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Ventiduenni morti in moto a Roma, la mamma di Elena Aubry: “Ogni volta rivivo il dramma di mia figlia”

Graziella Viviano, la mamma di Elena Aubry caduta dalla moto a 25 anni su via Ostiense, commenta gli incidenti mortali degli scorsi giorni tra Roma e provincia. “Serve agire seriamente con prevenzione e protezione”.
A cura di Alessia Rabbai
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Graziella Viviano e Elena Aubry
Graziella Viviano e Elena Aubry

I ventiduenni Lorenzo Rapisardi e Gianluca Fino sono solo gli ultimi giovani che hanno perso la vita in incidenti sulle strade di Roma, deceduti in uno scontro tra le loro moto domenica scorsa 10 maggio all'incrocio di viale Marconi e via del Valco di San Paolo. Tra la Capitale e la sua provincia nei giorni scorsi si contano diverse vittime: Emanuele Russo, 66 anni, morto in uno scontro tra il suo scooter e la sua auto a Grottaferrata; sul Grande Raccordo Anulare di Roma è deceduto il 27enne Riccardo Giorgini, in uno scontro tra due auto; il trentacinquenne Simone Contadellucci, morto nell'impatto tra la sua moto e un furgone a Tragliatella. Spesso i morti sulla strada sono motociclisti. Come lo era Elena Aubry, morta a 25 anni caduta dalla moto per il manto stradale dissestato, mentre percorreva via Ostiense il 6 maggio del 2018.

"Ogni volta che un giovane muore rivivo il dramma di mia figlia"

Elena Aubry
Elena Aubry

Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte tra i giovani in Italia, in particolare per chi viaggia su due ruote. Dal rapporto Istat–Aci nel 2024 i motociclisti morti sono stati 830, con un +13,1% rispetto al 2023. Graziella Viviano commenta i numeri delle vittime della strada: "Ogni volta che muore un ragazzo mi si spezza il cuore, rivivo il dramma di mia figlia. È come ripartire dallo stesso punto" spiega. "Paragono i motociclisti ai girasoli: amano il sole, il vento, la bella stagione. La moto rappresenta la vita, la luce…ma è un mezzo che non perdona, non hai una scocca attorno che ti protegge, non puoi sbagliare. Dico sempre, la prima cosa è metterci la testa: pensare che l’incidente non è qualcosa che succede agli altri, ma che potrebbe riguardare seriamente anche noi".

Incentivi su airbag, barriere ai guardrail e corsie dedicate

Via Ostiense a Roma, dov’è morta Elena
Via Ostiense a Roma, dov’è morta Elena

Cosa si potrebbe fare allora per cercare di evitare le morti sulla strada, nel caso specifico motociclisti? Graziella Viviano da anni si batte per la sicurezza stradale: "Mettere a disposizione degli incentivi per l'acquisto degli airbag per motociclisti ad oggi molto costosi, per permettere a chi vuole di comprarli a prezzi accessibili. In Francia le assicurazioni sono obbligate a versare una quota per la sicurezza stradale. Per quanto riguarda le soluzioni infrastrutturali, in Brasile ad esempio, hanno creato una corsia blu per le moto, si potrebbe realizzare lungo alcune delle strade principali di Roma, come il Grande Raccordo Anulare.

Un discorso a parte va fatto per i guardrail: per i motociclisti sono molto pericolosi, l'impatto contro queste barriere può amputare arti e rendere invalidi. E non abbiamo nemmeno dati precisi su quante morti causino. Dovrebbero essere sostituiti con i guardrail per motociclisti". Oltre ai centauri, molte vittime della strada sono pedoni. "Chi guida un’auto può diventare vittima o assassino nello stesso momento, bisogna essere consapevoli che ciò che guidiamo può diventare un'arma che uccide" commenta Graziella.

"Illuminare meglio gli attraversamenti pedonali"

Altra questione importante riguarda la scarsa illuminazione delle strade romane: "A Roma tagliano alberi ovunque, ma nessuno ha pensato alla cosa più ovvia: le fronde non devono impedire la luce dei lampioni sui passaggi pedonali, molti sono al buio. Bisogna rallentare in prossimità di un passaggio pedonale, ma deve essere visibile. Serve aumentare la potenza dei lampioni nei punti in cui si attraversa la strada. Penso, in generale, che per ridurre le vittime della strada si debba agire su due fronti, prevenzione e protezione".

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