Nuovo sgombero del centro sociale Bencivenga a Montesacro: 60 anarchici portati in Questura

È stato sgomberato ancora una volta questa mattina il centro sociale anarchico Bencivenga di Roma, occupato una seconda volta nella notte fra sabato 11 e domenica 12 luglio. L'edificio era stato murato dalla polizia il 16 giugno scorso, dopo l'operazione che aveva portato all'arresto di sette militanti accusati di associazione terroristica. Sabato il tribunale del Riesame ha disposto la loro scarcerazione e la sera stessa altri attivisti sono rientrati nello stabile del quartiere Montesacro promuovendo l'azione e una serie di eventi per il giorno successivo attraverso i propri canali. I movimenti sono stati tracciati dalla polizia di Stato, che all'alba di lunedì 13 è entrata in azione. Nel corsa della nuova operazione di sgombero sono state trovate dentro lo stabile e portate negli uffici della Questura sessanta persone.
Le operazioni della polizia al Bencivenga occupato
La polizia è intervenuta con alcuni reparti di celere e nel corso delle operazioni sono state rimosse varie catene e lucchetti che sarebbero stati posizionati dagli occupanti. In azione anche i Vigili del fuoco che hanno rimosso una barricata posta difesa degli accessi all’interno della struttura mentre gli agenti circondavano l'area e i droni in dotazione alla Questura sorvegliavano il tetto per evitare che qualcuno si posizionasse lì come ultimo luogo di resistenza.
Alla fine i militanti libertari barricati dentro sono usciti in maniera spontanea anche grazie a una mediazione della digos. Sessanta in totale, sono stati accompagnati presso gli uffici della Questura per l'identificazione e il fotosegnalamento. Controlli anche su un altro gruppo del circuito anarchico romano, che sono accorsi in solidarietà e si sono posizionati sulla vicina via Nomentana. Una ragazza, identificata, è stata trovata in possesso di un tirapugni, mentre un altro aveva un adempimento di polizia giudiziaria pendente. Anche loro sono stati condotti in Questura e per la donna è scattata la denuncia per possesso e porto di oggetti atti ad offendere. L'edificio che a lungo ha ospitato lo spazio anarchico è stato passato al setaccio dalle unità cinofile antisabotaggio ed anti esplosivo ed è stato poi riconsegnato al Municipio III di Roma Capitale.
La nuova occupazione dopo la scarcerazione dei sette anarchici indagati
Il nuovo sgombero è scattato subito dopo la nuova occupazione dello stabile in via Bencivenga 15. Nella notte fra sabato e domenica scorsi un gruppo di anarchici era rientrato nel centro sociale. L'azione è avvenuta nelle ore successive alla diffusione della notizia per cui il tribunale del Riesame ha stabilito la scarcerazione delle sette persone arrestate lo scorso 16 giugno per associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico.
Due degli arrestati, per cui il giudice per le indagini preliminari aveva disposto la custodia cautelare in carcere, sono indagati anche per concorso nella realizzazione di attentato a impianti di pubblica utilità, interruzione di pubblico servizio e istigazione per delinquere, aggravati dalla finalità di terrorismo. Micol Marino e Nico Aurigemma sono, infatti, sospettati di aver piazzato l'ordigno che lo scorso 14 febbraio, in occasione dell'apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, ha danneggiato i cavi dell'Alta Velocità fra la Capitale e Firenze. Secondo le ricostruzioni della procura, i due sarebbero partiti proprio dal Bencivenga, passando per un buco nella rete retrostante e dal parco dell'Aniene, per arrivare al pozzetto in zona Prati Fiscali dove sono stati trovati i cavi danneggiati.
Non ci sarebbero, però, immagini dei due mentre si recano sul posto. Inoltre, il Riesame, accogliendo la richiesta di scarcerazione formulata del pool difensivo formato dagli avvocati Calia, Grenci, Rossi Albertini e Mosini, ha ritenuto che "non ci sono elementi idonei a dimostrare l'esistenza di un'associazione e la sua connotazione terroristica".