Bombe sulla Tav Roma-Firenze, arresti di anarchici in tutta Italia: cinque in carcere, due ai domiciliari

La digos di Roma e di altre città sta eseguendo in queste ore sette misure cautelari a carico di attivisti anarchici, perquisizioni anche al Bencivenga Occupato. L’accusa è di associazione finalizzata al terrorismo e del sabotaggio ai cavi dell’Alta Velocità dello scorso 14 febbraio.
Il danneggiamento ai cavi dell’Alta velocità e il materiale utilizzato nel sabotaggio
Il danneggiamento ai cavi dell’Alta velocità e il materiale utilizzato nel sabotaggio

Dall'alba di oggi, martedì 16 giugno, la Digos sta eseguendo sette misure cautelari, fra custodia cautelare in carcere e arresti domiciliari, contro attivisti anarchici indagati dalla procura di Roma con l'accusa di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico. Il procedimento è in stretto raccordo con la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione in quanto le indagini sono estese a varie aree d'Italia, da Bologna a Napoli, a Cesena a Milano. Secondo i pubblici ministeri, i sette avrebbero "costituito e organizzato  una compagine criminale o gruppo di affinità connotato dallo scopo di compiere atti di violenza con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico e strutturato secondo modalità e metodologie note e sperimentate nel movimento anarchico". Fra questi atti ci sarebbe anche il sabotaggio alla linea dell'Alta Velocità Roma-Firenze del 14 febbraio 2026.

Fra le accuse il sabotaggio ai cavi dell'Alta Velocità fra Roma e Firenze

Sono cinque le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma. Due, invece, gli arresti domiciliari. L'accusa è quella di aver costituito un associazione con finalità di terrorismo o eversione, ma due sono anche gravemente indiziati di aver concorso nella realizzazione di attentato a impianti di pubblica utilità, interruzione di pubblico servizio e istigazione per delinquere, aggravati dalla finalità di terrorismo. Il riferimento è all'azione compiuta il 14 febbraio 2026 ai danni della rete ferroviaria dell’Alta Velocità Roma – Firenze, quando sono stati bruciati con manufatti esplosivi artigianali i cavi dell'alta velocità, con un danno da 455mila euro e pesanti interruzioni e ritardi sui treni di tutta Italia.

Le rivendicazioni degli attentati

Questo sabotaggio e un'altro sulla linea Roma-Napoli erano stati rivendicati con un comunicato sul sito ispiraazione.noblogs.org: "Fuoco alle Olimpiadi! Oggi non si viaggia – si legge -. Abbiamo partecipato ai blocchi massivi delle strade e i porti durante i mesi di mobilitazione per la Palestina, abbiamo invaso le stazioni e attaccato la polizia quando è stato possibile. Ma oggi abbiamo scelto di agire protetti dalla luce della luna, in un piccolo gruppo riunito dall’affinità e dalla voglia di essere conseguenti agli slogan urlati nei mesi scorsi: blocchiamo tutto".

L'azione era stata motivata dagli anarchici sulla base della collaborazione fra Rfi e l'azienda statale Leonardo, fra i leader nella produzione di armi, della speculazione edilizia e della presenza ai Giochi degli agenti dell'Ice, il corpo anti-immigrazione degli Stati Uniti. Il gruppo avrebbe avuto come obiettivo anche quello di proseguire la mobilitazione contro la sottoposizione al regime di 41bis dell'anarchico Alfredo Cospito.

Perqusizioni domiciliari e al Bencivenga Occupato di Roma

Le operazioni di esecuzione delle misure cautelari sono state condotte con il supporto delle digos di Milano, Bologna, Napoli, Torino, Terni e Rieti, mentre sono ancora in corso altre perquisizioni domiciliari e in spazi collettivi come il centro anarchico romano Bencivenga Occupato, nella zona di Sacco Pastore a ridosso del fiume Aniene.

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