video suggerito
video suggerito

Estorceva denaro ai negozi di Tor Vergata, arrestato Domenico Spada: “Ti sparo alle gambe”

Avrebbe chiesto soldi a commercianti e clienti minacciandoli e richiamando il potere criminale della propria famiglia. Per un 31enne è scattato l’arresto.
Il quartiere di Tor Vergata (iStock)
Il quartiere di Tor Vergata (iStock)

Prima un bar di Tor Vergata, poi una ferramenta e infine un centro scommesse. Sempre con lo stesso copione: richieste di denaro, minacce e continui richiami al peso criminale della propria famiglia. Per questo Domenico Spada, 31enne appartenente al clan  criminale con una storica roccaforte a Ostia e ramificazioni anche nella periferia est della Capitale, è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

L'uomo era già in carcere per altri provvedimenti

Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della Procura, è stato notificato all'uomo nel carcere di Velletri, dove si trovava già detenuto per un'altra vicenda. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile e del VI Distretto Casilino, tra dicembre 2025 e aprile 2026 il 31enne avrebbe preso di mira diversi esercizi commerciali del quadrante sud-est della città, utilizzando intimidazioni e riferimenti alla propria appartenenza familiare per ottenere denaro e imporre la propria presenza sul territorio.

Le estorsioni ad attività di Tor Vergata

Il primo episodio contestato sarebbe avvenuto in un bar della zona di Tor Vergata. Qui l'uomo avrebbe preteso 30 euro prima dalla titolare e poi dai clienti presenti nel locale. Quando il cognato della donna si sarebbe opposto alle richieste, il 31enne lo avrebbe minacciato dicendo che lo avrebbe gambizzato. A rendere ancora più inquietante la scena, secondo gli investigatori, sarebbe stato il fatto che si fosse presentato con una mano sporca di sangue. Pochi giorni dopo sarebbe tornato davanti allo stesso locale a bordo della propria auto, in quello che gli inquirenti interpretano come un ulteriore gesto intimidatorio.

Tra marzo e aprile il suo obiettivo si sarebbe spostato su una ferramenta della stessa zona. In una prima occasione avrebbe chiesto 150 euro. Di fronte al suo atteggiamento aggressivo, la figlia del titolare avrebbe consegnato il denaro richiesto. Due giorni dopo sarebbe tornato nel negozio, contestando il prezzo di alcune bombolette spray e impossessandosi di due bombole di gas liquido approfittando di un momento di distrazione del personale.

L'ultimo episodio ricostruito dagli investigatori riguarda un centro scommesse. Qui il 31enne avrebbe preteso la restituzione di 1700 euro che sosteneva di aver perso giocando. Non ottenendo quanto richiesto, sarebbe tornato pochi giorni dopo per chiedere denaro anche agli altri avventori presenti nel locale. Per gli inquirenti, i vari episodi delineano un quadro di minacce sistematiche finalizzate a ottenere denaro e a rafforzare una condizione di assoggettamento delle vittime, facendo leva sulla fama criminale della famiglia di appartenenza.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views