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C’è una piccola storia istruttiva che volevo raccontarti, prima di lasciarti a domande e risposte. Sabato scorso un uomo ha accoltellato un altro uomo, fuori da un bar di Milano, senza alcun motivo apparente, pare per puro divertimento. L’accoltellatore aveva 22 anni ma pare che nessuno abbia messo in relazione la sua età con l’efferatezza del suo gesto. Era nato in Veneto, ma nessuno ha messo in relazione il suo luogo di nascita e di residenza col suo gesto. Ha studiato in scuole italiane, da insegnanti italiani e anche questo non pare sia stato evidenziato da nessuno. Però aveva due genitori originari del Gambia. E sui giornali, immediatamente, è diventato “il gambiano che ha accoltellato un italiano”.È una piccola storia istruttiva, perché spiega perfettamente cosa sia il razzismo.

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E ora, passiamo alle domande

  • Come riscuotere il credito di 1331 miliardi di cartelle esattoriali? Basta evasione fiscale. Stefano

Ciao e grazie per la tua domanda.

Sì, in questi anni il magazzino della riscossione italiana ha assunto delle dimensioni spropositate. Secondo i calcoli di Unimpresa a fine dicembre i crediti accumulati ammontavano a 1.331 miliardi di euro. Più o meno il 60% del Pil. Ti chiedi, giustamente, perché nessuno li riscuote. Parliamo di quasi il triplo dei tributi incassati ogni anno dallo Stato. Liquidità che potrebbe essere linfa vitale per le casse pubbliche. Il problema è che molti di quei soldi non sono recuperabili. Una parte consistente di quel magazzino infatti, è composta da crediti inesigibili, accumulati negli anni da soggetti che non possono pagarli: persone decedute, società fallite, nullatenenti o debitori privi di beni aggredibili. Secondo lo studio, solo 93 miliardi potrebbero essere davvero riscossi. In questi quattro anni il governo Meloni ha puntato su misure che si sono rivelate degli insuccessi. Al concordato preventivo per le partite Iva hanno aderito molti meno contribuenti rispetto ai numeri attesi e pure gli incassi delle rottamazioni sono stati decisamente più bassi delle aspettative. Peraltro, va aggiunto che quello delle rottamazioni non è certamente un modello che disincentiva l’evasione. Proporre sanatorie a ripetizione scoraggia i pagamenti spontanei, spingendo chi ha debiti ad aspettare il prossimo condono piuttosto che a saldare il dovuto. Ad ogni modo, negli ultimi anni alcuni strumenti hanno permesso di rafforzare la lotta all’evasione e migliorare la situazione. Tra questi il maggiore ricorso alla fatturazione elettronica, ai pagamenti digitali, o accorgimenti come l’abbinamento dei Pos ai registratori di cassa, che ha fatto emergere circa 5,3 miliardi di euro di scontrini in più nel giro di due mesi dalla sua applicazione. Non solo. In questi anni i controlli del Fisco sono tornati ad aumentare (pur rimanendo ancora sotto i livelli pre-pandemia). Come evidenziato dalla Corte dei Conti nel suo rapporto, le indagini finanziarie – ovvero i controlli diretti sui conti corrente dei cittadini – sono quasi triplicate in tre anni. Anche gli accertamenti ordinari sono cresciuti. Più di 220mila nel 2025. Un incremento che ha poi degli effetti sull’emerso, salito a 15,7 miliardi (a cui si aggiungono i 250 milioni emersi dalle indagini finanziarie). Chiaramente si tratta di cifre ridotte rispetto al totale dell’evasione ma la direzione è giusta. I controlli, insieme agli altri strumenti di cui abbiamo parlato poco fa, possono davvero essere una risorsa efficace per impedire che si formino nuove cartelle inesigibili e per recuperare quelle che hanno ancora concrete possibilità di essere incassate.

Giulia Casula, redattrice area politica

  •  Dopo tutta la polemica di Vannacci sulle tessere del Pd, ha ragione lui? È vero che ci  si può tesserare con nomi falsi? È un problema di tutti i partiti? Sergio

Caro Sergio, grazie per la domanda. Faccio un breve riassunto per chi non ha seguito la questione: prima il collega di Fanpage.it Marco Billeci ha rivelato quanto sia facile tesserarsi in Futuro nazionale con un’identità fasulla (un fatto non da poco, considerando che il partito di Vannacci rivendica di aver raggiunto oltre 100mila iscritti in pochi mesi); questo non dimostra che il numero sia gonfiato, ma che i controlli per evitarlo sono quasi inesistenti; poi il generale in persona ha replicato, dicendo che la stessa cosa vale per il Pd, e noi l’abbiamo smentito.

