Professore della Sapienza arrestato con un cocktail di droghe nel frigo: “Le usavo per il chemsex”

Immagine
Nel frigorifero di un docente 41enne trovati 19 grammi tra anfetamine, eroina, crystal meth, cocaina rosa e “droga della scimmia”. Sostanze usate per il chemsex, pratica estrema raccontata da Fanpage.it con due inchieste sotto copertura.

Anfetamine, eroina, cocaina rosa, crystal meth e la cosiddetta ‘droga della scimmia'. Questo il campionario di sostanze stupefacenti, per un totale di 19 grammi, ritrovato dalla polizia nel frigorifero di un professore universitario della Sapienza di 41 anni nella notte di mercoledì 19 agosto in zona Marconi, a Roma. Una varietà di droghe che, come raccontato al giudice dallo stesso docente, alimentava festini ‘chemsex': pratica, raccontata in precedenza da Fanpage.it in inchieste sotto copertura, che unisce l'effetto allucinogeno, eccitante e stimolante delle sostanze sintetiche al sesso. Attraverso questo dopaggio l'attività sessuale può prolungarsi anche per giorni interi, con gravi effetti di tossicodipendenza.

Droghe per praticare chemsex nel frigo, arrestato professore universitario

L'intervento degli agenti del distratto San Paolo è iniziato poco dopo le 3 di notte. Nel corso di un pattugliamento, i poliziotti hanno notato un uomo che stazionava davanti a un portone e hanno deciso di controllare quanto stesse succedendo. L'uomo ha dichiarato di stare salendo a casa "di un amico", ma approfondendo è venuto fuori che i due si sarebbero conosciuti solo da poco su una piattaforma per incontri. Incalzato dalle domande degli agenti, ha poi confessato di avere con sé delle sostanze stupefacenti e che nell'appartamento dove si stava recando si tenevano festini dove il sesso e la droga si alimentavano a vicenda.

A quel punto è scattata la perquisizione domiciliare dell'abitazione. All'interno erano presenti il docente 41enne, proprietario di casa, e un cittadino olandese. Le sostanze di cui aveva parlato l'uomo trovato per strada sono state scoperte nel frigorifero, chiuse all'interno di un contenitore di plastica. Presente anche del materiale utile al confezionamento di dosi. Il professore è stato arrestato con l'ipotesi di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l'arresto senza disporre misure cautelari. Dagli elementi raccolti, infatti, non si evincerebbe con certezza che le sostanze fossero destinate alla vendita. Venerdì 21 agosto l'uomo sarà sottoposto a giudizio per direttissima.

Le inchieste di Fanpage.it nel mondo del chemsex

Resta la grande varietà di droghe sintetiche trovate nell'appartamento. Sostanze come la 2C-B e Mdhp, sigle a cui il mercato illegale ha dato rispettivamente i nomi di ‘cocaina rosa' e ‘monkey dust' o ‘droga della scimmia'. Fra gli effetti si segnalano una forte stimolazione, ma anche agitazione, tachicardia fino anche a psicosi allucinazioni. Effetti ricercati da chi, come il professore che ha ammesso di farne uso da alcuni mesi, è finito nel mondo del chemsex: termine che unisce le parole inglesi chemical sex. 

Questo lato oscuro della notte è stato esplorato per Fanpage.it da Elisabetta Rosso e Beatrice Barra, che si sono addentrate in festini a base di sesso e droga di Milano e Torino per l'inchiesta ‘La notte del Chemsex'. Il mondo alternativo ha i suoi accessi in locali, spesso nascosti, con stanze sotterranee dove sono a disposizione le droghe più varie: crystal meth, mefedrone, GHB – la droga dello stupro -, popper. Fra tutte, però, è l'MDPV – anche detta ‘Pavia' per la sigla PV – la più ricercata da chi vuole sostanze che stimolino esperienze sessuali estreme che possano durare per giorni interi. Una droga che può avere effetti devastanti sulla salute e sulla personalità.

Il chemsex fra app e videochat

Un altro canale d'ingresso, però, sono le app d'incontri, in particolare Grindr. Qui, scrivono Barra e Rosso, "non serve molto per capire come funziona. Non si parla quasi mai apertamente di droga. Si usano emoji, abbreviazioni, parole in codice". Funziona in maniera simile su Telegram, a cui man mano si può accedere a chat dove vengono vendute le sostanze.

Frequentando locali e app si può arrivare ai festini privati. Incontri a cui possono partecipare anche decine di persone e che durano giorni interi. Come raccontato Barra e Rosso in un'inchiesta successiva, ‘Chem's room', il chemsex si muove anche in stanze virtuali: videochat con centinaia di persone collegate da tutto il mondo che assumono droghe e praticano sesso o autoerotismo in diretta.

Come raccontato in molti casi di cronaca, però, il connubio fra droga e sesso non è sempre cercato e si può trasformare in violenza. Il caso recente più noto è quello dell'imprenditore milanese Alberto Genovese, il quale organizzava festini privati in somministrava GHB a varie ragazze senza consenso per poi violentarle. Ancora più recentemente, in Francia è stata aperta un'inchiesta: un bambino di cinque anni sarebbe stato drogato e violentato da dieci uomini durante un festino chemsex.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views