Attentato a Ranucci, Lavitola: “Dopo la perquisizione con Sigfrido 2 ore al telefono alle 3.30 di notte”

"Sigfrido mi ha risposto dicendomi Valter, è tutto allucinante". Poi mi ha chiamato alle 3.30 di notte e siamo stati al telefono per circa due ore, parlando tra le altre cose delle varie possibili ipotesi". Lavitola ha spiegato che sentiva Ranucci quotidianamente e che l'ultimo contatto intercorso tra loro è avvenuto dopo la perquisizione dei carabinieri. Dal suo racconto Ranucci lo avrebbe chiamato molto presto.
L'argomento della lunga chiamata sarebbero state le varie ipotesi rispetto all'attentato dinamitardo davanti casa del giornalista televisivo e conduttore di Report, avvenuto a Pomezia il 16 ottobre del 2025. In un'intervista a Il Giornale Valter Lavitola ha detto: "Con Sigfrido siamo legati da un'amicizia profonda. Dopo una cosa del genere normalmente ci saremmo sentiti dieci volte tutti i giorni, ma ora l'avvocato dice che sarebbe inquinamento delle prove". Valter Lavitola è indagato come presunto mandante dell'attentato, ancora in fase d'accertamento il movente.
Il Riesame si pronuncerà sugli arrestati nei prossimi giorni
Il Tribunale del Riesame si riserva di esprimersi sulle istanze presentate dagli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, difensori delle quattro persone arrestate, perché presunte esecutrici materiali dell'attentato dinamitardo. I legali infatti hanno chiesto l'annullamento della misura di custodia cautelare disposta dalla Disrezione distrettuale antimafia e di far cadere l'aggravante del metodo mafioso. Oggi era infatti in programma l'udienza per il Riesame, i giudici scioglieranno la riserva nei prossimi giorni.
Nuove indagini sui conti di Lavitola
Nel frattempo la Procura ha disposto nuove indagini sui conti di Valter Lavitola, in cerca di pagamenti sospetti. Gli investigatori cercano legami con il mercato del carbon credit in Camerun, a cui si riferiva Tavares, ma soprattutto pagamenti sospetti, prelievi in contanti o entrate difficile da giustificare, alla ricerca di contatti con la banda di Avellino. L'ipotesi è che tra Lavitola e la banda, Tavares sia l'intermediario: si cercano passaggi di denaro fra i due, per accertare come siano stati pagati gli esecutori materiali dell'attentato. Al momento sarebbero emersi pagamenti fra i 5mila e i 10mila euro, fra contanti e viaggi spesati.