Le polemiche degli ultimi giorni tra i due vicepresidenti del Consiglio, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, continuano. Anche sul caso delle indagini a loro carico per la nave Sea Watch. Di Maio non risparmia una battuta nei confronti di Salvini, annunciando di essere indagato anche lui: “Ho letto dell'indagine a carico di Salvini: ho ricevuto la stessa notifica, sono indagato anche io ma non mi sento Napoleone”, afferma da Dubai. Nell’inchiesta per sequestro di persona aperta dalla procura di Catania risultano quindi indagati anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, e, appunto, i due vicepresidenti del Consiglio. Anche se per tutti loro il procuratore Carmelo Zuccaro ha richiesto l’archiviazione al tribunale dei ministri di Catania.

Gli attacchi di Di Maio a Salvini riguardano anche altri temi, a partire dal battibecco su Roma con la sindaca Virginia Raggi: “Quando la Lega è un po' in difficoltà, perché a loro i sondaggi pesano di più, rimette in mezzo la questione Roma. È un giochino che ho visto fare più volte ma non rispondo perché quella città è stata divorata negli anni da mafia capitale e dobbiamo noi rimettere a posto. Ed è una città che ci è stata lasciata così dai governi di destra e di sinistra”.

In campo economico, Di Maio afferma che la previsione di crescita inserita nel Def – allo 0,2% – non tiene conto dei decreti crescita e sblocca cantieri. “C’è una situazione economica europea molto critica nella quale l'Italia combatte a testa alta, sempre grazie alle sue imprese che ci fanno ottenere questi risultati e che sicuramente nei prossimi mesi possono migliorare, se investiamo su esportazioni e innovazione – afferma –. Voglio ricordare una cosa. Noi è vero che abbiamo messo +0,2%, ma non rientravano ancora in questa previsione il decreto crescita e il decreto sblocca cantieri. Abbiamo segnato la produzione industriale più alta d'Europa, battendo Germania, Francia, tutti quanti”.

E proprio lo sblocca cantieri e il decreto crescita, secondo quanto assicura Di Maio, “dovrebbero andare in Gazzetta ufficiale tra oggi e domani”. Infine, un commento sulla Libia e sulle parole del presidente Sarraj, secondo cui 800mila migranti sarebbero pronti a partire dal Paese in caso di inasprimento del conflitto: “Non permetteremo mai che 800mila migranti arrivino in Italia dalla Libia. Non si può fare con le politiche adottate fino ad ora, bisogna farlo insieme all'Europa con una politica di redistribuzione e cooperazione per stabilizzare quel paese ed evitare fughe in avanti nel governo”.