Ragazzo di 22anni torturato in un B&b di Trastevere: arrestati Il cantante Solø e l’attrice Jenny Matai

Avrebbero attirato con un pretesto un ragazzo di 22 anni in un bed and breakfast di Trastevere, chiuso a chiave in una stanza e picchiato per circa due ore tra calci, pugni, umiliazioni e minacce. Emergono nuovi dettagli sull'inchiesta che vede indagati quattro giovani, tra cui tre aspiranti cantanti partecipanti al concorso ‘Area Sanremo' 2025. Sono finiti agli arresti domiciliari Luigi Augusto Bellini, in arte Solø, tra i finalisti di Area Sanremo 2025, e la sua compagna, Xhensila Hoxha, attrice albanese nota come Jenny Matai. Per un terzo ragazzo di 23 anni è stato sottoposto all'obbligo di presentazione in caserma. Il gruppo è accusato, a vario titolo, di sequestro di persona, tortura e rapina aggravata per un violento pestaggio avvenuto nell'ottobre del 2025 in un B&b di vicolo del Bologna, nel cuore di Trastevere.
La ricostruzione del sequestro nel Bnb di Trastevere
Secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia Trastevere, coordinati dal sostituto procuratore Claudio Santangelo, all'origine dell'aggressione ci sarebbe una vicenda sentimentale legata a una donna contesa. L'ordinanza cautelare, firmata dalla giudice per le indagini preliminari Emanuela Attura, descrive un'aggressione preparata in anticipo.
La vittima sarebbe stata convinta da una delle persone coinvolte a raggiungere il bed and breakfast. Una volta entrata nella stanza, le sarebbe stato chiesto di registrare un messaggio vocale, poi inviato al fidanzato della donna. Subito dopo sarebbero entrati gli altri tre giovani, che avrebbero chiuso la porta impedendole qualsiasi possibilità di uscire. Fra loro ci sarebbe stato anche Bellini, cantante solista noto col nome d'arte di Solø e tra i dieci vincitori della competizione musicale ‘Area Sanremo'. Da quel momento, secondo l'accusa, sarebbe iniziato il pestaggio.
Due ore di botte, sevizie e umiliazioni
Per circa due ore il ragazzo avrebbe subito calci, pugni e colpi inferti anche con una collana a catena. Alle violenze fisiche si sarebbero aggiunte continue offese e umiliazioni. Gli investigatori contestano anche una serie di comportamenti ritenuti degradanti: gli avrebbero versato della birra addosso costringendolo poi a pulire il pavimento della stanza. Durante l'aggressione gli sarebbe stato sottratto il telefono cellulare per controllarne il contenuto e, prima di andarsene, gli aggressori gli avrebbero portato via anche i 15 euro che aveva con sé, episodio che ha portato alla contestazione della rapina aggravata.
Il giovane sarebbe riuscito a scappare soltanto approfittando di un momento favorevole, aprendo la porta della camera e fuggendo. Raggiunti i familiari e un'amica, si è poi fatto accompagnare al Policlinico Gemelli, dove i medici gli hanno diagnosticato la frattura dell'orbita sinistra con una prognosi di 30 giorni.
Le indagini dei carabinieri
Le indagini hanno raccolto, secondo la giudice, numerosi elementi a sostegno dell'impianto accusatorio. Oltre alle dichiarazioni della persona offesa e alla documentazione medica, i carabinieri hanno acquisito i messaggi scambiati prima dell'incontro e analizzato i tabulati telefonici. Gli accertamenti sulle celle avrebbero collocato tutti gli indagati nella zona del B&b nell'orario dell'aggressione. Ritenuto significativo anche il riconoscimento fotografico effettuato dalla vittima.
Secondo la gip, inoltre, in questa fase delle indagini le modalità dell'aggressione potrebbero giustificare anche la contestazione del reato di tortura. Secondo il giudice, infatti, il pestaggio sarebbe stato accompagnato da comportamenti caratterizzati da particolare crudeltà e da un trattamento inumano e degradante, aggravato dalle umiliazioni inflitte mentre la vittima era privata della libertà personale. Pur ritenendo concreto il rischio che episodi simili possano ripetersi, la giudice ha disposto gli arresti domiciliari per i tre principali indagati, tutti incensurati, mentre per il quarto è stata applicata la misura dell'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.