Omicidio nel carcere Mammagialla di Viterbo, detenuto uccide a coltellate un compagno di cella 27enne
Omicidio nel carcere Mammagialla di Viterbo, dove un detenuto ha ucciso a coltellate un compagno di cella. È successo nella mattinata di oggi, giovedì 16 luglio, nella casa circondariale Nicandro Izzo. Come appreso da Fanpage.it la vittima aveva ventisette anni di origine magrebina del quale non è stata ancora resa nota l'identità. I fatti sono accaduti nel cortile durante l'ora d'aria. Non è ancora chiaro il movente dell'aggressione, se sia scaturita per motivi maturati in carcere tra detenuti o altro. Sul caso indaga la Procura della Repubblica di Viterbo.
La ricostruzione dell'aggressione al carcere di Mammagialla
Secondo quanto ricostruito finora tra i due detenuti sarebbe nata una lite nel cortile del carcere durante l'ora d'aria. Uno dei due ha colpito l'altro, un ventisettenne, impugnando con coltello e sferrandogli diversi fendenti al corpo. La vittima si è accasciata a terra. Poco dopo l'accaduto sono intervenuti gli agenti della polizia penitenziaria di turno e le forze dell'ordine. È stato chiesto anche l'intervento urgente di un'ambulanza. Ma per l'uomo non c'è stato purtroppo nulla da fare per salvargli la vita. Le ferite erano troppo gravi.
Sono in corso le indagini, per ricostruire la dinamica esatta dell'accaduto e per risalire al movente dell'aggressione. Terminate le verifiche sul posto, la salma è stata trasferita in obitorio, dove si trova a disposizione dell'Autorità giudiziaria. Non è la prima volta che si verifica un omicidio nel carcere Mammagialla di Viterbo. Nel dicembre 2023 un detenuto quarantanovenne ha aggredito e ucciso il compagno di cella durante una lite.
Il Sindacato di Polizia Penitenziaria: "La punta estrema dell'emergenza carceri"
"Nelle carceri italiane siamo ormai alla resa dei conti tra detenuti con omicidio – dice Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria, in una nota -. Con l’accoltellamento di un giovane di 27 anni a Viterbo da parte del compagno di cella siamo al quinto assassinio di un detenuto nel giro di un paio d’anni. Proprio un anno fa, a luglio 2025, accade a Prato dove un detenuto romeno di 58 anni è stato trovato morto innescando immediate indagini per omicidio. È la punta estrema dell’emergenza carceri che denunciamo da troppo tempo legata a risse e violenze tra detenuti e contro il personale penitenziario con oltre 200 casi tra risse ed aggressioni ad agenti solo nelle ultime settimane. Il sovraffollamento, come sostiene il Ministro Nordio, sarà pure una causa dei suicidi e non solo come dimostra l’ultimo omicidi0. Noi lo ripetiamo da troppo tempo: nelle carceri ci sono organizzazioni criminali che spadroneggiano, dal mercato della droga e dei telefonini sino al controllo della vita dei detenuti più deboli e alla violenza sessuale".