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L’ex sindaco Gianni Alemanno uscirà dal carcere a giugno: ok a riduzione della pena di 39 giorni

Riduzione della pena di 39 giorni per l’ex sindaco di Roma detenuto per traffico d’influenze. I giudici riconoscono condizioni “degradanti” in carcere.
A cura di Francesco Esposito
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Una riduzione di 39 giorni sulla pena è stata disposta per Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma che sta scontando una condanna a un anno e dieci mesi per traffico di influenze nel carcere di Rebibbia. La decisione del tribunale di Sorveglianza di Roma è arrivata "a causa delle condizione umane e degradanti da lui subite" e presentate in un'istanza della difesa del politico, entrato nel penitenziario la notte del 31 dicembre 2024. "Una piccola grande vittoria, perché è un'ordinanza che certifica la battaglia che sta conducendo contro il sovraffollamento carcerario", ha commentato l'avvocato di Alemanno, Edoardo Albertario, che insieme al collega Cesare Placanica aveva presentato un'altra istanza, respinta, a gennaio.

L'avvocato: "Certificata sua battaglia contro sovraffollamento carcerario"

Un tempo membro di spicco di Alleanza Nazionale e Popolo delle Libertà, oggi Alemanno è il leader del movimento Indipendenza. Nel suo anno a Rebibbia ha raccontato in molte occasioni, attraverso diari di cella pubblicati sui social, le gravi condizioni dell'istituto detentivo romano, dal sovraffollamento all'assenza di riscaldamento e di attività per i detenuti, fino ad alcuni suicidi fra la popolazione carceraria. Potrà uscire il prossimo 24 giugno.

Alemanno è in carcere per traffico d'influenze

Gianni Alemanno, che è stato anche ministro dell'Agricoltura dal 2001 al 2006 nel governo Berlusconi, era stato portato nel penitenziario dopo che aveva violato gli obblighi previsti dallo svolgimento della pena alternativa. Avrebbe presentato falsa documentazione per giustificare impegni lavorativi ed evitare i servizi sociali presso la struttura ‘Solidarietà e Speranza', che si occupa di famiglie in difficoltà e di vittime di violenze. Inoltre avrebbe incontrato persone pregiudicate.

Su di lui pesava una condanna definitiva del 2022. L'ex primo cittadino era, infatti, finito in uno dei filoni dell'inchiesta ‘Mondo di Mezzo'. Nel corso del processo sono cadute le accuse di corruzione, finanziamento illecito ai partiti e associazione mafiosa, ma è rimasta in piedi quella per traffico d'influenze. La Cassazione aveva accertato una forte pressione di Salvatore Buzzi e di Massimo Carminati su Franco Panzironi, ex amministratore delegato di Ama, affinché quest’ultimo si attivasse sull'allora sindaco per far ottenere alla società Eur i finanziamenti comunali necessari per pagare le cooperative che facevano riferimento ai due imputati. Accertati anche alcuni incontri di Alemanno con Buzzi e Carminati.

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