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fare Rumore è il senso di questa newsletter. Raccontare le cose, certo. Magari aiutarci a capirle. Ma soprattutto accendere la luce attorno a storie che altrimenti rimarrebbero al buio. O che ci tornano in fretta. La strage dei braccianti di Amendolara è una di quelle storie. Oggi rispondiamo a una domanda, su questa storia. Ma puoi contare sul fatto che ne parleremo ancora, ancora e ancora. Perché il caporalato è l’esempio perfetto di ciò che succede nell’ombra e in silenzio. E tocca a noi, tutti noi, fare sì che su quell’orrore la luce rimanga sempre accesa.

Buonasera, ma il presidente di Coldiretti Ettore Prandini non ha niente da dire per l'orrendo omicidio accaduto in Calabria? (però si è espresso in maniera molto chiara, nei confronti della trasmissione Report) Tutti, politici e forze dell'ordine, erano a conoscenza delle situazioni di caporalato.

Maurizio

Faccio io una domanda a te: dopo l’omicidio dei braccianti di Amendolara, quando prendi la frutta al supermercato ci pensi, anche solo due secondi, a come viene raccolta, a chi la raccoglie, a quanto è pagato e a che livello prevaricazione deve subire? Perché se c’è una cosa che poteva rendere quella storia meno orrenda di quanto lo è stata è che non ce la dimenticassimo subito. Che ci aiutasse a capire che c’è qualcosa di profondamente sbagliato nel chiamare qui della gente dall’estero e farli diventare fantasmi alla mercé della criminalità organizzata appena rimangono senza contratto. E nel comprare, come se niente fosse, magari contenti per un prezzo un po’ più basso, il frutto del loro sfruttamento.
Resistere all’indifferenza – di Coldiretti, della politica, dell’opinione pubblica – e chiedere che si faccia davvero qualcosa contro il caporalato è l’unico modo per evitare che non siano morti invano.

Francesco Cancellato, Direttore Fanpage.it

In merito al caso Minetti, la Procura di Milano ha chiuso il caso perché non sono stati riscontrati fatti che accusano la Minetti. Tuttavia mi chiedo e chiedo a voi: come si spiega la scomparsa della madre naturale e l'omicidio del legale?
Grazie.

Barbara

Ciao Barbara e grazie per la tua domanda.
Nella relazione trasmessa al ministero della Giustizia, la Procura generale di Milano ha concluso che i presupposti per la concessione della grazia a Minetti sono fondati. Le verifiche sullo stile di vita dell’ex consigliera lombarda, sulle procedure di adozione del bambino e sul suo stato di salute hanno portato i pm a ritenere “non corrispondenti al vero” le rivelazioni di stampa emerse dall’inchiesta del Fatto quotidiano. Nello specifico, per quanto riguarda il legale, gli inquirenti hanno chiarito che l’uomo deceduto in Uruguay in circostanze ritenute "non chiare" non fosse l’avvocato dei genitori biologici, ma esclusivamente il legale del bambino, peraltro favorevole all'adozione. Sulla sua morte, il procuratore uruguaiano avrebbe escluso il reato di omicidio. Per quanto riguarda la madre invece, la magistratura ha smentito l’esistenza di una battaglia legale per la custodia tra i genitori biologici e la coppia Cipriani-Minetti. La madre naturale sarebbe sempre risultata irreperibile.
Dopo il parere positivo della Pg, il Quirinale ha archiviato la questione confermando la grazia a Minetti. Il caso però, è tutt’altro che chiuso. Il direttore del Fatto, Marco Travaglio ha criticato il metodo dei magistrati milanesi, in particolare la mancata convocazione di alcuni testimoni sentiti dai cronisti, tra cui l’ex massaggiatrice della coppia (che nel frattempo ha cambiato versione sui presunti festini a base di droga e alcol), e ha minacciato azioni legali, mentre i legali dell’ex consigliera sono pronti a chiedere un maxi risarcimento. Non ci resta che seguire i prossimi sviluppi.

Giulia Casula, redattrice area politica Fanpage.it

Spiegatemi perché nelle scuole superiori non si riduce il numero delle materie, che sono tante, togliendo ad esempio il francese, religione, chimica in alcuni indirizzi non è necessaria, scienze motorie si possono svolgere nel pomeriggio, anche privatamente, in modo che i ragazzi abbiano il tempo di studiare meglio le materie che servono e abbiano il tempo di fare sport, attività artistiche, volontariato, socializzazione e partecipare ad azioni sociali e politiche?

Claudio

Ciao Claudio,
È vero che il sistema scolastico italiano – soprattutto alle superiori – si basa di una serie di materie che per tradizione rappresentano il substrato culturale su cui si forma la conoscenza degli studenti e li accompagna a scegliere il percorso post-scolastico che più si addice loro. Il numero elevato di materie serve a garantire una formazione democratica e completa, anche se il problema del sovraccarico è reale, costringendo molti a rinunciare ad attività extrascolastiche che pure sarebbero importanti per lo sviluppo personale. Forse, però, la soluzione non sarebbe tanto eliminare le materie (chi stabilisce cosa è utile e interessante e cosa no?) ma ripensare i programmi scolastici, per permettere agli studenti di avere il tempo anche di vivere la socialità, fare sport e socializzare, un po’ come avviene nel sistema scolastico anglosassone. Ma il dibattito su questo punto è vivo. Se vuoi saperne di più, ti consigliamo di iscriverti alla newsletter “La nostra scuola”, la trovi QUI .Troverai uno spazio di confronto e dibattito, in cui parliamo non solo dello stato attuale della scuola italiana ma anche di come potrebbe essere nel futuro.

Ida Artiaco, vice capa area cronaca e autrice “La nostra scuola”

Direi che è tutto, anche per oggi.
Grazie per averci accompagnato fino a qua.

Francesco Cancellato

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