Anarchici arrestati, a Vicovaro la riunione per organizzare “workshop” sugli esplosivi e sabotaggi ferroviari

Si sono ritrovati in un casolare sui monti nel comune di Vicovaro, in provincia di Roma, per una riunione di tre giorni, dall'11 al 13 luglio 2025, i sette anarchici colpiti questa mattina da misure cautelari con l'accusa di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico. Insieme a loro solo altri due indagati. Un meeting ristretto, lontano dalle città di provenienza, in cui cellulari e dispositivi elettronici sono rimasti fuori e di cui sono stati bruciati gli appunti. Gli agenti della digos, però, avevano già installato un sistema di captazione ambientale all'interno e una telecamera nel parcheggio. Tre giorni di discussioni che avrebbero ispirato la realizzazione di azioni di sabotaggio come quello che ha colpito la linea dell'Alta Velocità fra Roma e Firenze il 14 febbraio scorso.

I tre giorni di riunione nel casolare di Vicovaro
La giornata di venerdì 11 luglio è dedicata agli arrivi "alla spicciolata", le vere discussioni operative e strategiche si sviluppano tra sabato e domenica, prolungandosi per quasi quindici ore. Un primo terreno di divergenza riguarda livello di dettaglio da inserire nei comunicati. Nico Aurigemma, romano classe 1990 e uno dei due accusati di aver posizionato l'ordigno che il 14 febbraio 2026 ha paralizzato il traffico ferroviario di tutta Italia, "ragiona sulla possibilità di inserire all'interno delle rivendicazioni dettagli su come realizzare le azioni", si legge nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dalla giudice per le indagini preliminari Rosalba Liso. Una posizione che non trova d'accordo Francesco Benedetti, militante di Terni sottoposto a custodia cautelare in carcere: "Se l'hai fatta con lampadina e fili elettrici vanno a ritroso anche sull'oggetto", diceva esprimendo il timore che fornire spiegazioni tecniche potesse aiutare le indagini della polizia.
"Mi preoccupo di dare informazioni alle guardie o di mettere nelle condizioni molti di fare azioni? Questa è la giusta analisi da fare", risponde Aurigemma, che nel corso delle giornate si dimostra molto sensibile sul tema di come far sì che sempre più persone "passino all'azione diretta".
La discussione su come fare azioni che ispirino altri
Proprio il coinvolgimento dei giovani è la seconda questione all'ordine del giorno. Viene individuato nella mobilitazione pro-Palestina un potenziale aggregatore per ottenere visibilità. Aurigemma, però, critica la scarsa incisività pratica del movimento anarchico su questo fronte, ammettendo: "di non avere fatto nulla sulla Palestina in Italia, come azione diretta pro Palestina non è stato fatto nulla eccetto un McDonald's ed anche a Milano qualcosina". Si riferisce a un attacco incendiario contro i quadri elettrici del fast food di via dei Prati Fiscali rivendicato dagli anarchici il 15 novembre 2024.
La necessità di concentrarsi su obiettivi di maggiore impatto mediatico è condivisa da molti, e Stefano Marri, militante residente a Venezia e ora sottoposto alla custodia cautelare in carcere, propone di fare qualcosa di potente sul piano dell'immaginario. Un punto su cui altri concordano con i dovuti distinguo, anche se Aurigemma ribadisce la visione di lungo termine: "L'obiettivo è l'anarchia, ma prima di arrivare all'anarchia abbiamo bisogno che sempre più persone pratichino l'azione diretta ed il conflitto".
Il "workshop collettivo" su come preparare esplosivi
La domenica il discorso passa più sul pratico. Si ricerca un nuovo luogo isolato per il successivo incontro del gruppo e si definiscono delle misure di sicurezza per comunicare: usare email criptate e messaggi in codice come "Pinguini tutto ok" solo per darsi appuntamento. La conversazione entra nel vivo della realizzazione di ordigni esplosivi artigianali, a partire da come trasportare il materiale. Alcuni ammettono, però, di non essere esperti nella realizzazione di esplosivi se non sul piano teorico. "Il discorso è che se uno capisce il funzionamento generale poi basta sostituire un componente con un altro", dice Aurigemma. Dopodiché il gruppo stabilisce di rivedersi per "un workshop collettivo".
La campagna di attentati per Alfredo Cospito
Lo stesso giorno viene deciso quando mettere in pratica il know-how su come costruire una bomba rudimentale. Il gruppo pianificato una campagna di attentati in vista della scadenza per il rinnovo del regime 41-bis di Alfredo Cospito, prevista per maggio 2026. "Qualcosa tocca fare – dice Benedetti -. Costringere un po' lo Stato, a fare i conti che tenere un anarchico al 41 bis è comunque avere rotture di scatole".
Alla fine viene teorizzato un aumento progressivo della violenza per fare pressione sulle istituzioni: "Pensiamo che sia meglio partire piano per renderla pubblica in una sorta di escalation", dice Micol Marino, triestina di 39 anni . I nove decidono di creare uno spazio web dedicato in cui pubblicare messaggi sicuri. Questa idea si concretizzerà di lì a poco nella creazione del blog ispira-azione.noblogs.org, poi usato per rivendicare i successivi sabotaggi ferroviari del 14 febbraio.