Silvio Berlusconi si candiderà alle prossime elezioni europee, molto probabilmente come capolista per Forza Italia. La conferma arriva dallo stesso ex Presidente del Consiglio durante un comizio tenuto in Sardegna: “Mi trovo costretto a scendere in campo per fermare questo governo, come dovetti fare nel 1994, quando mi sono candidato per fermare i comunisti”. Ricordiamo che ora Berlusconi è tecnicamente “ricandidabile”, dopo la decisione del Tribunale del Riesame di Milano di cancellare gli effetti della legge Severino nell’aprile del 2018 (e la successiva rinuncia dei legali del Cavaliere al ricorso che era stato presentato alla CEDU). L’annuncio arriva peraltro nel giorno in cui ricorre il venticinquesimo anniversario della nascita di Forza Italia, il partito cui Silvio Berlusconi ha legato il suo destino politico e che lo ha portato per tre volte a vincere le elezioni politiche, prima nel 1994, con la vittoria sul polo progressista, poi nel 2001 e infine nel 2008.

Da tempo si discute sulla possibilità che Berlusconi possa tornare a guidare in prima persona il suo partito, alle prese con una complessa crisi politica e con sondaggi che lo danno ben al di sotto della soglia del 10% e in costante calo rispetto alla Lega di Matteo Salvini. In occasione dei 25 anni di Forza Italia, appunto, il Cavaliere ha proclamato una mobilitazione dell’elettorato azzurro, spiegando quale sarà la collocazione politica della sua creatura:

Indosseremo i gilet azzurri, che a differenza di quelli gialli vogliono costruire e non distruggere, sono dalla parte di chi lavora, di chi crea lavoro, di chi dopo una vita di lavoro riceve dallo Stato la pensione che si è guadagnato, di chi aiuta gli altri con il volontariato. Per questo diciamo no alle politiche di questo governo, diciamo meno tasse alle famiglie e alle imprese, diciamo giù le mani dalle pensioni, diciamo giù le mani dal volontariato, giù le mani dall'Italia che lavora e che produce!

Forza Italia, che alle ultime politiche si è presentata alleata alla Lega di Salvini, nella lettura di Berlusconi resterà dunque nel campo dell'opposizione e "alternativa" al sovranismo giallo-blu. L'appuntamento delle Europee, del resto, consente ai forzisti di presentarsi formalmente distinti dai leghisti e dunque di rimandare la vera questione: cosa fare della storica alleanza elettorale?