Il ciclista Valerio Agnoli travolto da un’auto mentre era in bici: “Tanta paura, grazie a Vincenzo Nibali che era con me”

Stava viaggiando in bicicletta a Nord della Ciociaria, quando è rimasto vittima di un incidente che gli ha provocato diverse lesioni e lussazioni. Non appena si è rimesso, Valerio Agnoli, campione di ciclismo di Alatri, ha raccontato quanto accaduto sui social dove ha ringraziato non soltanto le persone presenti che lo hanno soccorso e aiutato, dagli amici e colleghi Vincenzo Nibali e Silvano Pomponi.
"Anche stavolta Vincenzo ha dimostrato ancora una volta che persona sia: mi ha soccorso e ha chiamato l'ambulanza – scrive, prima di accendere un faro sulla pericolosità delle strade – Sulla strada serve più attenzione. Che si sia ciclisti, automobilisti o pedoni, poco cambia: tutti abbiamo qualcuno che ci aspetta a casa, una famiglia, degli amici, dei figli. Fortunatamente, oggi posso raccontarla. La bici si ripara, il casco si ricompra. La vita è difficile che torni indietro".
L'incidente in Ciociaria di Valerio Agnoli: "La bici si ripara e il casco si ricompra. L'importante è essere qui per raccontare"
Dopo l'incidente a raccontare l'accaduto è stato lo stesso Agnoli. "Non sono abituato a condividere aspetti della mia vita privata o a cercare compassione sui social, li utilizzo principalmente per il mio lavoro e per raccontare progetti, sport e passioni. Ma questa volta sento di voler condividere un pensiero importante – esordisce in un post pubblicato sui social network – Sulla strada serve più attenzione. Sempre!! Che si sia ciclisti, automobilisti o pedoni, poco cambia: tutti abbiamo qualcuno che ci aspetta a casa, una famiglia, degli amici, dei figli. Fortunatamente, a parte qualche lussazione, qualche frattura e tanta paura, oggi posso raccontarla. E sinceramente, in 16 anni di carriera professionistica, tra milioni di chilometri percorsi in tutto il mondo, non mi era mai capitata una situazione del genere".
La paura è stata tanta. Come racconta lo stesso Agnoli, dopo aver rischiato che l'automobilista scappasse via senza lasciare le proprie generalità e aver allertato soccorsi e carabinieri nonostante il telefono non prendesse, l'epilogo non è stato negativo. Agnoli è stato trasferito d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale di Alatri.
"Alla fine possiamo dire che è andata bene.La bici si ripara. Il casco si ricompra. Una vita, invece, difficilmente torna indietro.E dopo 16 anni passati a correre in tutto il mondo, non tornare a casa questa volta per una distrazione sarebbe stato davvero assurdo – aggiunge – Grazie a tutte le persone che mi sono state vicine in quelle ore, a chi era fuori dal pronto soccorso ad aspettare notizie e soprattutto al mio amico Francesco Bucitti ,che è stato la mia ombra mentre io non ero lucido e non riuscivo a gestire la preoccupazione di casa. Ringrazio tutto l'ospedale e il personale di turno:professionali, umani e davvero straordinari".

Il ringraziamento all'amico e collega Vincenzo Nibali: "Prima che un campione, per me sei un fratello"
Nel corso del racconto Agnoli non ha potuto fare altro che ringraziare anche Vincenzo Nibali, amico e collega che si trovava con lui durante la biciclettata in Ciociaria. "Voglio ringraziarlo pubblicamente – aggiunge Agnoli – Prima ancora che un campione, per me è un fratello. In un momento complicato ha dimostrato ancora una volta che persona sia. Si è immediatamente accertato che anche l’altra parte stesse bene e, allo stesso tempo, ha avuto la lucidità di chiedere numero e targa auto e foto della situazione, perché si stava creando la sensazione che qualcuno potesse andare via senza lasciare generalità. Io ero a terra, dolorante in mezzo alla strada, mentre il mio amico Silvano Pomponi capiva se stessi bene e se il colpo alla testa, dopo il volo che avevo fatto, non fosse troppo serio. Vincenzo ha subito allertato ambulanza e carabinieri, nonostante in quella zona i telefoni prendessero a malapena".
Un incidente improvviso che avrebbe potuto avere conseguenze più gravi di quelle realmente riportate. "Alla fine tutto si supera, ma certe situazioni ti ricordano quanto possa cambiare tutto in pochi secondi!", conclude poi.