Incidente a Casal Palocco, due youtuber a processo: accusati di aver fatto sparire i video dello schianto in Lamborghini

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Simone Dutto e Alessio Cianfaroni sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di favoreggiamento. Per la procura avrebbero cancellato dei video dell’incidente.

Sono stati rinviati a giudizio per favoreggiamento Simone Dutto e Alessio Ciaffaroni, i due giovani dei The Borderline che il 14 giugno 2023 si trovavano a bordo della Lamborghini guidata da Matteo Di Pietro e che provocò il terribile incidente costato la vita a un bambino di soli cinque anni. Secondo gli inquirenti, i due avrebbero cancellato dei video realizzati all'interno della macchina quando è avvenuto l'incidente con la SmartForFour guidata dalla madre del piccolo. Dalla ricostruzione fatta durante le indagini, infatti, nell'auto che doveva riprendere la "sfida" da pubblicare sul canale YouTube ("48 ore in Lamborghini"), ci sarebbero state anche due telecamere Sony, sparite però subito dopo lo schianto e che non sono mai state ritrovate. L'ipotesi è che potessero contenere altre immagini dell'incidente, che pure è stato cristallizzato da una telecamera di sorveglianza che ha ripreso tutta la dinamica.

L'incidente a Casal Palocco

A riportarlo è Il Corriere della Sera. Matteo Di Pietro, il ragazzo condannato per omicidio stradale e che era alla guida della Lamborghini, ha finito di scontare la pena ai domiciliari, ottenendo l'affidamento in prova ai servizi sociali. Il giovane, che era stato arrestato subito dopo l'incidente, andava a una velocità di 120 chilometri orari in un tratto urbano dove il limite è di molto inferiore. Quando la Smart ha cominciato la manovra per svoltare su via di Macchia Saponara, era a circa 90 metri di distanza: la velocità alla quale andava non gli ha consentito nemmeno di frenare, schiantandosi violentemente contro la piccola utilitaria, ridotta a un ammasso di lamiere. Per il bimbo, che si trovava seduto sul sedile posteriore allacciato al seggiolino, non c'è stato nulla da fare, è morto sul colpo.

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