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12 Ottobre 2022
11:14

Non paga l’affitto, rapito e quasi ucciso da 5 uomini: “Dacci i soldi o ti stupriamo”

Hanno rapito e torturato un 38enne che viveva come affittuario nella casa di proprietà di uno dei 5. Se non avessero ricevuto i soldi, gli avrebbero anche tagliato un orecchio e alcune dita.
A cura di Beatrice Tominic
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È rimasto sotto sequestro per 18 lunghe ore, poi è riuscito a scappare e a chiedere aiuto. La vittima, un uomo di 38 anni, è stato rapito e torturato dai proprietari della casa nella quale viveva in affitto. Soltanto il giorno dopo, con un escamotage, il 38enne è riuscito a scappare. Dopo averlo derubato dei soldi che aveva nel portafoglio e trasportato in una villetta isolata di Castel Gandolfo, i cinque uomini, fra cui il proprietario della casa in affitto, hanno chiesto ad un conoscente della vittima il pagamento di 2mila euro: se non fosse arrivato loro il denaro richiesto, avrebbero tagliato al 38enne un orecchio e alcune delle dita delle mani e lo avrebbero stuprato.

Il rapimento dell'affittuario

È accaduto nel pomeriggio di domenica 2 ottobre. Il 38enne, come ha raccontato alle forze dell'ordine, si trovava nell'abitazione in cui viveva in affitto quando è stato raggiunto da tre uomini, fra cui anche il proprietario della casa. Una volta entrati all'interno dell'abitazione, i tre lo avrebbero picchiato con violenza: si tratterebbe di una vera e propria spedizione punitiva a causa del mancato pagamento di alcune mensilità di affitto per un valore totale di 2000 euro. Dopo averlo pestato, lo avrebbero caricato in un'automobile e trasportato nella villetta isolata, nella località di Castel Gandolfo.

Ad aspettarli c'erano altri due complici. I cinque hanno rapinato il 38enne del telefono cellulare e del portafoglio contenente 400 euro in contente, poi lo avrebbero picchiato di nuovo con calci, pugni, altri colpi inferti da un bastone metallico. Si sarebbero scagliati contro di lui anche con un machete: che gli ha causato sulla gamba un'ulteriore lesione profonda. Dopo averlo picchiato, lo avrebbero costretto a dormire sul pavimento della casa, mentre i 5 lo sorvegliavano a turno.

Il riscatto di 5mila euro e la fuga

Il mattino seguente, il lunedì, i cinque hanno contattato un conoscente del 38enne e gli hanno chiesto di consegnare loro 5000 euro: se non fosse arrivata la somma richiesta, avrebbero stuprato il suo amico e gli avrebbero tagliato un orecchio e alcune delle dita delle mani.

Nel corso della stessa mattinata il 38enne è riuscito a scappare. Ha chiesto ai suoi rapitore di utilizzare il bagno, così, una volta entrato, ha aperto il rubinetto e ha lasciato che l'acqua scorresse mentre apriva la finestra, per confondere il rumore dell'infisso. Poi è riuscito a scappare nelle campagne della zona. Una volta riuscito a scappare dai cinque, la vittima, ancora sotto shock, ha raggiunto un comprensorio della frazione "Laghetto" di Castel Gandolfo e ha chiesto aiuto in portineria. Immediatamente l'uomo è stato soccorso da carabinieri e dal 118.

Le condizioni di salute del 38enne

Arrivato in portineria con i segni delle ferite ancora evidenti ed il volto tumefatto, dopo aver chiamato soccorsi è stato trasportato d'urgenza dal personale sanitario del 118 in ospedale. I medici hanno riscontrato sul suo corpo traumatismi multipli del massiccio facciale, una lesione della gamba sinistra, la perforatura di un timpano, rottura del setto nasale e lesioni interne polmonari: adesso è ricoverato in prognosi riservata. Nel frattempo, invece, i carabinieri hanno svolto un sopralluogo nella villetta.

L'intervento dei carabinieri

Dopo essere riusciti a risalire all'indirizzo esatto della villetta, i carabinieri hanno ispezionato l'interno dell'abitazione isolata in cui si sono svolte le violenza. Sul posto hanno rinvenuto il machete ancora sporco di sangue e un'asta per tende spezzata, probabilmente  utilizzata per colpire la vittima, insieme a tanti fazzolettini di carta che il 38enne avrebbe utilizzato per tamponare e asciugarsi le ferite. Nella scena delle violenze anche tanti mozziconi di sigaretta con tracce ematiche.

In breve tempo è stata ritrovata anche l'automobile con la quale i cinque hanno trasportato il 38enne dalla casa alla villetta: anche sul mezzo, sopra i sedili posteriori, sono state trovate tracce di sangue. Rintracciati e identificati i cinque uomini che avrebbero compiuto le violenze. Alcuni componenti del gruppo si erano rifugiati all'interno di un appartamento del complesso del Serpentone di Corviale senza campanello né assegnatario.

Il fermo per i 5 indagati

A seguito delle indagini, la Procura di Velletri ha richiesto ed ottenuto la convalida del fermo del Gip nei confronti di tutte e cinque le persone coinvolte con misura cautelare in carcere: si tratta di cinque uomini di età tra i 35 e i 66 anni, tutte già con precedenti. Sono considerati gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei delitti di sequestro di persona, tentata estorsione, rapina aggravata, lesioni personali aggravate ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone.

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