Non è finita qui. Vannacci ha risposto ancora una volta, con un video in cui sostiene di aver tesserato Biancaneve in un circolo del Pd. Peccato che in quello stesso video – come molti gli hanno fatto notare già nei commenti – si veda che l’account di Biancaneve è “non verificato”. Nel giro di poche ore, quell’account sarà bloccato. Quando questa newsletter arriverà ai lettori, già non esisterà più.

Insomma, la risposta è no, nel Partito democratico non ci si può tesserare con un nome falso. Come abbiamo già specificato, non è che i partiti ‘tradizionali’ siano immuni dai problemi legati ai tesseramenti. Anzi. E a Fanpage.it ci siamo occupati del tema anche quando riguardava il Pd. Solo che Vannacci, invece di prendere atto dei problemi della sua forza politica, ha preferito inventarsi una fake news su un’altra.

Luca Pons, redattore area politica

  •  Sono preoccupata per questo caldo ed è solo inizio luglio. Cosa dobbiamo aspettarci per il resto dell’estate? Ma soprattutto per i prossimi anni… Paola

Gentile Paola, grazie per la domanda. La tua preoccupazione è ampiamente comprensibile e condivisa, alla luce del rovente mese di giugno che abbiamo appena trascorso. Il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente ha rilevato che a giugno 2026, in Italia, sono state registrate anomalie termiche tra i 4 e i 6 °C (dati preliminari) rispetto alle medie del periodo, mentre in altri Paesi – in particolar modo Francia, Spagna e Regno Unito – tali anomalie sono state ancora peggiori: in alcuni casi sono stati toccati addirittura i + 15 °C rispetto alla media storica di riferimento. Questo caldo estremo, figlio della crisi climatica in corso, è stato innescato da una cupola di calore che ha lasciato imperversare l'anticiclone africano per settimane su parte dell'Europa occidentale. In passato l'aria caldissima del Sahara era tenuta “bloccata” sul Nord Africa dalla corrente a getto e altri fenomeni, che favorivano l'ingresso dell'anticiclone delle Azzorre più mite nell'area mediterranea; ma l'indebolimento del jet stream causato (anche) dal riscaldamento globale sta tropicalizzando il clima europeo, anticipando sempre più l'arrivo di questa aria desertica caldissima. Ne conseguono mesi di giugno spesso più caldi di agosto, un mese tendenzialmente più instabile, con più temporali e con maggiore aria fresca in arrivo dall’Atlantico (favorita anche dal rafforzamento del jet stream).

In sostanza, ad agosto le temperature potrebbero essere migliori di quelle che abbiamo dovuto sopportare a giugno, ma al momento, chiaramente, non vi è alcuna certezza. In genere il mese più caldo dell'anno è luglio e, secondo le previsioni, le prossime saranno settimane di caldo torrido, tuttavia anche in questo caso non sappiamo se si manifesteranno anomalie termiche come quelle che hanno imperversato il mese scorso. L'elemento più significativo di questa situazione è che non si deve confondere il meteo con il clima; a preoccupare gli scienziati, infatti, non è la singola cupola di calore, che poteva capitare anche in passato, ma il progressivo e inarrestabile trend in aumento delle temperature medie catalizzato dall'immissione di CO2 (anidride carbonica) e altri gas climalteranti in atmosfera. Come mostrano dati pubblicati dalla NASA, l'energia solare che colpisce la Terra non ha avuto variazioni significative dagli anni '50 del secolo scorso ad oggi, seguendo il suo ciclo naturale, eppure la temperatura globale è aumentata in modo rilevante. Il Sole, pertanto, secondo gli esperti non ha avuto e non ha un ruolo in questo aumento delle temperature, veicolato dall'impatto delle attività umane. Questo vuol dire solo una cosa: se non taglieremo i combustibili fossili in modo drastico e repentino, le temperature continueranno ad aumentare sempre più nei prossimi anni, andando ben al di là della soglia di 1,5 °C di riscaldamento oltre la media dell'epoca preindustriale. Ciò, fra le altre cose, si tradurrà anche in ondate di calore sempre più frequenti e insopportabili nel prossimo futuro. La speranza è che le istituzioni globali abbraccino compiutamente la transizione energetica, sebbene al momento i segnali siano tutto fuorché incoraggianti.

Andrea Centini, redattore area innovazione 

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