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“Se mi lasci ti uccido”: violentata e sequestrata dall’ex a Natale, chiesti 8 anni e 7 mesi di carcere

Stalking, sequestro di persona e violenza sessuale: queste le accuse nei confronti del compagno, oggi ex. Per lui la pm ha chiesto 8 anni e 7 mesi.
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La procura di Roma ha chiesto otto anni e otto mesi di reclusione per E. R., trentunenne accusato di violenza sessuale aggravata, stalking e sequestro di persona. E. R. è accusato di aver ripetutamente abusato di quella che all'epoca era la fidanzata, costretta a tagliare ogni ponte con le amiche e a vivere in un clima di terrore costante. Il trentunenne, che all'epoca faceva uno smodato uso di sostanze stupefacenti, l'avrebbe violentata in più occasioni, minacciandola ogniqualvolta lei provasse a lasciarlo.

Il culmine è stato raggiunto il giorno di Natale, quando la giovane è stata sequestrata in casa, chiusa in camera e violentata. "Se non fai come ti dico, ti soffoco col cuscino", le ha detto il compagno prima di abusare di lei.

A lungo ha subito vessazioni e aggressioni da parte di quell'uomo, conosciuto alcuni mesi prima e con il quale aveva intrapreso una relazione, sin dall'inizio segnata da violenza e prevaricazioni. Fino a quando, dopo l'ultima violenza avvenuta la notte tra il 25 e il 26 dicembre 2023, ha rivelato tutto alla madre, troncando la relazione, andata avanti per sette mesi. Le due si sono presentate all'ospedale, dove sono state certificate varie contusioni – tra cui la rottura di una costola – e si sono rivolte a un centro antiviolenza per avere assistenza legale e psicologica. Oggi si è tenuta la penultima udienza. La pm, per i fatti contestati, ha chiesto una condanna a 8 anni e 7 mesi. La sentenza sarà pronunciata lunedì 6 luglio.

La relazione segnata da gelosia e violenza

I fatti sono iniziati tre anni fa. I due avevano iniziato a frequentarsi prima dell'estate del 2023 e, da quel momento in poi, fra insulti e aggressioni, i segnali della violenza sono stati sempre più visibili. Difficile per la giovane uscire dalla spirale di violenza in cui era finita a causa delle minacce del compagno: le diceva che l'avrebbe uccisa, che avrebbe rovinato la vita a lei e alla sua famiglia, che non l'avrebbe fatta tornare a casa viva.

In breve tempo il comportamento della giovane ha iniziato a cambiare, come raccontato nel corso delle varie udienze da diversi testimoni. Sempre più ansiosa, la ragazza aveva iniziato ad avere paura e dei veri e propri attacchi di panico, ha smesso di uscire con le amiche e ha tagliato ogni rapporto con l'esterno. Addirittura è stata costretta a interrompere una vacanza con le amiche e a tornare prima del tempo, perché lui la perseguitava e le rendeva impossibile godere di quello che doveva essere un periodo di divertimento e spensieratezza.

E. R. aveva iniziato a perseguitarla e a controllarla: l'aveva costretta a chiudere tutti i contatti con la sua cerchia maschile di amici e, in alcuni casi, anche con le amiche stesse. Pretendeva di vedere video e foto prima che fossero pubblicati sui social. Qualora lui non li avesse giudicati idonei, costringeva la ragazza a cancellarli. Come spesso accade in questi casi, il comportamento del compagno aveva spinto la giovane a cambiare le sue abitudini di vita.

Le minacce alla giovane e alla sua famiglia

Le pressioni psicologiche e le minacce erano all'ordine del giorno. Le diceva che, se non avesse risposto al telefono, l'avrebbe raggiunta sotto casa. "Mi attacco al citofono e faccio un casino", la minacciava. Quando erano insieme si appropriava delle chiavi dell'automobile e del suo telefonino per avere la certezza che non potesse muoversi né chiamare aiuto. "Se non fai come ti dico, non torni a casa", le diceva ancora.

Accusato di atti persecutori, sequestro di persona e violenza sessuale, l'uomo, al termine delle indagini preliminari, è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli. Oggi a suo carico è stata chiesta una condanna a 8 anni e 7 mesi di carcere: la sentenza è attesa per lunedì prossimo, 6 luglio 2026.

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