Laghetto dell’Eur colorato di verde da Extinction Rebellion: la protesta contro Eni e guerra a Gaza

Una macchia verde si è propagata per le acque del laghetto dell'Eur a Roma nel pomeriggio di venerdì 29 maggio. Si tratta di fluorescina, una sostanza innocua per l'ambiente, gettata dagli attivisti ambientalisti di Extinction Rebellion di fronte alla sede dell'Eni in piazzale Enrico Mattei. Sul ponte che sovrasta lo specchio d'acqua è stato calato un grande striscione: il cane a sei zampe simbolo dell'azienda del fossile che con una fiammata brucia la bandiera della Palestina; sopra, la scritta "Stop Ecocidio – Stop Genocidio". L'azione aveva lo scopo di "denunciare le conseguenze sugli ecosistemi e sul clima delle scelte di politica energetica del Governo, delle attività di estrazione di gas e petrolio da parte di Eni, e degli intrecci con le guerre in corso e la corsa al riarmo", come si legge in una nota del collettivo.

Extinction Rebellion: "La guerra massacra popoli e terre"
Un'azione in cui "Il verde innaturale assunto dall'acqua grazie alla fluoresceina, un tracciante innocuo che si degrada e scompare in poche ore, simboleggia la distruzione e la morte degli ecosistemi e degli esseri viventi da cui dipende la sopravvivenza stessa dell'umanità", continua Extinction Rebellion nella nota.
L'azione di protesta è arrivata nella giornata di sciopero generale convocato da varie sigle del sindacalismo di base apre la settimana di proteste di Extinction Rebellion intitolata ‘PrimaVera Democrazia'. Al centro della manifestazione il legame tra crisi ecoclimatica, guerre e crisi della democrazia. Inoltre, scrive il collettivo, la protesta si inserisce "in una mobilitazione internazionale promossa da diversi gruppi europei di Extinction Rebellion, Stop Rearm Europe, Ende Gelände e altri movimenti climatici, sociali e antimilitaristi, che inizia questo weekend in Italia, in occasione dell’80 anniversario della Repubblica, e proseguirà con appuntamenti in diverse capitali europee, per culminare il 14 giugno a Bruxelles con una marcia e un presidio davanti al Parlamento europeo".
Questa mattina il collettivo ha anche partecipato a un presidio di protesta davanti alla sede del Ministero dell'Economia e della Finanze di via XX settembre indetto dai Giovani Palestinesi. "La guerra che sta massacrando popoli e terre in diverse parti del globo – scrive il collettivo -, sta influendo sui prezzi dell'energia e dei beni essenziali, mentre l'1% diventa sempre più ricco e il governo italiano sottrae fondi alla transizione ecologica, agli ospedali e alle scuole".