Valerio Gentile sfregiato con l’acido dalla ex e morto in strada: ipotesi overdose, caccia al pusher

Potrebbe essere morto a causa di un'overdose Valerio Gentile, l'uomo trovato in stato confusionale in strada lo scorso venerdì 31 luglio, a qualche settimana da quando la ex compagna, al culmine di una violenta lite scoppiata nel pianerottolo del palazzo a Pomezia, gli ha lanciato l'acido sfregiandolo in volto e sul corpo e provocandogli ferite permanenti. Sul caso le indagini sono state aperte poco dopo aver appreso della notizia della morte avvenuta all'ospedale dei Castelli ad Ariccia.
Trovato in stato confusionale, Valerio Gentile muore poche ore dopo
Dopo essere stato dimesso dall'ospedale Sant'Eugenio, dove era stato ricoverato a seguito delle ustioni da acido, Valeri Gentile aveva iniziato a condividere il suo dolore sui social network e con i suoi amici. Fino a venerdì 31 luglio 2026 quando, poco prima delle 22, è stato notato da alcuni passanti in via Giorgio Amendola a Marino in strada in stato confusionale.

La sua presenza è stata segnalata con una telefonata al numero di emergenza unico 112: sul posto, a soccorrerlo, sono arrivati i carabinieri della compagni locale. Lo hanno subito riconosciuto e hanno allertato il 118 che lo ha trasportato immediatamente nell'ospedale di Ariccia. Gentile è rimasto nella struttura sanitaria a lottare fra la vita e la morte per poco meno di 24 ore: nel pomeriggio di sabato primo agosto ha perso la vita.
Le indagini in corso: per la Procura potrebbe essere overdose
Dopo la morte, la Procura ha aperto un fascicolo, al momento non sono presenti indagati, per morte come conseguenza di un altro reato. Da chiarire cosa possa essergli realmente accaduto. Fra le varie ipotesi prese in considerazione dalla Procura, c'è anche la possibilità che sia morto per un'overdose di cocaina. A riportare la possibilità, il quotidiano locale la Repubblica, che fa sapere inoltre che gli inquirenti sarebbero in cerca dello spacciatore che potrebbe avergli venduto la cocaina.
Nel frattempo verrà presto svolta un'autopsia sul corpo per confermare la presenza della sostanza dai risultati degli esami tossicologici, mentre la cartella clinica è già stata sequestrata dall'ospedale di Ariccia.

Sfregiato dalla ex, muore qualche settimana dopo
Gentile dopo i fatti, avvenuti lo scorso 9 luglio, aveva in iniziato a manifestare il suo malessere sui social network. "Non potrò mai più sposarmi così, sempre se rimarrò vivo, sembra tutto un incubo eri la mia vita il mio amore puro", scriveva.
"Hai distrutto la mia vita, hai distrutto un amore puro, almeno da parte mia – diceva ancora, allegando le foto delle ferite che portava in volto – Hai distrutto la tua vita. E perché? Per nulla. Come si può arrivare a gesti così estremi? Mi sembra un incubo, mi vergogno di uscire, manca l'aria, hai colpito la persona più fragile di questa terra. E non riesco a odiare, sai perché? Perché non ho mai odiato nessuno nella mia vita".
L'arresto della ex compagna è avvenuto lo scorso 22 luglio a Pomezia poiché gravemente indiziata per il reato di "deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso", cioè di averlo sfregiato provocandogli lesioni che resteranno per sempre. Il gip a carico della donna, una ventinovenne, aveva anche disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento all’ex compagno. Un provvedimento che, però, non è servito ad evitargli il peggio.
