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L’alcol, i colpi con la stampella, il video mandato al figlio: così Monica Belciug ha ucciso Alberto Pacetti

Monica Belciug ha ucciso il compagno Alberto Pacetti dopo che lui le ha chiesto di non spendere i soldi che lui voleva dare ai figli. La donna, dopo averlo ridotto in fin di vita, ha mandato un video del padre agonizzante al figlio maggiore dell’uomo.
A cura di Redazione Roma
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Lo ha picchiato alla testa e sul corpo, probabilmente con una stampella, talmente forte da rompergli il naso, la milza e causandogli lesioni gravissime alla testa, tanto che la morte cerebrale è arrivata poche ore dopo il pestaggio. Monica Belciug, 36 anni, è stata arrestata con l'accusa di aver ucciso il compagno, il 60enne Alberto Pacetti, al culmine dell'ennesima aggressione. Lui, persona mite e totalmente succube della donna, non si è mai difeso: e così è morto a causa delle gravissime ferite riportate, con lei che è andata a dormire lasciandolo agonizzante in terra. La mattina dopo, lui era ancora lì, non era riuscito a muoversi. Lei, invece di chiamare un'ambulanza, ha fatto un video col cellulare, mandando le terribili immagini di Pacetti al figlio maggiore dell'uomo.

Solo alle 7.49 un'ambulanza varcherà la soglia dell'appartamento in via Angelo Fava: Alberto Pacetti, ricoperto di sangue e ormai privo di conoscenza, sarà trasportato d'urgenza al Gemelli, dove morirà il giorno dopo. Sarà una medica dell'ospedale ad allertare la polizia: il 60enne, infatti, aveva lesioni compatibili con un'aggressione, non con una caduta. Ossia la versione che Belciug, in modo confuso, aveva dato all'arrivo al Gemelli.

Sin da subito la versione della donna è apparsa illogica e insensata. Belciug ha raccontato agli agenti del commissariato di Primavalle che lei e Pacetti, il giorno precedente, avevano bevuto molto alcol: secondo la sua versione, avrebbero iniziato a bere birra intorno alle 14.30 e, a un certo punto, lui sarebbe caduto battendo la testa. La donna ha aggiunto di essersi sentita male, di aver vomitato più volte nel corso della notte e di non essersi accorta che il compagno fosse in fin di vita. Un racconto che gli investigatori hanno ritenuto poco credibile, tanto da accompagnarla in commissariato e arrestarla con l’accusa di omicidio.

Dalle indagini è emersa una relazione travagliata e un forte contesto di degrado. Secondo quanto ricostruito, Pacetti avrebbe incontrato Monica Belciug diversi anni prima: lei non aveva una casa, viveva in strada, e lui l'aveva accolta nella sua abitazione. Sin da subito però, la donna aveva mostrato degli eccessi d'ira molto problematici, tanto da portare Pacetti a rivolgersi a un Centro d'igiene mentale chiedendo di essere internato pur di passare del tempo lontano da lei. Anche la 36enne si era rivolta a un centro per provare a gestire la rabbia, senza successo, tanto da aver abbandonato il percorso tre mesi dopo. Il quadro che si è delineato è quello di una donna problematica e violenta, temuta anche dai vicini: più di una volta li aveva minacciati, dicendo di avere contatti con gli Spada e i Casamonica. Le aggressioni erano rivolte pure a Pacetti: la sera dell'omicidio la discussione sarebbe partita dal fatto che l'uomo ha chiesto alla compagna di non spendere tutti i suoi soldi in futilità perché erano da destinare ai figli. Qualche ora dopo, forse intorno alle 23, il pestaggio che lo ha poi portato alla morte.

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