Imbrattata a Roma la targa dedicata al partigiano Antonio Ambroselli, Smeriglio: “Vile atto fascista”

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La targa imbrattata (Foto: Dire)
La targa dedicata ad Antonio Ambroselli è stata imbrattata nel VI Municipio. Smeriglio: “Interverremo prontamente, nessun passo indietro sulla difesa dell’antifascismo”.

Un tratto di vernice spray nera a coprire la parola ‘Resistenza‘. Così è stata trovata imbrattata la targa dedicata al partigiano e finanziere Antonio Ambroselli, in zona Grotte Celoni, Municipio VI di Roma. A denunciare quanto accaduto è stato l'assessore capitolino alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, che ha annunciato che il gesto è stato segnalato alla polizia locale e che il Comune interverrà al più presto per ripristinare la targa posta a ottobre 2025 e con cui è stato dedicato ad Ambroselli il parchetto fra via delle Due Torri e piazzale Van Gogh.

Smeriglio: "Vile atto fascista, interverremo subito"

"È stata imbrattata con un vile atto di matrice fascista, la targa dedicata al partigiano Antonio Ambroselli in Municipio VI – ha dichiarato Smeriglio, delegato anche al coordinamento delle iniziative riconducibili alla giornata della Memoria, in una nota stampa -. Interverremo prontamente per ripristinare la targa, la verità storica e la difesa dell'antifascismo che e' un valore costituente della nostra repubblica. Abbiamo apposto la targa pochi mesi fa insieme alla famiglia di Ambroselli e all'Anpi di zona, che sta facendo un lavoro straordinario. Da parte nostra nessun passo indietro, abbiamo già segnalato alla polizia locale e ci auguriamo che si ponga fine a questi gesti codardi e fascisti".

Il partigiano e finanziere Antonio Ambroselli

Il parco, nella periferia est di Roma, nell'ottobre 2025 è stato dedicato ad Antonio Ambroselli, membro della guardia di Finanza originario di questa zona della Capitale. Il Maresciallo Maggiore Aiutante – grado oggi indicato come Luogotenente – Ambroselli, dopo essere rientrato in Italia dall'Albania nel 1942, fu destinato al servizio di polizia presso lo scalo ferroviario di Roma Tiburtina. Qui iniziò a operare nella Banda Fiamme Gialle, nucleo partigiano formato da finanzieri e aderente al Fronte Militare Clandestino di Roma. Il gruppo alternava azioni anti-tedesche allo svolgimento del servizio di polizia e operava proprio nell'area della stazione Tiburtina. Qui il gruppo operò un eroico salvataggio liberando dai treni un migliaio di giovani rastrellati a Roma, fra i quali ebrei catturati nella zona di Piazza Bologna e diretti nei campi di concentramento nazisti.

L’impegno di Ambroselli non si limitò alla stazione Tiburtina. Saputo che nei campi Breda di Torre Gaia erano stati concentrati profughi dei suoi luoghi d'origine (la provincia di Latina) ed ebrei rastrellati a Roma, insieme alla moglie Mafalda Cangelmi, di appena 21 anni, riuscì a farne assumere molti dalla Croce Rossa. Altri furono aiutati a fuggire e accolti da parenti e amici o nella stessa casa della coppia, in attesa di una sistemazione più sicura.

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