere e dunque all'avvio della campagna elettorale per le elezioni politiche del 2018. È molto probabile, infatti, che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella decida di dichiarare conclusa la legislatura già il prossimo giovedì, con l'avvio del processo che porterà il Consiglio dei ministri a individuare la data del ritorno alle urne (che dovrebbe essere il 4 marzo).

Stando dunque ai dati diffusi qualche giorno fa, il primo partito diventerebbe il MoVimento 5 Stelle, accreditato del 29% dei consensi e ancora in crescita rispetto alla precedente rilevazione. Il Partito Democratico scenderebbe al 22,8%, in calo di mezzo punto e ancora sotto l'effetto del polverone sollevato dal caso Boschi. Bene Forza Italia, al 16,2% e ampiamente in vantaggio rispetto alla Lega, data al 12,1% dei voti. Si complica, insomma, la corsa di Matteo Salvini, che intende ottenere la guida della coalizione nel caso in cui il suo partito superi quello di Silvio Berlusconi. Sempre in casa centrodestra, risulta stabile al 5% Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni.

A sinistra del PD si segnala Liberi e Uguali, la creatura politica guidata da Pietro Grasso, che otterrebbe il consenso del 7,3% degli italiani. Ormai irrilevante l'area centrista di Ap, all'1,2%, mentre una eventuale formazione di sinistra alleata al PD non andrebbe oltre il 2% dei consensi, una cifra non sufficiente a ottenere una rappresentanza parlamentare, in virtù della soglia di sbarramento della nuova legge elettorale, che è del 3%.