Roner da cucina per trattare la droga, arrestati padre e figlio con 42 chili di stupefacenti a Campagnano

Padre e figlio in affari che avevano trasformato la loro abitazione in un vero e proprio deposito della droga, nascondendo oltre 42 chili di sostanze stupefacenti tra la casa, un magazzino, una struttura metallica e una casetta in legno all'interno della proprietà. La scoperta è stata fatta dalla Squadra Mobile di Roma a Campagnano, nella città metropolitana, dove i due, di 52 e 23 anni, sono stati arrestati con l'accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio.
Campagnano di Roma, la droga nascosta tra casa e pertinenze
L'operazione è scattata al termine di un'indagine che ha permesso agli investigatori di ricostruire il sistema utilizzato per custodire e gestire lo stupefacente. Durante le perquisizioni, gli agenti hanno trovato la droga, soprattutto hashish e marijuana, distribuita in diversi punti della proprietà, una scelta che secondo gli inquirenti avrebbe consentito di separare le varie sostanze e facilitarne la conservazione e la movimentazione.
Una parte dello stupefacente era stata occultata all'interno dell'abitazione, tra mobili ed elettrodomestici. Altri quantitativi sono stati trovati nelle strutture presenti all'esterno: un magazzino situato vicino all'ingresso carrabile, una struttura metallica e una casetta in legno. La distribuzione della droga in più nascondigli ha portato gli investigatori a ritenere che l'intera proprietà fosse utilizzata come base operativa per lo stoccaggio e la gestione delle sostanze.
Roner da cucina per trattare la droga
Nel corso dei controlli gli agenti hanno sequestrato anche diversi strumenti di solito utilizzati nel confezionamento della droga. Tra gli oggetti trovati ci sono bilancini di precisione, macchine per il sottovuoto, coltelli e taglierini con tracce di sostanza stupefacente. Nella proprietà sono stati rinvenuti anche due roner da cucina, apparecchi normalmente utilizzati per la cottura a temperatura controllata. Secondo gli investigatori, sarebbero stati usati per mantenere l’acqua a temperatura costante durante le fasi del trattamento della marijuana, così da favorire il processo di maturazione e l’incremento della qualità e del principio attivo. Al termine dell'operazione padre e figlio sono stati arrestati, con il provvedimento che è stato successivamente convalidato dall'autorità giudiziaria.